L’onestà, una condizione richiesta da Dio per il bene del Suo popolo …
“[13] «Non avrai nella tua borsa due pesi, uno grande e uno piccolo. [14] Non avrai in casa due misure, una grande e una piccola. [15] Terrai pesi esatti e giusti, terrai misure esatte e giuste, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà. [16] Poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa quelle cose e commette iniquità.”.
Abbiamo più volte ricordato come la Legge data da Dio a Mosè e ribadita qui in Deuteronomio prima dell’entrata nella terra promessa, si è costantemente dimostrata come la migliore Legge … Molto più, per esempio, del Codice di Ammurabi o di quello che sarebbe stato il famoso Diritto Romano …
La Legge di Dio si curava dettagliatamente e sempre del bene del popolo, nei suoi aspetti morali, sociali e in tutti gli aspetti cerimoniali, apparentemente dati per soddisfare le esigenze di Dio nel culto, ma che erano in effetti anch’esse norme che promuovevano e tutelavano il bene e la salute del popolo, anche quando non si riusciva a capirlo, in particolare a causa delle conoscenze scientifiche ancora molto limitate a quel tempo …
Che vantaggio avrebbe avuto Dio dall’onestà del popolo nell’avere pesi e misure giusti?
Erano unità di misura per pesare o misurare pesi o liquidi che, all’epoca, non erano controllati dalla Finanza o dai NAS dei Carabinieri …
No, non cambiavano la vita di Dio, ma quella del popolo! Dio stesso chiedeva onestà ad un popolo che amministrava direttamente con Giustizia vera e che vigilava con la Sua Legge contro ogni manifestazione di corruzione o immoralità del loro cuore corrotto …
Ubbidire a quella Legge significava vivere in un ambiente amministrativo e sociale giusto, equo, non nel quale si cercava di rubarsi a vicenda o di approfittarsi subdolamente dell’altro …
Una società migliore era a tutto vantaggio di chi la viveva …
Inoltre, anche questo comandamento era condizionale alle benedizioni di Dio su coloro che avrebbero osservato la Legge.
La ragione, in questo caso esplicita delle ragioni di Dio, era che, Colui che e perfettamente Santo e Giusto, detesta la frode e chiunque pecca!
C’è fa riflettere non poco in una società come la nostra che, pur dichiarandosi cristiana, mostra una corruzione radicata e perfino l’esaltazione della scaltrezza …
Quant’è assurdo perciò vedere vissuta una tale accettazione della frode, dell’ambiguità, del sottile imbroglio, dell’evasione fiscale … come un male inevitabile, necessario per sopravvivere nei propri profitti … anche fra coloro che però si dichiarano timorati di Dio o discepoli di Cristo?
Quant’è scuse adduciamo per tentare di giustificare la nostra tendenza al male e alla corruzione, dimenticando che Dio vede nel profondo il nostro cuore e le nostre vere motivazioni?



