“Hai abbandonato la Rocca che ti diede la vita e hai dimenticato il Dio che ti mise al mondo.”!

“[8] Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, egli fissò i confini dei popoli, tenendo conto del numero dei figli d’Israele. [9] Poiché la parte del Signore è il suo popolo, Giacobbe è la porzione della sua eredità. [10] Egli lo trovò in una terra deserta, in una solitudine piena di urli e di desolazione. Egli lo circondò, se ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. [11] Come un’aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne. [12] Il Signore solo lo ha condotto e nessun dio straniero era con lui. [13] Egli lo ha fatto passare a cavallo sulle alture della terra e Israele ha mangiato il prodotto dei campi; gli ha fatto succhiare il miele che esce dalla rupe, l’olio che esce dalle rocce più dure, [14] la crema delle vacche e il latte delle pecore. Lo ha nutrito con il grasso degli agnelli, dei montoni di Basan e dei capri, con la farina del fior fiore del grano. Tu hai bevuto il vino generoso, il sangue dell’uva. [15] Iesurun si è fatto grasso e ha recalcitrato, si è fatto grasso, grosso e pingue, ha abbandonato il Dio che lo ha fatto e ha disprezzato la Rocca della sua salvezza. [16] Essi lo hanno fatto ingelosire con divinità straniere, lo hanno irritato con pratiche abominevoli. [17] Hanno sacrificato a dèmoni che non sono Dio, a dèi che non avevano conosciuto, dèi nuovi, apparsi di recente, che i vostri padri non avevano temuto. [18] Hai abbandonato la Rocca che ti diede la vita, e hai dimenticato il Dio che ti mise al mondo.”.

Andando avanti con il cantico scritto da Mosè, probabilmente con l’aiuto di Giosuè, capisco meglio perché Dio stabilì che sarebbe servito come “testimone” contro il popolo …

Infatti non si tratta di un testo che accarezza, che cita gli aspetti e le esperienze positive del popolo, per rallegrarsi e gioire … Ma è una sorta di ‘canto della verità e della memoria’ …

Dio, l’Altissimo, il Creatore onnipotente, è Colui che regna su tutto … Egli “diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, egli fissò i confini dei popoli …” [8]

Sono espressioni che mi ricordano la descrizione che Paolo fece di Dio agli ateniesi (Atti 17), cioè del Dio sovrano che ha deciso i confini dei figli degli uomini e assegnato loro dei territori …

Ma Mosè precisò che Dio aveva agito pensando, tenendo conto del Suo popolo, che aveva deciso di costituire la loro nazione dal nulla, per prendersene cura, moltiplicandoli, proteggendoli e custodendoli “… come la pupilla dei suoi occhi.” … come fa un’aquila proteggendo la sua nidiata con potenza determinata … [9-11]

Mosè ricorda in questa ‘strofa’ del canto che l’esistenza del loro popolo era stata decisione e opera di Dio … “… e nessun dio straniero era con Lui.”, nessuno aveva dato una mano!

Per quanto ovvio, Mosè ribadisce in sostanza che nessuno degli dèi pagani inanimati, ciechi, sordi, muti, impotenti … avevano potuto contribuire all’opera di Dio in loro favore!

Tutto quello che Israele aveva potuto godere, sia come riuscita militare che come beni e frutti della terra, era merito di Dio …

“… mangiato il prodotto dei campi … fatto succhiare il miele … l’olio … la crema delle vacche e il latte delle pecore … il grasso degli agnelli, dei montoni di Basan e dei capri, la farina del fior fiore del grano … il vino generoso, il sangue dell’uva …”! [12-14]

Iesurun, che è un altro nome di Israele … significa “colui che è chiamato alla rettitudine” … Mosè usa questo nome evidentemente per ironizzare: colui che doveva essere retto davanti a Dio: “… si è fatto grasso e ha recalcitrato, si è fatto grasso, grosso e pingue, ha abbandonato il Dio che lo ha fatto e ha disprezzato la Rocca della sua salvezza”! [15]

Il popolo aveva peccato contro Dio dedicandosi a falsi dèi, imparando l’idolatria dagli stranieri pagani … “Essi lo hanno fatto ingelosire con divinità straniere, lo hanno irritato con pratiche abominevoli. Hanno sacrificato a dèmoni che non sono Dio, a dèi che non avevano conosciuto, dèi nuovi, apparsi di recente, che i vostri padri non avevano temuto.”! [16-17]

Perciò questo cantico, almeno in questa parte, serviva a ricordare al popolo la sua follia, il loro tradimento del patto con Dio, l’essere stato ingrati verso il Signore che aveva fatto loro tutto il bene possibile, a cominciare dalla vita, dalla loro identità e nazione …

Così Mosè concluse questa ‘strofa’ con una accusa forte e chiara:

“Hai abbandonato la Rocca che ti diede la vita e hai dimenticato il Dio che ti mise al mondo.”! [18]

Signore, proteggi il mio cuore e i miei pensieri, non permettere mai alla mia follia, alla mia tendenza naturale al peccato, di tenermi lontano da Te, che io non dimentichi mai che Tu mi hai dato la vita, che me la rinnovi ogni mattina e mi hai dato una vita nuova per viverla per Te … soccorri la mia debolezza, ti prego …

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Chiesa Evangelica Isola

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