Vivere rilassandosi sulle vittorie del passato è sciocco …

“[10] La mattina presto si alzò, passò in rassegna il popolo e salì contro Ai: egli con gli anziani d’Israele, alla testa del popolo. [11] E tutta la gente di guerra che era con lui salì, si avvicinò, giunse di fronte alla città e si accampò a nord di Ai. Tra lui e Ai c’era una valle. [12] Giosuè prese circa cinquemila uomini, con i quali tese un’imboscata fra Betel e Ai, a occidente della città. [13] Il popolo sistemò tutto l’accampamento a nord della città e tese l’imboscata a occidente della città; ma Giosuè, durante quella notte, si spinse avanti in mezzo alla valle. [14] Quando il re di Ai vide questo, la gente della città si alzò in fretta di buon mattino; e il re e tutto il suo popolo uscirono contro Israele, per dargli battaglia al punto convenuto, al principio della pianura; perché il re non sapeva che c’era un’imboscata contro di lui dietro la città. [15] Allora Giosuè e tutto Israele, fingendosi battuti da quelli, si misero in fuga verso il deserto. [16] E tutto il popolo che era nella città fu chiamato a raccolta per inseguirli; e inseguirono Giosuè e furono attirati lontano dalla città. [17] Non ci fu uomo, in Ai e in Betel, che non uscisse dietro a Israele. Lasciarono la città aperta e inseguirono Israele. [18] Allora il Signore disse a Giosuè: «Stendi verso Ai la lancia che hai in mano, perché io sto per dare Ai in tuo potere». E Giosuè stese verso la città la lancia che aveva in mano. [19] E subito, non appena ebbe steso la mano, gli uomini dell’imboscata uscirono dal luogo dov’erano, entrarono di corsa nella città, la presero, e si affrettarono ad appiccarvi il fuoco. [20] E la gente di Ai, voltandosi indietro, guardò e vide che il fumo della città saliva al cielo; e non vi fu per loro alcuna possibilità di fuggire né da una parte né dall’altra, perché il popolo che fuggiva verso il deserto si era voltato contro quelli che lo inseguivano. [21] Giosuè e tutto Israele, vedendo che quelli dell’imboscata avevano preso la città e che il fumo saliva dalla città, tornarono indietro e batterono la gente di Ai. [22] Anche gli altri uscirono dalla città contro di loro; cosicché gli uomini di Ai furono presi in mezzo da Israele, avendo gli uni di qua e gli altri di là; e Israele li batté in modo che non ne rimase né superstite né fuggiasco. [23] Ma il re di Ai lo presero vivo e lo portarono da Giosuè.”.

Quando leggiamo la narrativa biblica, credo non si tratti di parteggiare per gli uni o per gli altri, ma cercare di capire quali siano le lezioni per le quali più probabilmente il Signore ha voluto che quel testo arrivasse fino a noi, quali lezioni possiamo trarne …

A volte c’è la tentazione di soffermarsi su dettagli, come ad esempio la violenza o altri aspetti bellici, cioè sulle attività tipiche della guerra del tempo, ma credo non siano altro che quelle adottate da tutti i popoli di quell’era e in quella parte del mondo … in questo caso, quindi, quello di Israele non era un atteggiamento bellicoso particolarmente violento, ma l’osservanza degli ordini del Signore che, come abbiamo più volte visto nel Deuteronomio, stava attuando quello che aveva promesso e cioè che, mentre giudicava severamente l’idolatria, la peccaminosità, la malvagità con la quale i popoli pagani vivevano, provvedeva a liberare la terra che aveva promesso ai loro padri di dargli come loro territorio …

Quindi Israele, man mano che il Signore giudicava e vinceva quei popoli, sostituiva in quei territori quei popoli pagani e malvagi, insediandosi nelle loro terre …

Preciso, però, che questo non ha nulla a che vedere con quello che succede nei nostri tempi … Non è mia intenzione giustificare la follia della guerra o inneggiare alla guerra santa … In nessun ambito, occidentale o orientale, giustifico che in nome di un presunto dio di possa svolgere delle aggressioni militari per conquistare e assoggettare dei popoli, per dominarli o distruggerli per i propri interessi! Non è Dio colpevole o responsabile delle folli guerre umane …

Stiamo qui parlando dell’antico popolo d’Israele, in una storia biblica che racconta il tempo in cui Dio era il Re del Suo popolo e nel quale la giustizia, l’equità e la sua Legge erano perfettamente applicati, gestiti e controllati direttamente dal Signore …

Si trattava di quel Dio, l’unico vero Dio, che aveva deciso di intervenire nella storia umana per creare un popolo per la Sua gloria, ma soprattutto per mostrare quanto danno aveva fatto il peccato, cioè la scelta di ribellione contro il Signore, quindi quale drammatico risultato avesse prodotto nelle popolazioni del mondo …

L’antico popolo d’Israele, lungo dall’essere migliore e più meritevole di altri popoli, rappresentava la Grazia, il progetto di Salvezza voluto da Dio e soprattutto preparava, attraverso la propria storia, nel bene e nel male, alla necessità dell’avvento del Messia futuro, Colui che avrebbe dato la propria vita per i Suoi nemici, che avrebbe creato un popolo nuovo e preparato attraverso il Suo piano di Salvezza il futuro eterno per coloro che amano, temono e servono Dio … così Dio riporta la creatura redenta, attraverso l’opera del Messia, alla condizione precedente la caduta del peccato, grazie all’opera salvifica realizzata dal Messia stesso …

Così, in questo pezzo di storia che il brano racconta, vediamo realizzata la strategia che Dio aveva scelto per eliminare Ai e Betel, in quanto rientravano fra quelle nazioni particolarmente malvagie e idolatre, nelle quali venivano perfino sacrificati i propri figli in nome degli dèi e su cui Dio aveva deciso di mettere le mani per mostrare la Sua giustizia e la Sua avversione per il peccato …

Giosuè adottò esattamente gli ordini del Signore e, al di là dei tanti possibili e interessanti dettagli da analizzare, mi colpisce il fatto che il re di Ai e gli abitanti di quella città sono stati un esempio particolare di come possiamo montarci la testa vivendo delle nostre gloria del passato, cadendo in nuovi tranelli del futuro …

C’era stata una sconfitta, quella motivata dal peccato di Acan e il conseguente abbandono di Dio delle truppe d’Israele in potere della città di Ai … quindi alcune migliaia di israeliti erano stati messi in fuga, con la morte di 36 uomini d’Israele …

Memori di questa vittoria recente, il re e la gente di Ai cadde nel tranello che il Signore aveva preparato, creando una trappola … Infatti, quando Giosuè con alcune migliaia di uomini si mostrò di fronte ad Ai, il re e la sua gente fu ben felice di ripetere la facile vittoria contro il popolo che aveva tentato di conquistare la loro città … Non si preoccuparono minimamente che potesse essere un tranello e si rilassarono sulla gloria passata … ma la parte degli uomini d’Israele che era pronta, dietro la città, quando tutti gli uomini di Ai si misero all’inseguimento di Giosuè con i suoi che si finsero sopraffatti e sconfitti, poterono facilmente entrare e mettere a ferro e fuoco la città …

Questa parte del brano finisce con la piena conquista di Ai, trattata come Gerico della quale, a parte il bottino preso secondo le regole stabilite, non fu lasciato nient’altro e dato tutto a fuoco, una vera e propria purificazione della città …

Riuscirono perfino a prendere vivo il re della città e poi vedremo quale sarà la sua sorte … ma la lezione che porto con me, da questo evento, è che non bisogna vivere di gloria del passato, non bisogna rilassarsi pensando di aver vinto una volta per sempre, ma restare attenti, prudenti e soprattutto vivere nel timore del Signore, perché con Lui, come Giosuè vide chiaramente, non c’è rischio di sorprese! Infatti, il Signore mantiene le Sue promesse, cammina davanti a noi e vince le nostre battaglie …

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Chiesa Evangelica Isola

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