“[24] Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti gli abitanti di Ai nella campagna, nel deserto dove quelli l’avevano inseguito, e tutti furono caduti sotto i colpi della spada finché non ne rimasero più, tutto Israele tornò verso Ai e la mise a fil di spada. [25] Tutti quelli che caddero in quel giorno, fra uomini e donne, furono dodicimila: vale a dire tutta la gente di Ai. [26] Giosuè non ritirò la mano che aveva stesa con la lancia, finché non ebbe sterminato tutti gli abitanti di Ai. [27] Israele prese per sé soltanto il bestiame e il bottino di quella città, secondo l’ordine che il Signore aveva dato a Giosuè. [28] Giosuè incendiò dunque Ai e la ridusse per sempre in un mucchio di rovine com’è ancora oggi. [29] Quanto al re di Ai, lo appese a un albero, e ve lo lasciò fino a sera; ma al tramonto del sole Giosuè ordinò che il cadavere fosse calato dall’albero; lo gettarono all’ingresso della porta della città e gli ammassarono sopra un gran mucchio di pietre, che rimane ancora al giorno d’oggi. [30] Allora Giosuè costruì un altare al Signore, Dio d’Israele, sul monte Ebal, [31] come Mosè, servo del Signore, aveva ordinato ai figli d’Israele, e come sta scritto nel libro della legge di Mosè: un altare di pietre intatte sulle quali nessun ferro era passato; e i figli d’Israele offrirono su di esso olocausti al Signore e fecero sacrifici di riconoscenza. [32] E là, su delle pietre, Giosuè scrisse una copia della legge che Mosè aveva scritta in presenza dei figli d’Israele. [33] Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi ufficiali e i suoi giudici stavano in piedi ai due lati dell’arca, di fronte ai sacerdoti levitici che portavano l’arca del patto del Signore: gli stranieri come gli Israeliti di nascita, metà dal lato del monte Gherizim, metà dal lato del monte Ebal, come Mosè, servo del Signore, aveva da prima ordinato che si benedicesse il popolo d’Israele. [34] Dopo questo, Giosuè lesse tutte le parole della legge, le benedizioni e le maledizioni, secondo tutto ciò che è scritto nel libro della legge. [35] Non vi fu parola, di tutto ciò che Mosè aveva comandato, che Giosuè non leggesse in presenza di tutta la comunità d’Israele, delle donne, dei bambini e degli stranieri che camminavano in mezzo a loro.”.

Davanti a questo brano che conclude il racconto della presa di Ai, ricordo a me stesso che non siamo davanti ad un’aggressione malvagia di un popolo arrogante, che voleva eliminare un altro popolo per prendersi la sua terra e le sue ricchezze … come purtroppo continua a succedere ancora oggi nella storia umana, nonostante ci vantiamo di secoli e millenni di civiltà …

L’arroganza umana resta sempre la stessa e la pretesa di mostrare impunemente la propria prepotenza e supremazia a discapito degli altri non è cambiata …

Ciò che il libro di Deuteronomio ci ha insegnato è che il giudizio di Dio sulle nazioni pagane, in questo caso in particolare verso i popoli che abitavano la terra promessa l’area di Canaan, non era dovuto alla pretesa espansionistica dell’antico Israele, ma la causa era la loro malvagità, la loro ferocia, il loro modo di vivere, la loro idolatria che aveva raggiunto livelli di peccaminosità assurdi, tanto che avevano la consuetudine di sacrificare i loro stessi figli nel tentativo di ottenere l’attenzione e il favore degli dèi che pure essi stessi si erano inventati!

Davvero non posso che definirla una follia criminale contro la quale Dio aveva deciso di intervenire, scegliendo di farlo contestualmente a ciò che aveva programmato riguardo al dono della terra che aveva promesso ai padri del popolo, cioè ad Abramo Isacco e Giacobbe …

No, Dio non toglieva un popolo per metterne un altro più meritevole, né faceva un’ingiustizia all’uno per favorire l’altro … il Signore stava applicando il giudizio che aveva sentenziato contro quei popoli, dopo averli lungamente tollerati.

Perciò, la severità, la durezza che vediamo in queste righe, le stragi che furono attuate, altro non erano che il giusto giudizio di Dio verso coloro che Lo ignoravano e che perseguivano perfino il male dei loro figli, uccidendoli in nome dei loro dèi …

Dio stava estirpando quel male, applicando il Suo giusto giudizio, non secondo criteri ed abusi umani …

Il re di Ai morì anch’egli con il resto del popolo e, com’era consuetudine bellica a quel tempo, il suo corpo fu esposto in quel giorno, per poi essere pitetosamente tirato giù e seppellito sotto un mucchio di pietre, restando a memoria del giudizio di Dio davanti ad una città che venne completamente distrutta, data alle fiamme, portando via solo il bottino che Dio aveva concesso al suo popolo (evidentemente, avevano imparato la lezione del giudizio che aveva raggiunto Acan, il quale invece – dominato dalla sua avidità – aveva disobbedito, peccando contro il Signore e causando la disfatta del suo popolo in quella battaglia …

La sentenza del Signore contro Ai decretò lo sterminio dell’intera popolazione, composta da circa 12.000 persone …

Giunse per Israele il momento di manifestare davanti al Signore la propria gratitudine, compiendo sotto la guida di Giosuè ciò che Mosè aveva stabilito a suo tempo: una nuova copia della Legge fu incisa sulle pietre, fu costruito un altare con pietre vergini su cui furono compiuti olocausti li ringraziamento e, prima della benedizione del popolo da parte di Giosuè tutti, compresi gli stranieri che vivevano stabilmente fra di loro, si disposero sui due monti, uno di fronte all’altro … quindi “gli stranieri come gli Israeliti di nascita, metà dal lato del monte Gherizim, metà dal lato del monte Ebal, come Mosè aveva ordinato” …

A quel punto venne fatta la lettura della Legge davanti a tutto il popolo, nessuno escluso, uomini, donne e bambini!

Senza Dio non avrebbero vinto, senza Dio non avrebbero conquistato Ai e avuto la terra, senza la Legge di Dio non avrebbero saputo seguire la giusta direzione …

Perciò ascoltare la Legge, ubbidire ai Suoi comandamenti e godere la Sua benedizione erano le implicazioni del patto che Dio aveva fatto con loro …

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Chiesa Evangelica Isola

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