La casa dello scalzo – questioni di onore e tutela.

[5] «Se dei fratelli staranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà fuori, con uno straniero; suo cognato verrà da lei e se la prenderà per moglie, compiendo così verso di lei il suo dovere di cognato; [6] e il primogenito che lei partorirà porterà il nome del fratello defunto, affinché questo nome non sia estinto in Israele. [7] Se quell’uomo non vuole prendere sua cognata, la cognata salirà alla porta, dagli anziani, e dirà: “Mio cognato rifiuta di far rivivere in Israele il nome di suo fratello; egli non vuole compiere verso di me il suo dovere di cognato”. [8] Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Può darsi che egli persista e dica: “Non voglio prenderla”. [9] In questo caso, sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli leverà il calzare dal piede, gli sputerà in faccia e dirà: “Così sarà fatto all’uomo che non vuole ricostruire la casa di suo fratello”. [10] La casa di lui sarà chiamata in Israele “La casa dello scalzo”.

Mosè in questo caso, nella sua ripetizione della Legge, richiama quella che è era stata descritta in Numeri 27:1-11 come la cosiddetta “legge del levirato”, quella cioè che tutelava da una parte le vedove, perché non perdessero la famiglia, la protezione, il sostentamento … e dall’altra tutelava il territorio assegnato, assicurando la discendenza e quindi l’eredità mantenuta nel tempo, perché restasse nella stessa famiglia e nella stessa tribù.

Si dava evidentemente per scontato il fatto che all’epoca nelle tribù di Israele si vivesse spesso in una forma organizzativa di ‘famiglia allargata’, quindi comprendiamo che con fratelli che “stavano insieme” si intendeva appunto il caso in cui vivessero nello stesso posto, in modo comune e magari (non ci avevo pensato prima) questo implicava anche che ci fossero legami più ravvicinati, più confidenziali anche fra le famiglie dei fratelli conviventi … il che rendeva meno assurdo il fatto che il fratello vivo sposasse la cognata per assicurare al fratello defunto la continuità nell’eredità e la tutela della sua famiglia.

In quel contesto, ovviamente, un po’ come si potrebbe ragionare ad esempio sui criteri per l’antico matrimonio “per procura”, la questione era ovviamente tutt’altro che assurda a quel tempo (e non era neppure obbligatoria) rispetto a come la concepiremmo con la nostra mentalità moderna …

Ciò che è importante rilevare, credo sia l’obiettivo della legge, cioè la protezione della vedova e la tutela dell’eredità della famiglia – in questo caso del fratello defunto.

La cerimonia del “sandalo” era in sostanza l’equivalente dell’atto notarile odierno, cioè consisteva nella dichiarazione pubblica dell’eventuale rifiuto del fratello vivo di assicurare -in osservanza di questa legge – l’eredità al proprio fratello defunto e la tutela della sua vedova, oltre che della sua eredità.

In un’epoca in cui l’onore era un valore importante, è interessante notare anche che in questo caso la legge non imponeva delle sanzioni o punizioni di altro genere per chi avesse rifiutato , se non quello della vergogna e della condanna pubblica per aver voluto ignorare la possibilità di fare del bene alla famiglia del proprio fratello defunto.

È anche interessante la sottolineatura della mediazione degli anziani per tentare di convincere il fratello a prendersi quella responsabilità … ma lo è anche l’evidenziazione del valore della condanna pubblica e quindi del disonore a carico del fratello che non voleva osservare quella legge di tutela.

Lo dico perché rifletto che oggi credo nessuno farebbe qualcosa avendo come deterrente soltanto il rischio della condanna pubblica o del disonore nel vedersi sputare in faccia dalla cognata …

Ma questa non è di certo una conquista virtuosa della modernità, anzi ribadisce la perdita del senso del valore dell’onore, come anche del vincolo morale della parola data o di un impegno assunto … valori che si dimostrano completamente persi nel nostro tempo …

Quanto conta la mia parola data? Quanto sono interessato a tutelare il mio prossimo o quanto mi interessa tutelare il mio onore?

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Chiesa Evangelica Isola

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