Il popolo servì il Signore durante la vita di Giosuè e quella degli anziani che gli sopravvissero, perché avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in loro favore.

“[1] L’angelo del Signore salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: “Io non romperò mai il mio patto con voi; [2] e voi, dal canto vostro, non farete alleanza con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari”. Ma voi non avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo? [3] Perciò anch’io ho detto: “Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno per voi un’insidia”». [4] Appena l’angelo del Signore ebbe detto queste parole a tutti i figli d’Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. [5] Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al Signore. [6] Giosuè rimandò il popolo, e i figli d’Israele andarono ciascuno nel suo territorio a prendere possesso del paese. [7] Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in favore d’Israele. [8] Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del Signore, morì all’età di centodieci anni [9] e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.”.

Questo testo ha tutte le caratteristiche per essere un altro brano ‘di passaggio’, in sovrapposizione con la parte finale del libro di Giosuè … e, come in ogni libro storico, siamo apparentemente davanti a testi noiosi e ripetitivi … eppure, come disse un predicatore, la ripetizione è direttamente proporzionale all’ubbidienza del popolo …

Inoltre, è un susseguirsi di particolari che apre la porta ad altrettante importanti riflessioni …

L’angelo del Signore è una immagine usata diverse volte nell’A.T. per descrivere in varie circostanze un’apparizione di Dio in modo riconoscibile da noi umani … Quindi, escludendo che si trattasse della Persona del Padre, più volte dichiarata invisibile (es. Col. 1:15), considerato che Si esprime in prima persona (“Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti …” e non “cosi parla il Signore …”), credo si tratti della seconda Persona della Trinità, il Figlio.

Il luogo “Bochim” (che significa “luoghi del pianto”) è un nome attribuitogli proprio nel contesto di questo evento (v. 5), di cui ora leggiamo nel racconto che ha seguito le vicende …

Il Signore ricordò ciò che aveva fatto per il Suo popolo, ciò che aveva raccomandato, ciò che aveva proibito e ciò che aveva promesso … Egli non avrebbe mai rotto il Suo patto con loro, SE (il solito condizionale) non avessero disubbidito, se non avessero fatto patti con la popolazione del posto, se non avessero mancato di ubbidire alla volontà del Signore non applicando le Sue condizioni, quindi non demolendo gli altari della loro idolatria e rifiutando di essere consacrati solo al Signore che aveva dato inizio al loro popolo dal nulla e li aveva accompagnati fedelmente nel corso del tempo… Quindi un atto di accusa chiaro: “Ma voi non avete ubbidito alla mia voce.”!

Come sempre, al nostro comportamento ci sono delle conseguenze, alle nostre scelte scellerate seguono dei guai, al nostro peccato segue il giudizio e, nonostante il Signore ci tratti con misericordia, resta il fatto che le conseguenze del male che scegliamo e pratichiamo ricadono necessariamente su di noi, prima o poi …

Dio infatti dichiarò che avrebbe smesso di combattere per loro, di cacciare i loro nemici davanti a loro … Anzi avrebbe lasciato che quei popoli, con i loro dèi, fossero per loro un’insidia … [3]

Il rimprovero del Signore produsse pentimento, il popolo pianse ad alta voce … [4-5] e fecero dei sacrifici al Signore …

Così Giosuè sciolse l’assemblea e rimandò tutti a casa …

Segue questo verso ‘sommario’ che spiega che la fedeltà del popolo era direttamente legata alle esperienze dirette fatte col Signore … [7] “Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in favore d’Israele.”.

Viene ricordata quindi nel testo la morte di Giosuè, dichiarandolo “… servo del Signore …”! … che morì all’età di centodieci anni [8-9].

In questa sintesi abbiamo tanti elementi per capire la follia del popolo, nonostante fosse eletto da Dio, vediamo l’azione di Dio e gli effetti della nostra relazione con Lui …

Aver presente Dio, la Sua volontà, la Sua Parola, le Sue opere … porta il popolo ad essere fedele al Signore, a riconoscere le proprie colpe, a pentirsi quando peccava, a servire Dio …

Ma la fede non passa automaticamente da una generazione all’altra, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità , stare attaccato al Signore, onorarLo, temerLo, servirLo … ognuno sceglie per se e i propri cari la benedizione o la maledizione …

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Chiesa Evangelica Isola

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