La ‘sacralità’ del salario …
[14] Non defrauderai l’operaio povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno degli stranieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città. [15] Gli darai il suo salario ogni giorno, prima che tramonti il sole, poiché egli è povero e l’aspetta con impazienza; così egli non griderà contro di te al Signore e tu non commetterai un peccato.
La legge sul salario presenta la tutela che Dio comanda su un diritto molto importante e sentito, ma è interessante che la applichi in particolare all’operaio povero …
Noi, figli della modernità, capiamo bene il diritto al salario … ma questa applicazione speciale al povero mostra l’attenzione di Dio verso il povero! Quindi, sottolinea l’importanza della tutela di un diritto quando in particolare riguarda chi dipende da quel salario per la sopravvivenza propria e della famiglia …
Una persona abbiente, che non sia economicamente nel bisogno, non risente del ritardo dello stipendio … invece per il povero diventa essenziale averlo o non mangerà, e con lui la sua famiglia …
Perciò Dio comandava che il datore di lavoro non privasse il povero del suo salario ogni giorno, perché potesse provvedere ai propri bisogni …
Inoltre, quella legge sul salario aveva il pregio di mettere sullo stesso piano i connazionali e gli stranieri residenti … nessuna discriminazione, il salario è un diritto di chi lavora, chiunque sia e soprattutto nessun povero deve esserne privato o rinviato, perché si trattava di persone che dipendevano da quel guadagno per vivere!
Ogni giorno la giusta paga, a fine giornata, prima che l’operaio torni a casa … non doveva tornarci a mani vuote … perché se fosse accaduto, per il povero – che non aveva risorse neppure per potersi difendere, per poter far scrivere una lettera dall’avvocato, o rivolgersi al sindacato – restava il problema immediato, perché la sua famiglia doveva mangiare!
L’unica possibilità che gli sarebbe restata era di gridare al Signore contro il datore di lavoro … e davanti a Dio questo era un chiaro e grave peccato di omissione, privando deliberatamente il povero del suo diritto!
Nel linguaggio popolare si dice che chi ha la pancia piena non si preoccupa di chi invece ce l’ha vuota, ma questo era inaccettabile per la Legge di Dio!
Essere in una posizione di potere non doveva, e non deve mai, significare approfittarsene … men che meno se significava privare il povero del suo diritto al salario necessario alla sua sopravvivenza!
La raccomandazione della legge era chiara e semplice: non tramonti il sole prima che tu abbia saldato al povero, ogni giorno, quel che è giusto per il suo lavoro!
La morale che trovo? Se ti approfitti del povero fregandotene del suo bisogno e del suo diritto, te la vedrai con Dio!



