Leggi assurde e fastidiose … o lungimirante tutela del popolo?!
“[9] «Quando uscirai e ti accamperai contro i tuoi nemici, guàrdati da ogni cosa malvagia. [10] Se c’è qualcuno in mezzo a te che è impuro a causa di un accidente notturno, uscirà dall’accampamento e non vi rientrerà; [11] verso sera si laverà con acqua e dopo il tramonto del sole potrà rientrare nell’accampamento. [12] Avrai pure un luogo fuori dell’accampamento e là fuori andrai per i tuoi bisogni; [13] fra i tuoi utensili avrai una pala con la quale, quando vorrai andare fuori per i tuoi bisogni, scaverai la terra e coprirai i tuoi escrementi. [14] Infatti il Signore, il tuo Dio, cammina in mezzo al tuo accampamento per proteggerti e per sconfiggere i tuoi nemici davanti a te; perciò il tuo accampamento dovrà essere santo, affinché egli non veda in mezzo a te nulla d’indecente e non si ritiri da te.”.
È interessante riflettere Su questa parte del brano, sempre nel corso della ripetizione della Legge da parte di Mosè al popolo, di fronte al Giordano, prima di entrare nella terra promessa.
Questa volta si trattava di raccomandazioni che riguardano il comportamento del popolo nel loro accampamento, tenendo presente che avrebbero viaggiato fino a raggiungere le varie regioni e territori in cui abitare … ma sarebbero restati principi validi anche per la successiva vita comunitaria e cittadina, quando si sarebbero stabiliti nelle città assegnate loro dal Signore.
Il principio, o la motivazione di fondo, è di tipo morale, cioè è spiegato come legato alla presenza del Signore … infatti con questa precisazione Mosè fa riferimento, sia all’inizio che alla fine del brano, al fatto che il Signore era Colui che camminava davanti a loro, ma anche Colui che viveva fra loro … perciò c’era una ragione innanzitutto di tipo morale e spirituale, cioè una santità richiesta dovuta al fatto che, spiritualmente, il Signore era fra di loro!
Sarebbe come dire che se ti comporti in modo decoroso perché è quando sei in chiesa … allora devi fare altrettanto quando sei per strada, perché anche lì c’è il Signore …
La questione generale con cui Mosè introduce questi aspetti igienico sanitari e quindi di tipo morale, cioè imponeva una condotta che teneva conto della presenza del Signore fra di loro … perciò non si permetteva di agire in alcun modo malvagio, che contrastasse, stonasse con la presenza e la volontà di Dio. [9]
Poi, precisando le norme riguardanti i comportamenti specifici, mi sono detto che certamente Mosè non poteva spiegare ciò che non avrebbero potuto capire, cioè cose e ragioni che la scienza avrebbe scoperto molti secoli più tardi … Eppure, impone di quelle regole, Dio insegnava loro e tutelarsi, fondandosi su ragioni spirituali e morali, non potendo ovviamente farlo adducendo ragioni scientifiche …
Il primo aspetto che Mosè cita riguarda la contaminazione, o il possibile contagio, a causa di un qualunque contatto occidentale ci fosse stato durante la notte fra di loro.
Colui che si fosse potenzialmente contagiato, doveva uscire dall’accampamento e restare fuori fino alla sera del giorno dopo, per evitare ogni forma di contaminazione verso gli altri.
Poteva trattarsi del contatto accidentale con un cadavere, con una carcassa di animale morto, con un malato, o qualcos’altro di impuro … La Legge precisava tutti i possibili casi …
Quindi, qualunque fosse la ragione, bisognava impedire che quel contatto accidentale diventasse una fonte di contagio per gli altri …
Ecco perché l’israelita potenzialmente contagiato doveva passare tutto il resto di quella notte e il giorno dopo separato dagli altri …
Infine, dopo quelle ore di isolamento, doveva lavarsi per bene con acqua, cioè purificarsi, prima di poter rientrare nell’accampamento e vivere in un normale contatto con le altre persone.
Oggi, con le conoscenze scientifiche raggiunte, parleremmo di “rischio contagio” e quindi capiamo che ciò imponeva un isolamento essenziale, per aspettare il “periodo di incubazione” ed evitare così possibili contagi …
Ma queste non potevano essere le motivazioni del tempo, eppure Dio provvedeva a tutelare il popolo attraverso le Sue leggi, anche quelle riguardanti le condizioni igienico sanitarie del suo popolo, quindi la loro salute. [10-11]
Infatti, altro esempio, per i propri bisogni, per quelli corporali, dovevano uscire fuori dall’accampamento ed avere perciò nella loro dotazione personale o familiare una pala, con la quale dovevano scavare una buca per farvi i loro bisogni e poi ricoprirla, in maniera tale da mantenere una piena igiene del territorio circostante … [12-13].
Quanto era diverso questo modo di fare dal comportamento grezzo e primitivo delle altre popolazioni e degli altri eserciti, dove le malattie erano invece frequenti!
Così, come accennavo, nella conclusione del brano, la sottolineatura delle ragioni per le quali dovevano osservare attentamente queste prescrizioni non potevano essere riferimenti scientifici (come il rischio di Escherichia Coli, o di contagio da altri parassiti o virus) … perciò Mosè li motiva invece per il fatto che Dio era fra di loro, ‘camminava,, cioè era spiritualmente presente in mezzo all’accampamento per proteggerli … così come camminava davanti al loro esercito, spianando la strada ed eliminando i loro nemici …
Questa presenza del Signore imponeva che il loro comportamento, i loro costumi, le loro consuetudini, la loro gestione igienico sanitaria, la loro alimentazione e il loro agire … tutto fosse santo, cioè puro, cioè diverso dal modo di fare e di essere degli altri popoli … perché era un comportamento che teneva in conto della presenza di Dio come ragione principale.
La presenza di Dio non doveva consentire alcuna forma di indecenza fra di loro e alcuna malvagità … ma oggi abbiamo di più, cioè il privilegio di capire che non si trattava di capricci di un Dio un po’ particolare, ma della volontà del Creatore e Signore del cielo e della Terra, che aveva scelto quel popolo come Suo tesoro particolare, che lo tutelava anche dal punto di vista igienico sanitario in un modo speciale, proteggendolo dalle malattie e da qualunque contagio.
Quindi, la vera ragione non era la soddisfazione di Dio, quanto piuttosto la tutela e il bene del popolo!



