Israele … assoggettò i Cananei a servitù, ma non li scacciò del tutto … Come il peccato prende spazio attraverso quelle che ci sembrano piccole omissioni …
[21] I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme; perciò i Gebusei hanno abitato con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino a oggi. [22] La casa di Giuseppe salì anch’essa contro Betel, e il Signore fu con loro. [23] La casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel, città che prima si chiamava Luz. [24] Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: «Insegnaci la via per entrare nella città e noi ti tratteremo con bontà». [25] Egli insegnò loro la via per entrare nella città, ed essi passarono la città a fil di spada, ma lasciarono andare quell’uomo con tutta la sua famiglia. [26] Quell’uomo andò nel paese degli Ittiti e vi costruì una città, che chiamò Luz, nome che essa porta anche al giorno d’oggi. [27] Anche Manasse non scacciò gli abitanti di Bet-Sean e delle città del suo territorio, né quelli di Taanac e delle città del suo territorio, né quelli di Dor e delle città del suo territorio, né quelli d’Ibleam e delle città del suo territorio, né quelli di Meghiddo e delle città del suo territorio, perché i Cananei erano decisi a restare in quel paese. [28] Però, quando Israele fu abbastanza forte, assoggettò i Cananei a servitù, ma non li scacciò del tutto. [29] Anche Efraim non scacciò i Cananei che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono a Ghezer in mezzo a Efraim. [30] Zabulon non scacciò gli abitanti di Chitron, né gli abitanti di Naalol; e i Cananei abitarono in mezzo a Zabulon e furono costretti a lavorare per gli Israeliti. [31] Ascer non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidone, né quelli di Alab, di Aczib, di Chelba, di Afic e di Reob; [32] i figli di Ascer si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il paese, perché non li scacciarono. [33] Neftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes, né gli abitanti di Bet-Anat, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro assoggettati a servitù. [34] Gli Amorei respinsero i figli di Dan nella regione montuosa e non li lasciarono scendere nella valle. [35] Gli Amorei si mostrarono decisi a restare ad Ar-Cheres, ad Aialon e a Saalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su di loro tanto che furono assoggettati a servitù. [36] Il confine degli Amorei si estendeva dalla salita di Acrabbim, andando da Sela in su, verso il nord.
Questo brano racconta in sintesi una serie di situazioni in cui Israele non ubbidì, non fu fedele al Signore come avrebbe dovuto, non osservò l’ordine di cacciare davanti a loro le nazioni pagane per prenderne il posto, come Dio aveva stabilito concedendo loro la terra promessa …
In pratica, in questo capitolo sono nominate quasi tutte le tribù e ognuna di loro, in un modo o nell’altro, aveva commesso lo stesso errore lo stesso peccato … Infatti, non vediamo applicata una corretta strategia, la stessa attenzione del passato preoccupandosi in preghiera che Dio benedicesse le loro battaglie … Non vediamo più l’impegno nella fedeltà, nell’applicare appunto l’ordine del Signore perché quelle nazioni fossero estinte … non volevano riconoscere l’importanza degli ordini del Signore e i pericoli che derivavano dalla loro disubbidienza …
C’è nel brano anche un’interessante parentesi riguardo alla casa di Giuseppe che, nel momento in cui dovette affrontare la conquista della città di Luz, si trovò in sostanza a ripetere l’esperienza vissuta nella conquista di Gerico. Anche questa volta chiesero a una persona che ne stava uscendo di aiutarli a trovare un modo per entrare in città e conquistarla … se l’avesse fatto avrebbe avuto salva la vita, assieme alla sua famiglia … Come aveva fatto Raab, anche quest’uomo si fidò, indicò loro un modo per entrare in città furtivamente e questo permise la loro conquista … Essi misero a fil di spada la città ma effettivamente risparmiarono quell’uomo con la sua famiglia, che se ne andò e iniziò un nuovo insediamento, una nuova città altrove, che chiamo proprio Luz …
Come Raab, anche quell’uomo fu benedetto dal Signore per aver contribuito ad aiutare il suo popolo …
Però, in generale, tutto questo brano dimostra come Israele, più o meno sottilmente, stava creando le condizioni per la propria rovina futura … Infatti, disubbidendo al Signore, lasciando che quei popoli sopravvivessero, facendo patti con loro perché potessero continuare a vivere in mezzo a Israele … si stavano scavando la fossa con le loro mani, come vedremo nei successivi capitoli…
Questo mi ha fatto riflettere molto sui miei, sui nostri peccati di omissione, su quando facciamo delle cose pensando che non siano troppo gravi, che siano piccole cose, disubbidienze insignificanti o piccole omissioni … ci dimostriamo talmente presi dalla nostra idea o desideri, da dimenticare completamente che la via giusta è quella dell’ubbidienza al Signore, senza riserve, anche quando non ne capiamo appieno le ragioni …
I risultati si vedono solo in seguito, quando il peccato ha attecchito nella nostra vita e crea le condizioni per i futuri danni, per le conseguenze che derivano dalla punizione o dall’intervento di Dio … Anche quando ci usa misericordia e non ci tratta come meriteremmo, prima o poi ne subiamo le conseguenze …
Quando ci comportiamo in questo modo, quando i nostri presunti piccoli peccati trovano spazio nelle nostre vite, quando manchiamo di nutrire la nostra anima costantemente e quindi non cerchiamo ogni giorno la luce della guida del Signore attraverso la Sua Parola, quando trascuriamo di ubbidire ai Suoi ordini, ai Suoi insegnamenti, quando approfittiamo di quella che pensiamo sia distrazione del Signore, o riteniamo che tollererà quei nostri atteggiamenti … quando diventiamo superficiali, quando facciamo valutazioni opposte, diverse da quelle del Signore (come quella che propose il Nemico tentando Eva nel giardino dell’Eden, proponendole di pensare l’opposto di quello che Dio aveva ordinato), stiamo davvero creando le condizioni per farci molto male, per subire la punizione del Signore …
Il nostro atteggiamento è sciocco quando perdiamo di vista il Signore, quando non siamo attenti nel pensare i Suoi pensieri, quando torniamo a pretendere di cavarcela da soli e quando addirittura pensiamo di poter fare meglio di quello che il Signore ha deciso … ovviamente finiamo per farci molto male …
Che il Signore ci guardi, ci protegga dalla follia del nostro cuore corrotto, che Egli metta una guardia davanti ai nostri pensieri che ci impedisca di distrarci, di mancare di nutrire la nostra anima, di mancare ai nostri appuntamenti e ai nostri impegni col Signore, che ci aiuti ad evitare di svolgere fiaccamente la Sua opera, che ci aiuti a riconoscere gli evidenti sintomi di disidratazione o malnutrizione della nostra anima … per non ritrovarci a subirne le inevitabili e inesorabili conseguenze!
A proposito di presunti piccoli peccati, ricordo una frase in un libro che lessi da ragazzo, che raccontava di un genitore cristiano in Africa che cercava di spiegare i pericoli dei piccoli peccati mantenuti, anziché abbandonati … e lo fece rispondendo alla richiesta del bambino di poter allevare in casa un piccolissimo leopardo trovato … “I piccoli leopardi diventano grandi leopardi e i grandi leopardi uccidono …”!




