A ognuno le proprie responsabilità …
[16] Non si metteranno a morte i padri per colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.
Semmai dovessi dare un sottotitolo a questa legge, la definirei: “La norma anti faida”!
In realtà, in diversi modi Dio aveva dimostrato quanto considerasse importante la responsabilità personale davanti a Lui, cioè la responsabilità di ogni persona, di ogni singolo membro del popolo, di ognuno che riconoscesse il Creatore e Signore, che gli fosse sottomesso e si rendesse conto di dipendere da Lui in tutto e per tutto …
Si tratta, appunto, della dichiarazione di Dio del fatto che la responsabilità è personale, un principio estremamente importante e che Dio dimostra anche nella Sua applicazione della Legge.
Pensate infatti a quando quasi tutto il popolo si macchiò della colpa della ribellione, non solo in singoli episodi, ma come atteggiamento generale come popolo, l’intero Israele, nonostante fosse stato liberato in modo prodigioso da quattro secoli di schiavitù in Egitto.
Dio punì il popolo aspettando che una intera generazione morisse, facendoli continuare a girare attraverso il deserto (pur provvedendo alle loro necessità e sopravvivenza), ma non permise loro di entrare nella terra promessa finché tutta quella generazione ribelle e ostinata non si fosse estinta.
Fu un esempio eclatante di come Dio non fece ricadere sui loro figli la colpa dei genitori di come e di come considerasse la responsabilità personale un principio irrinunciabile …
Così doveva essere per il resto del popolo, il nuovo popolo che si preparava ad entrare nella nuova terra … cioè nel modo in cui anch’essi avrebbero applicato la Legge di Dio.
Dio conosceva bene l’animo umano, la nostra corruzione, la nostra tendenza naturale alla vendetta, infatti non fu a caso che il Signore istituì le “città rifugio”, nelle quali l’omicida involontario avrebbe potuto rifugiarsi per essere protetto dal vendicatore, cioè dal parente, dal congiunto della persona morta, non essendo lucido per comprendere l’involontarietà di quella morte, di quell’omicidio avvenuto per incidente, avesse voluto soddisfare la propria voglia di vendetta rifacendosi sulla vita dell’involontario assassino.
Quindi Dio stava stabilendo attraverso questa legge che la vendetta, come ricorderà anche il Nuovo Testamento, è una prerogativa di Dio, essendo il solo che può applicare in maniera perfettamente giusta la punizione … perciò non dobbiamo farlo noi, magari in preda all’odio o proprio alla sete di vendetta, ciechi per una lucida valutazione, equilibrata ed effettivamente giusta in quella situazione. Quindi abbiamo davanti, da una parte il divieto a farsi giustizia da soli, ad applicare la “legge del più forte”, a consentire che l’ingiustizia umana si applichi offendendo e umiliando le vittime coinvolte … ma dall’altra è una sottolineatura importante del principio della responsabilità personale.
Questo significava anche che nelle relazioni sociali, all’interno del popolo, non si doveva e non si poteva marchiare qualcuno semplicemente perché suo padre o suo nonno avevano commesso un reato o si erano macchiati di una qualche colpa disonorevole, perché Dio aveva stabilito che le conseguenze di quella colpa dovevano esaurirsi con il colpevole e non pretendere di trasmetterle alle successive generazioni, perché i figli non devono subire le conseguenze delle colpe dei genitori.
È un principio molto importante che mostra ancora una volta come Dio sia davvero Giusto, innanzitutto perché vede il nostro cuore e le nostre motivazioni, ma anche perché conosce i nostri limiti, le nostre tendenze naturali nella nostra incapacità di restare equilibrati e giusti quando siamo presi dal desiderio di vendetta e rivalsa.
Che il Signore ci conceda una vera coscienza della Sua misericordia e della Sua giustizia, che ci aiuti a capire l’importanza della rinuncia alla vendetta, quella che Egli ha arrogato a Se stesso in modo esclusivo … lo ha fatto per proteggerci e permetterci di imparare a distinguere le responsabilità personali, senza pretendere di far cadere le conseguenze dei genitori sui figli, non solo mancando di misericordia, non solo dimostrando una spietatezza che è estranea alla Legge di Dio, ma anche alle regole del Suo Regno!
Chi ha ricevuto misericordia deve mostrare a sua volta misericordia verso gli altri …
Chi ha ricevuto perdono deve a sua volta esercitare un perdono incondizionato verso gli altri …
Tutto questo per vivere nella pace, nella gioia e sottomessi alla giustizia di Dio, l’unica vera giustizia …



