«Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo»
[13] Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata. Giosuè andò verso di lui e gli disse: «Sei tu dei nostri o dei nostri nemici?» [14] E quello rispose: «No, io sono il capo dell’esercito del Signore; arrivo adesso». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?» [15] Il capo dell’esercito del Signore disse a Giosuè: «Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo». E Giosuè fece così.
Siamo davanti a un episodio speciale nel percorso del popolo d’Israele che era appena entrato nella terra promessa.
La particolarità sta nel fatto che Giosuè si trovò improvvisamente di fronte ad un guerriero, un soldato con la spada sguainata, un’immagine bellica, di combattente, e Giosuè gli chiese chi fosse, cioè se si trattasse di un loro alleato, un soldato delle varie tribù d’Israele, o di un nemico …
Può sembrare strana questa presa di posizione di Giosuè, ma teniamo presente che il popolo era ormai diventato di quasi di un milione di persone e quindi nella reazione di Giosuè c’è curiosità è dall’altra la coscienza che era possibile che non conoscesse personalmente quel soldato …
Quando chiese chi fosse, la risposta fu molto particolare, direi sorprendente: Sono il capo dell’esercito del Signore!
Incredibile, ma vero … così Giosuè cadde con la faccia a terra e non sapeva come agire, perciò chiese perché fosse lì, cosa aveva da dire al suo servo, quindi si sottomise …
Probabilmente Giosuè si aspettava una risposta che desse ordini, indicazioni, strategia militare, vista la loro situazione … Infatti si trovavano davanti alla grande città di Gerico, cinta di mura, impossibile da conquistare, che certamente incuriosiva Giosuè …
Invece quella figura speciale e particolare, comparsa davanti a lui, gli disse di togliersi i calzari dai piedi perché il luogo dove si trovavano era diventato Sacro a causa della Sua presenza …
Ovviamente ci ricorda l’episodio di Mosè davanti al pruno ardente, quando la manifestazione del Signore, la teofania, l’immagine che Dio diede di Sé in quel momento, rendeva Sacro quel terreno …
Si potrebbe fantasticare a lungo, ma credo che la cosa importante su cui riflettere è che mai è successo nella storia biblica che un angelo abbia detto una cosa del genere, anzi ogni volta che un angelo si era manifestato e si trovava di fronte qualcuno che provava ad adorarlo, glielo impediva …
Invece, in questo caso, quell’uomo dimostrò in sostanza di essere il Signore, perché proprio come Dio stesso aveva fatto al pruno ardente con Mosè, dichiarò che quel suolo era diventato sacro per la Sua presenza.
Potremmo comunque dire che si trattava di Dio stesso, però rifletto sul fatto che nell’episodio del pruno ardente Dio era restato spirituale e invisibile, consentendo a Mosè di sentire solo la Sua voce, mentre il pruno continuava ad ardere senza consumarsi … Nel caso di Giosuè, invece, la teofania, la manifestazione di Dio era così visibile, concreta, fisica … che mi fa pensare che, più probabilmente, si trattasse del Figlio, della seconda persona della Trinità, Colui che secoli dopo Si sarebbe incarnato …
Questa è anche una attestazione biblica del fatto che il Figlio è coeterno con il Padre …
Il quel momento particolare il Figlio Si presentò a Giosuè come il Capo dell’esercito del Signore …
Ovviamente, Giosuè obbedì … per quanto fosse la sua prima esperienza davanti ad una teofania, ad una manifestazione del Signore, di tolse i calzari, rispettando quell’ordine, sottomettendosi alla Santità che gli stava davanti …
Imparo che Dio stava incoraggiando Giosuè, gli stava mostrando che Si rapportava con lui come aveva fatto con Mosè …
Lo incoraggiò perché presentandoSi come il Capo dell’esercito del Signore, gli ricordava che le sorti del popolo erano nelle mani di Dio e non delle loro capacità e forza …
Lo incoraggiò perché gli stava ricordando che era l’esercito del Signore che combatteva per loro e che lo stesso Figlio di Dio ne era il Capo …
Gli insegnò che il destino del popolo, e anche le battaglie che avrebbe dovuto affrontare, erano una questione ‘santa’, sottoposta alla Santità di Dio … ma anche che affrontare quelle battaglie era una questione che riguardava Dio, più e prima di loro!
Lo stesso principio vale per me, per noi …
Dio è al comando, domina, guida le nostre battaglie, perciò l’esito dipende dal Signore e non da noi … a noi spetta di sottometterci e adeguarci alla Sua Santità, accettare la Sua guida e riconoscere che l’esito dipende dal Signore, perciò posso restare tranquillo, mentre mi dedico alla mia santificazione …



