Un Dio troppo severo o la dimostrazione della gravità del nostro peccato?

“[16] Giosuè dunque si alzò presto la mattina e fece accostare Israele tribù per tribù; e la tribù di Giuda fu designata. [17] Poi fece accostare le famiglie di Giuda, e la famiglia degli Zerachiti fu designata. Poi fece accostare la famiglia degli Zerachiti persona per persona, e Zabdi fu designato. [18] Poi fece accostare la casa di Zabdi persona per persona, e fu designato Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerac, della tribù di Giuda. [19] Allora Giosuè disse ad Acan: «Figlio mio, da’ gloria al Signore, al Dio d’Israele, rendigli omaggio, e dimmi quello che hai fatto; non me lo nascondere». [20] Acan rispose a Giosuè e disse: «È vero; ho peccato contro il Signore, il Dio d’Israele, ed ecco precisamente quello che ho fatto. [21] Ho visto fra le spoglie un bel mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli; ho desiderato quelle cose e le ho prese; ecco, sono nascoste in terra in mezzo alla mia tenda; e l’argento è sotto». [22] Allora Giosuè mandò dei messaggeri, i quali corsero alla tenda; ed ecco che il mantello vi era nascosto; e l’argento stava sotto. [23] Essi presero quelle cose di mezzo alla tenda e le portarono a Giosuè, a tutti i figli d’Israele e le deposero davanti al Signore. [24] Giosuè e tutto Israele con lui presero Acan, figlio di Zerac, l’argento, il mantello, la sbarra d’oro, i suoi figli e le sue figlie, i suoi buoi, i suoi asini, le sue pecore, la sua tenda e tutto quello che gli apparteneva, e li fecero salire nella valle di Acor. [25] E Giosuè disse: «Così come ci hai causato una sventura, il Signore causerà una sventura a te in questo giorno!» E tutto Israele lo lapidò; e dopo aver lapidato gli altri, diedero tutti alle fiamme. [26] Poi ammassarono sopra Acan un gran mucchio di pietre, che dura fino ad oggi. E il Signore cessò dalla sua ira tremenda. Perciò quel luogo è stato chiamato fino ad oggi Valle di Acor.”.

Questo brano è triste e drammatico, perché presenta il processo comandato da Dio con il quale si individuò il colpevole dell’atto di peccato che aveva portato alla sconfitta degli israeliti nel tentativo di conquista la città di Ai e alla morte di 36 uomini …

Come avevamo visto meditando il testo precedente, pur avendone avuto l’occasione il colpevole non si pentì e non confessò la sua colpa quando ne ebbe l’occasione, cioè quando seppe che Dio avrebbe proceduto direttamente all’individuazione del responsabile di quell’atto infame, che aveva portato tragiche conseguenze sul popolo di Dio …

Così il giorno dopo, persa l’occasione da parte del colpevole per pentirsi del suo atto scellerato e grave, Giosuè procedette eseguendo esattamente gli ordini del Signore …

Passarono davanti a Giosuè tutte le tribù, poi le famiglie delle tribù, poi le varie case e infine le varie persone di ognuna di quella case … così fu individuato, direttamente dal Signore, Acan che a quel punto non poté più negare, essendo stato messo all’angolo direttamente dal Signore …

Giosuè gli chiese di confessare e, non avendo più scelta, Acan ammise la Sua colpa … cioè di aver visto quelle cose preziose durante la conquista di Gerico, di averle desiderate, di averle prese e, anziché portarle come interdetto e quindi consacrate come tesoro al Signore, le aveva trafugate e portate nella sua tenda per nasconderle …

Ovviamente, ci ricorda la confessione di Eva quando Dio la mise davanti alle sue responsabilità e lei dovette ammettere che aveva visto il frutto, che era desiderabile e che perciò lo aveva voluto mangiare, disubbidendo coscientemente e gravemente agli ordini del Signore, con tutto il disastroso risultato che conosciamo …

Sto pensando anche alle parole di Gesù, quando parlò del come difenderci dalle tentazioni, dalla cupidigia, dalla concupiscenza, dall’avidità … Il Signore disse, usando un’espressione iperbolica, volutamente esagerata, che quando il tuo occhio ti fa peccare, cavallo e gettalo via, preservando così il resto del corpo … cioè, perché tu non sia portato a cadere nella tentazione e poi nel peccato, con tutte le nefaste conseguenze …

Una tendenza che umanamente purtroppo abbiamo, e che potrebbe manifestarsi di nuovo davanti a questo brano, è quello di cercare di sminuire il peccato e vedere invece come pesante in tutto il suo dramma la punizione e le sue conseguenze …

Dopo aver verificato ciò che Acan era stato costretto a confessare, Giosuè applicò la sentenza di Dio, prima la lapidazione e poi il fuoco della purificazione …

Dio ha esagerato, perché Acan aveva ‘soltanto’ preso qualche oggetto per sé, come succedeva sempre nei saccheggi? … Oppure siamo davanti all’ennesima dimostrazione che il nostro cuore è talmente corrotto che ci domina e quando il nostro desiderio non viene controllato finiamo per peccare contro Dio, come lo stesso Acan ammise, lasciando che si producano tutti i suoi terribili effetti …

Il fatto che anche i figli di Acan sono citati come lapidati, messi a morte, fa pensare che probabilmente sapevano di quello che il loro padre aveva fatto, ma nessuno aveva confessato per dimostrare la propria onestà … ovviamente siamo nel campo delle ipotesi …

Resta il fatto che Dio certamente non sbaglia, non esagera, non è preso da un desiderio incontrollato di fare del male, non è sadico, non si diverte a punire, ma resta perfettamente giusto … Infatti Acan è rimasto nella storia come un esempio indelebile della corruzione del cuore dell’uomo e della giustizia di Dio …

Il nome di quella valle di Acor fu fissato e restò famoso nel tempo perché ricordava la sofferenza e il giudizio, il peccato, la caduta, la sconfitta …

Eppure Dio non Si arrende davanti ai nostri fallimenti ed è interessante che nel profeta Osea (2:15) ritroviamo la citazione della valle di Acor non più come simbolo di sconfitta, di sofferenza, di corruzione e di peccato, ma come “porta di speranza”, come il simbolo di una nuova stagione della misericordia di Dio verso il popolo che avrebbe riportato a Sé …

Tutto quello che apparteneva ad Acan e la sua famiglia fu distrutto completamente, esattamente come era successo per la città di Gerico, secondo la sentenza del Signore … credo sia un modo per dimostrare come il peccato sia infestante e contaminante, come coinvolge tutto ciò che lo circonda, direttamente e indirettamente …

Dopo la lapidazione, su Acan fu fatto un grande mucchio di pietre, che è diventato anch’esso un simbolo che ricorda la giustizia di Dio e la dannosità e drammaticità del peccato …

Potremmo cadere nella tentazione di giudicare Dio come troppo severo, ma mi sono messo a riflettere sul fatto che 36 uomini avevano perso la vita a causa del suo peccato e di come questo ‘pluriomicida’ avesse prodotto un danno irreparabile nelle famiglie di quegli uomini, che erano andati a combattere la battaglia del Signore per conquistare Ai …

Provate ad immaginare come sarebbe stato il senso di giustizia da parte dei parte di quegli uomini nei confronti di Aca, che era stato la causa del loro dramma, del loro lutto, della perdita dei loro capifamiglia … così forse capiamo un po’ meglio la severità del giudizio di Dio e di come Egli abbia usato questa circostanza per insegnare al Suo popolo la serietà della Sua legge, dei suoi ordini e anche la drammaticità della superficialità, della concupiscenza, della cupidigia, dell’avidità che, attraverso i nostri occhi corrotti, ci portano a peccare senza calcolare gli effetti drammatici che produciamo anche attorno a noi e ai nostri cari …

Magari non ci meravigliamo del fatto che i figli di un alcolizzato subiscano nelle loro vite degli effetti negativi e drammatici … ma forse ci sembra strano che il peccato di un capofamiglia abbia avuto degli effetti così tristi e dolorosi sui propri figli …

Signore, aiutami ad imparare questa importante lezione con la quale mi ricordi il nesso di causalità preciso fra il peccato e le sue conseguenze … ma pure dimostri una grande misericordia, perché non ci tratti come meritiamo …

Grazie per questa storia, per quello che mi ricorda, che mi insegna … aiutami a temerTi, a onorarTi e ad avere orrore del peccato verso di Te … non semplicemente per paura, ma nel desiderio di onorare Colui che mi ha usato misericordia e mi ha salvato … Grazie perché rinnovi le speranze e hai trasformato la valle di Acor in una “porta di speranza” nuova nel Messia, hai distrutto il potere della morte e gli effetti del peccato …

Grazie per la vera liberazione che Gesù ha conquistato per tutti i Tuoi figli …

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Chiesa Evangelica Isola

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