Abbandonarono il Signore …
[10] Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il Signore, né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele. [11] I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono gli idoli di Baal. [12] Abbandonarono il Signore, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra quelli dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del Signore. [13] Abbandonarono il Signore e servirono Baal e gli idoli di Astarte. [14] L’ira del Signore si accese contro Israele ed egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro nemici. [15] Dovunque andavano, la mano del Signore era contro di loro a loro danno, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande. [16] Il Signore allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano. [17] Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi, si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.
Anche questo brano mantiene la caratteristica della sintesi, dimostrando che l’obiettivo non è presentare una cronologia degli eventi, ma sottolinearne alcuni, in base all’ispirazione e alla guida del Signore …
Così l’autore racconta che la generazione del popolo, quella che era passata sull’asciutto attraverso le acque del Giordano ed era entrata nella terra promessa con Giosuè, era ormai terminata, erano tutti stati riuniti ai loro padri nel riposo del corpo, in attesa della risurrezione …
La successiva generazione, purtroppo, il testo precisa che non conosceva il signore, non conosceva le opere che Egli aveva compiuto in Israele, in loro favore …
Questo apre alla riflessione, in una parentesi molto importante, considerato che la legge di Mosè impegnava i genitori a raccontare la sera ai propri figli (allora non c’era certo la televisione o lo smartphone con cui giocare, e meno male!) le grandi cose che il Signore aveva fatto, quindi stimolando in loro la fede e la conoscenza del grande Dio che regnava su Israele e lo guidava fedelmente …
Mi sono chiesto, perciò, come mai questa nuova generazione non conosceva affatto le opere del Signore?
Rilevo tra le righe, e ipotizzo, che verosimilmente i loro genitori avessero trascurato questo preciso ordine del Signore vivere con i figli …
Così inizia nel testo la tremenda descrizione della condizione del popolo dopo la scomparsa della generazione vissuta con Giosuè e con gli anziani, suoi contemporanei …
[11] … fecero ciò che è male agli occhi del Signore … servirono gli idoli di Baal.
[12] Abbandonarono il Signore, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto … andarono dietro ad altri dèi, fra quelli dei popoli che li attorniavano … si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del Signore.
[13] Abbandonarono il Signore e servirono Baal e gli idoli di Astarte.
Davvero una descrizione tremenda riguardo il comportamento del popolo e che dimostrava come fosse ormai completamente estranea al culto del Dio d’Israele, all’osservazione della Sua Legge e al timore del Signore … anzi, si era completamente abbandonata all’idolatria e quindi al culto di tutti gli dèi pagani seguiti dai popoli della terra promessa …
Inevitabilmente, perciò, arrivò l’intervento del Signore, la Sua santa ira si accese contro il popolo, come aveva minacciato:
[14] L’ira del Signore si accese contro Israele … egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono … li vendette ai nemici … non poterono più resistere di fronte ai loro nemici.
[15] Dovunque andavano, la mano del Signore era contro di loro … la loro tribolazione fu molto grande.
A questo punto c’è una bella novità nella storia del popolo di Dio … ancora una volta a dimostrazione del fatto che, seppure Egli è il perfetto Giudice che attua le Sue minacce contro un popolo ingrato, che si era abbandonato al peccato e all’idolatria … dimostra altresì di essere il Dio di ogni misericordia … infatti:
[16] Il Signore allora fece sorgere dei Giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano.
Un’incredibile Amore paterno ed una misericordia senza limiti vengono dimostrati da Dio con il dono dei Giudici …
A questo punto potremmo considerare che il popolo si trovasse in una nuova fase della storia, felicemente sotto la benedizione di Dio che era tornata su di loro …
Invece e purtroppo, la descrizione continua parlando di un popolo ostinato nel proprio peccato, testardo nella propria ribellione, radicato nel proprio male … tanto che:
[17] Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi, si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.
Per quanto mi riguarda, piuttosto che cadere nella tentazione di fare il distaccato e facile giudice del comportamento del popolo, ho dovuto riflettere a quanto pericolosa sia la nostra tendenza naturale al peccato … ma riflettere anche su come, quando lasciamo spazio al nostro istinto, la nostra reazione naturale, cadiamo e, fintanto che non c’è un vero ravvedimento, un ritorno al Signore, una vera sottomissione a Lui, il nostro cuore corrotto ci spinge sempre più in basso, proprio come successe al popolo …
In altre parole, senza un vero pentimento non c’è perdono, senza un vero ritorno al Signore, un attaccamento a Lui sincero e onesto, un abbandono del nostro peccato … non c’è modo di vedere gli effetti del Suo perdono e la nostra restaurazione, proprio perché da soli non ce la caviamo, la nostra natura ci porta sempre più in basso, il male è sempre più tollerato, la nostra anima diventa sempre più insensibile e gli effetti sono devastanti … perciò devo e voglio stare attaccato al Signore … Come una pianta le cui radici affondano lungo un fiume, così voglio nutrirmi regolarmente della Sua Parola, stare attaccato a Lui, sottomettere a Lui i miei pensieri, vivere tenendo conto della Sua presenza nella mia vita e del fatto che Egli cammina con me, anzi mi precede e combatte le mie battaglie … Voglio agire così per non lasciare spazio alla mia vecchia natura e alla mia tendenza al peccato …




