Il Signore lo ha visto …

“[19] Il Signore lo ha visto, e ha rinnegato i suoi figli e le sue figlie che l’avevano irritato; [20] e ha detto: “Io nasconderò loro il mio volto e starò a vedere quale sarà la loro fine; poiché sono una razza perversa, sono figli infedeli. [21] Essi mi hanno fatto ingelosire con ciò che non è Dio, mi hanno irritato con i loro idoli vani; e io li renderò gelosi con gente che non è un popolo, li irriterò con una nazione stolta. [22] Infatti il fuoco della mia ira si è acceso e divamperà fino in fondo al soggiorno dei morti; divorerà la terra e i suoi prodotti e infiammerà le fondamenta delle montagne. [23] Io accumulerò disgrazie su di loro, esaurirò contro di loro tutte le mie frecce. [24] Essi saranno consumati dalla fame, divorati dalla febbre e da malattie mortali; manderò contro di loro le zanne delle belve e il veleno dei serpenti che strisciano nella polvere. [25] Di fuori la spada e di dentro il terrore spargeranno il lutto, mietendo giovani e fanciulle, lattanti e uomini canuti. [26] Io direi: ‘Li spazzerò via d’un soffio, farò sparire la loro memoria dal genere umano’, [27] se non temessi gli insulti del nemico e che i loro avversari, illudendosi, fossero indotti a dire: ‘È stata la nostra potente mano che ha fatto tutto questo, e non il Signore’”. [28] Poiché è una nazione che ha perduto il senno e non c’è intelligenza in loro. [29] Se fossero savi, lo capirebbero e considererebbero la fine che li aspetta. [30] Come potrebbe uno solo inseguirne mille e due metterne in fuga diecimila, se la loro Rocca non li avesse venduti, se il Signore non li avesse dati in mano al nemico? [31] Poiché la loro rocca non è come la nostra Rocca; i nostri stessi nemici ne sono giudici; [32] ma la loro vigna viene dalla vigna di Sodoma e dalle campagne di Gomorra; le loro uve sono uve avvelenate, i loro grappoli, amari; [33] il loro vino è tossico di serpenti, un crudele veleno di vipere. [34] Tutto questo non è forse riposto presso di me, sigillato nei miei tesori?”.

In questa parte del brano si capisce meglio il perché quel cantico, che Dio comandò a Mosè e Giosuè di scrivere avesse un significato ed un ruolo di ‘testimonianza’, cioè perché avrebbe testimoniato contro di loro ricordando i loro peccati e anche le minacce di giudizio del Signore …

Questo brano è abbastanza particolare, perché è pieno di antropomorfismi, cioè di espressioni umane – per essere compresi da umani -che sottolineano sia gli atteggiamenti sbagliati del popolo, che le scelte di Dio, le manifestazioni dei Suoi propositi … però, tutte cose espresse con un linguaggio umano cioè comprensibile in parole umane, perciò da leggere in modo letterale, come facilmente si comprende dalle immagini usate, dai paragoni, dalle similitudini scelte …

Ogni immagine, ogni espressione, intendeva in ogni caso sottolineare un aspetto particolare di ciò che Dio stava ricordando al popolo attraverso questo cantico …

Ancora una volta le parole di questo cantico ci ricordano la natura ‘condizionale’ del patto di Dio … cioè, ogni promessa, sia nel bene, che nel male, quindi sia come maledizione che come benedizione, sottolineavano chiaramente il fatto che Dio stava responsabilizzando il Suo popolo e mostrando che ciò che vivevano e avrebbero vissuto, non era altro che la conseguenza delle loro scelte, dei loro atteggiamenti, delle loro prese di posizione …

Dio non fa finta di niente: “Il Signore lo ha visto e ha rinnegato i suoi figli e le sue figlie che l’avevano irritato … [19]

La conseguenza? “Io nasconderò loro il mio volto e starò a vedere quale sarà la loro fine; poiché sono una razza perversa, sono figli infedeli.”! [20]

Tutto era perciò la conseguenza delle loro scelte … [21] “Essi mi hanno fatto ingelosire con ciò che non è Dio, mi hanno irritato con i loro idoli vani; e io li renderò gelosi con gente che non è un popolo, li irriterò con una nazione stolta.”.

La manifestazione del furore di Dio è puntuale e terribile contro i peccatori impenitenti … [22-23] “Infatti il fuoco della mia ira si è acceso e divamperà fino in fondo al soggiorno dei morti; divorerà la terra e i suoi prodotti e infiammerà le fondamenta delle montagne. … accumulerò disgrazie su di loro, esaurirò contro di loro tutte le mie frecce … saranno consumati dalla fame, divorati dalla febbre e da malattie mortali; manderò contro di loro delle belve e il veleno dei serpenti … spada e terrore spargeranno il lutto, mietendo giovani e fanciulle, lattanti e uomini canuti.”!

Infatti, tutto il popolo ribelle sarebbe stato coinvolto nel giudizio di Dio …

È interessante come poi Dio spieghi in questo cantico che la cosa più semplice per Lui sarebbe stato un giudizio totale, l’annientamento del popolo … eppure non lo avrebbe fatto, non solo per fedeltà alle promesse fatte ai padri, come aveva più volte ricordato, ma in questo caso precisa che non avrebbe dato soddisfazione ai popoli pagani circostanti (e in particolare quelli che Egli avrebbe usato per punire il suo popolo), perché non si montassero la testa pensando che la distruzione del popolo di Dio fosse merito loro, risultato della loro capacità, della loro forza, per le loro risorse e ingegno … perché il giudizio di Dio non ha nulla a che fare con questo, anzi risiede nel patto con i Suoi che, in questo caso, avevano tradito Dio ribellandosi, praticando l’idolatria più becera, copiando dai popoli pagani … [26-27]

Quei pagani sono una nazione folle a inorgoglirsi davanti a Dio, non hanno alcuna saggezza, altrimenti vedrebbero chiaramente che quello che sarebbe successo al popolo di Dio non potrebbe essere certo il risultato della loro capacità bellica e offensiva, perché mai e poi mai una risorsa umana avrebbe potuto produrre ciò che Dio invece farà contro il Suo popolo, per punirlo della sua ribellione … [28-30]

In realtà, tutto si spiega nel fatto che il Signore, la loro Rocca, il loro rifugio, li aveva abbandonati e li stava punendo … Era il Signore che li vendeva al nemico, che li avrebbe dati in loro potere …

Questa era la spiegazione, perché ogni cosa dipende da Dio, nel bene e nel male, perché Egli regna sovrano e nessuno può modificare la Sua volontà, può resisterGli o addirittura sovrastare al suo potere …

I pagani a cui Dio ha affidato sovranamente la punizione del Suo popolo, non hanno niente a che fare con la Rocca d’Israele, con il loro rifugio, con il Signore, con il Re del Suo popolo … essi possono esercitare il loro potere solo su incarico di Dio, altrimenti nessuno li avrebbe potuto toccare se Dio fosse stato in loro difesa …

È evidente e sotto gli occhi di tutti, perfino dei pagani, che coloro che puniranno il popolo di Dio non sono altro che i resti di Sodoma e Gomorra [31-34].

Vivono nel veleno, bevono vino tossico e non sono altro che il braccio armato di Dio per realizzare, loro malgrado, la Sua volontà … in questo caso per punire quel popolo ostinato e ribelle che continuava a vivere follemente nell’idolatria, pur sapendo perfettamente che si trattava di dèi inesistenti …

La loro follia si dimostrava per aver scelto quegli dèi in alternativa al solo vero Dio, al Creatore, al Signore dei signori, al Re dei re!!!

Ecco, piuttosto che fare il facile giudice del comportamento ostinato dell’antico Israele, voglio imparare la lezione, restare umile e seguire la volontà della mia Rocca, del mio rifugio sicuro, del mio Signore e Redentore!

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Chiesa Evangelica Isola

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