Non dimenticare: nulla ti era dovuto e tutto è un dono immeritato ricevuto … perciò impara a condividere con gratitudine, ricordando costantemente …
“[1] «Quando sarai entrato nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità e lo possederai e lo abiterai, [2] prenderai delle primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà, le metterai in un paniere e andrai al luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome. [3] Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro oggi al Signore tuo Dio che sono entrato nel paese che il Signore giurò ai nostri padri di darci”. [4] Il sacerdote prenderà il paniere dalle tue mani e lo deporrà davanti all’altare del Signore tuo Dio, [5] e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, che è il tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come straniero con poca gente e vi diventò una nazione grande, potente e numerosa. [6] Gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci imposero una dura schiavitù. [7] Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore udì la nostra voce, vide la nostra oppressione, il nostro travaglio e la nostra afflizione, [8] e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con potente mano e con braccio steso, con grandi e tremendi miracoli e prodigi; [9] ci ha condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese, paese dove scorrono il latte e il miele. [10] E ora io porto le primizie dei frutti della terra che tu, o Signore, mi hai data!” Le deporrai davanti al Signore Dio tuo, e adorerai il Signore, il tuo Dio; [11] ti rallegrerai, tu con il Levita e con lo straniero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa.”.
Leggendo questo testo della Legge ripetuta da Mosè, mi vengono in mente le parole di Giacomo 1:25 “Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato, ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare.”!
In effetti, questo testo è attraversato da ripetizioni che riportano costantemente l’ascoltatore di quel tempo, o il lettore, a tenere presente le verità fondamentali che sono dietro tutto ciò che riceveva e che continuiamo a ricevere!
Il paese nel quale stai per entrare, che possederai e abiterai … è il Signore che te lo dà come eredità! [1]
Quando succederà, è perché è il Signore che te lo concede … perciò prenderai i primi frutti di tutto ciò che raccoglierai, li metterai in un paniere e andrai nella dimora del Signore … anche quella la sceglierà il Signore … [2]
Davanti al sacerdote in carica dichiarerai al Signore tuo Dio di essere entrato nel paese che il Signore giurò ai nostri padri di darvi! [3]
Il sacerdote deporrà il paniere davanti all’altare del Signore tuo Dio e tu riconoscerai e dichiarerai ancora davanti al Signore, il tuo Dio, la tua storia: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come straniero con poca gente e vi diventò una nazione grande, potente e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore udì la nostra voce, vide la nostra oppressione, il nostro travaglio e la nostra afflizione e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con potente mano e con braccio steso, con grandi e tremendi miracoli e prodigi; ci ha condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese, paese dove scorrono il latte e il miele. E ora io porto le primizie dei frutti della terra che tu, o Signore, mi hai data!”! [4-10]
Dietro Abraamo, l’arameo errante, nomade, c’era la chiamata di Dio … dietro Giacobbe, suo nipote, c’era la chiamata e la benedizione di Dio … dietro l’accoglienza e la sopravvivenza in Egitto, c’era l’azione sovrana di Dio che aveva determinato le tappe della vita di Giuseppe, preparando ogni cosa … dietro il cambiamento voluto dal nuovo faraone e la schiavitù degli ebrei in Egitto, c’era la mano di Dio … dietro la miracolosa liberazione del popolo e l’essere arrivati fino a quel punto, sopravvissuti incredibilmente a 40 anni nel deserto, c’era la mano onnipotente di Dio … dietro la terra promessa ricevuta e i suoi frutti, c’era ancora la mano di Dio!
Nessun merito, nessun diritto, nessun orgoglio, nessun egoismo, nessuna arroganza avevano senso, perché tutto era ed è un dono ricevuto!
Perciò deporrai quei frutti, le primizie, lì davanti al Signore Dio tuo e Lo adorerai, ti rallegrerai, ma non da solo, né in modo esclusivo … perché tutto ciò che hai lo hai ricevuto in dono, perciò coinvolgerai nella tua gioia il Levita (che non ha una terra sua, essendo consacrato al servizio al Signore) e lo straniero che sarà in mezzo a te, perché non ha nulla, ma vive fra voi … [11]
Condividerai e gioirai di tutto il bene che il Signore, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa, stando attento a non dimenticare!
Non è forse ancora così?



