La forza della memoria è gli occhi aperti dalla misericordia di Dio …
“[1] Mosè convocò dunque tutto Israele e disse loro: «Voi avete visto tutto quello che il Signore ha fatto sotto i vostri occhi nel paese d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi servitori e a tutto il suo paese; [2] i tuoi occhi hanno visto le grandi calamità con le quali furono provati, quei miracoli, quei grandi prodigi; [3] ma, fino a questo giorno, il Signore non vi ha dato un cuore per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire. [4] Io vi ho condotti quarant’anni nel deserto; le vostre vesti non vi si sono logorate addosso, né i vostri calzari vi si sono logorati ai piedi. [5] Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino né altre bevande alcoliche. Tutto questo affinché conosceste che io sono il Signore, il vostro Dio. [6] Quando siete arrivati in questo luogo e Sicon, re di Chesbon, e Og, re di Basan, sono usciti contro di noi per combattere, noi li abbiamo sconfitti, [7] abbiamo preso il loro paese e lo abbiamo dato come proprietà ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse. [8] Osservate dunque le parole di questo patto e mettetele in pratica, affinché prosperiate in tutto ciò che farete.”.
Mentre leggevo queste parole, mi è tornato in mente l’episodio in cui Tommaso non credeva che Gesù fosse davvero risuscitato e volle toccare con mano …
Riflettevo, infatti, a come in questo inizio del rinnovo del patto di Dio col popolo, Mosè convocò tutti e ognuno era chiamato a ricordare … cosa che Tommaso non fece …
Ricordo che coloro ai quali stava parlando erano gli adulti della nuova generazione, figli e nipoti degli adulti che erano usciti dall’Egitto grazie alla prodigiosa liberazione realizzata dal Signore …
Perciò gli adulti di quel giorno – prima di attraversare il Giordano – essendo passati 40 anni, erano stati i bambini di allora …
Mosè iniziò quelle sue affermazioni proprio richiamando la loro memoria …
«Voi avete visto tutto quello che il Signore ha fatto sotto i vostri occhi nel paese d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi servitori e a tutto il suo paese. I tuoi occhi hanno visto le grandi calamità con le quali furono provati, quei miracoli, quei grandi prodigi … [1-3]
Poi Mosè sottolineò un aspetto che come umani tendiamo a rifiutare, o perfino detestare, perché umilia il nostro orgoglio, schiaccia quella presunzione con la quale pretendiamo di poter essere indipendenti da Dio, di scegliere e gestire il nostro destino … ma non è così! Anche se le nostre responsabilità nessuno ce le toglie, resta il fatto che la comprensione delle cose di Dio e una visione nuova, spirituale delle cose, dipendono dalla Sua misericordia, dall’azione misteriosa dello Spirito di Dio in noi … altrimenti, come il popolo nel deserto, ma anche come i discepoli di Gesù, senza la luce di Dio, i nostri occhi restano chiusi anche sulle evidenze che abbiamo davanti …
Infatti Mosè lo sottolineò: “… fino a questo giorno il Signore non vi ha dato un cuore per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire …” [3]
In quei quarant’anni gli occhi di quella generazione, che era stata ribelle contro Dio e profondamente ingrata verso Colui che li aveva liberati e fatti sopravvivere con continui miracoli, erano restati ciechi perché il Signore li aveva condannati a morire, fino alla completa estinzione di quegli adulti usciti dall’Egitto …
Essi, molto più dei loro bambini, erano ben coscienti dei miracoli e benefici ricevuti, eppure si erano dimostrati spudoratamente ribelli …
Mosè ricordò a quei bambini diventati adulti le cose che avevano visto nel corso dei quarant’anni, come incredibilmente: “… le vostre vesti non vi si sono logorate addosso, né i vostri calzari vi si sono logorati ai piedi … Tutto questo affinché conosceste che io sono il Signore, il vostro Dio.”! [4-5]
Poi, in tempi recentissimi, avevano visto come il Signore aveva vinto per loro, perché quando due re pagani (Sicon, re di Chesbon, e Og, re di Basan) pensando ‘logicamente’ di poter sopraffare facilmente quel popolo nomade, che di certo non era guerriero … era stato Dio che li aveva distrutti, cominciando così la concessione della terra promessa al Suo popolo già prima del fiume Giordano,
donandolo come proprietà ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse. [6-7]
Perciò l’esortazione di Mosè fu forte e concreta, fondata sulla memoria, incoraggiandoli a vedere con i loro occhi, aperti dalla misericordia di Dio, l’evidenza della bontà di quel patto che il Signore stava rinnovando con loro che stavano entrando nella terra promessa:
“Osservate dunque le parole di questo patto e mettetele in pratica, affinché prosperiate in tutto ciò che farete.”! [8]
Senza l’opera di Dio, senza la Sua misericordia, senza la Sua luce, ogni evidenza diventa per noi impossibile da cogliere …
La Grazia che Dio ci concede non è un contributo benefico di Dio, ma la condizione indispensabile per potere ‘vedere’ e riconoscere il Suo Amore, la Sua opera, la Sia potenza, in contrasto, la nostra ottusa e corrotta ribellione … per poter così riconoscere la storia per com’è davvero e ‘vedere’ finalmente l’agire di Dio, anche nelle nostre esperienze più intime …
Signore, non capisco tante cose, ma ammiro le Tue meraviglie in tutto quello che mi concedi di vedere …



