Un Dio discriminatore dei diversi? No …
[1] «L’eunuco, a cui sono stati infranti o mutilati i genitali, non entrerà nell’assemblea del Signore. [2] Il bastardo non entrerà nell’assemblea del Signore; nessuno dei suoi discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nell’assemblea del Signore. [3] L’Ammonita e il Moabita non entreranno nell’assemblea del Signore; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nell’assemblea del Signore; [4] non vi entreranno mai, perché non vi vennero incontro con il pane e con l’acqua durante il vostro viaggio, quando usciste dall’Egitto, e perché assoldarono a tuo danno Balaam, figlio di Beor, da Petor in Mesopotamia, per maledirti. [5] Ma il Signore, il tuo Dio, non volle ascoltare Balaam; e il Signore, il tuo Dio, mutò per te la maledizione in benedizione, perché il Signore, il tuo Dio, ti ama. [6] Non cercherai mai la loro pace né la loro prosperità, finché tu viva. [7] Non detesterai l’Idumeo, poiché egli è tuo fratello; non detesterai l’Egiziano, perché fosti straniero nel suo paese; [8] i figli che nasceranno loro potranno, alla terza generazione, entrare nell’assemblea del Signore.”.
Leggendo e rileggendo, mi rendo conto che è un testo molto particolare che, se letto di fretta, con atteggiamento mentale e culturale ‘occidentale’ e moderno, finiamo molto probabilmente per equivocare …
Dobbiamo ricorrere alle parole di Gesù (Matteo 19:12) per capire alcuni aspetti riguardo a coloro che vivevano la condizione di eunuchi, cioè tecnicamente omosessuali o castrati. Si trattava di maschi che, per ragioni diverse, erano senza ormoni maschili. Però, come Gesù avrebbe precisato, alcuni lo sono per nascita, altri perché vengono resi tali e altri per scelta. Non viene mai meno però nei testi biblici il rispetto per la condizione di chi nasce eunuco, c’è invece un giudizio da parte di Dio nei confronti di chi rifiuta la propria natura e pretende di alterarla artificiosamente e quindi contro natura.
Al di là della totale apparente accettazione che oggi esiste per l’omosessualità, è innegabile che nella cultura antica, ma anche nella Legge data a Mosè, questa forzatura e cambiamento della condizione naturale, quella alla nascita, restava una forma di ribellione e disprezzo nei confronti del Creatore e delle Sue leggi.
Nel nostro brano Mosè non affronta tutta la questione nella sua interezza e complessità, ma si limita a citare le categorie di persone che non dovevano avere accesso all’assemblea del Signore.
Questa espressione è abbastanza misteriosa per la nostra lettura moderna. Per alcuni studiosi si tratterebbe dell’accesso all’esercizio di un ufficio specifico nel popolo, come l’anzianato o il ruolo del giudice, mentre altri hanno pensato si riferisca al legittimo accesso al cerimoniale per l’esercizio del culto a Dio. Infine, altra opzione, si riferirebbe a alla possibilità di essere accettato come legittimo cittadino in Israele.
Mosè cita esclusivamente eunuchi che erano stati costretti alla loro condizione, ai quali erano stati distrutti o asportati i genitali.
A questo punto si apre la questione di quale sia il cuore di tutto questo brano … e credo sia la tutela della purezza che Dio voleva attribuire e mantenere nel Suo popolo, sia che si trattasse di un esercizio di funzioni, di accesso al culto o al popolo …
Anche riguardo al bastardo che non poteva entrare nell’assemblea, così anche per i suoi discendenti … Attenzione: non è che la Legge a un certo punto si fosse scagliata contro i poveri figli di una relazione illegittima perché pagassero per la colpa dei genitori …
La questione si spiega invece nel contesto di Levitico 18, con cui Dio vietava la promiscuità e la miscelanza con gli altri popoli pagani, quelli che – come la storia dimostrerà – li avrebbero spinti e portati al culto idolatrico e quindi all’abbandono del culto a Dio! Questo avrebbe rovinato il patto, la relazione con Dio e annullato tutte le benedizioni che ne derivavano.
Infatti Iefte, pur essendo figlio di una meretrice, una donna straniera (Giudici 11:1,2), non era un bastardo nel senso di questa legge.
Riguardo ad Ammoniti e Moabiti, che sono i discendenti di Lot e figli del suo incesto con le figlie, questi erano esclusi dalla possibilità dell’ingresso nell’assemblea d’Israele, non semplicemente per la loro origine e solo perché erano diventati popoli pagani, che adoravano gli dèi del posto … ma soprattutto perché avevano avuto un atteggiamento di ostilità nei confronti di Israele durante l’esodo, negando loro qualsiasi forma di aiuto, nonostante gli israeliti fossero disposti a pagare il giusto.
Addirittura, erano arrivati ad assoldare Balaam il profeta, per tentare di maledire le schiere di Israele, una maledizione che Dio aveva trasformato in benedizione …
La maledizione di Dio su quei due popoli era definitiva e la storia lo dimostra, vista la loro estinzione nel corso del tempo di ambedue questi ceppi generazionali … [3-6].
Credo che una corretta lettura di questo brano passi perciò attraverso il testo di Isaia 56 che precisa come non fosse la condizione della persona a fare la differenza, ma la buona relazione o meno con Dio:
“3 Lo straniero che si è unito al SIGNORE non dica: «Certo, il SIGNORE mi escluderà dal suo popolo!» Né dica l’eunuco: «Ecco, io sono un albero secco!». 4 Infatti così parla il SIGNORE circa gli eunuchi che osserveranno i miei sabati, che sceglieranno ciò che a me piace e si atterranno al mio patto: 5 «Io darò loro, nella mia casa e dentro le mie mura, un posto e un nome, che avranno più valore di figli e di figlie; darò loro un nome eterno, che non perirà più. 6 Anche gli stranieri che si saranno uniti al SIGNORE per servirlo, per amare il nome del SIGNORE, per essere suoi servi, tutti quelli che osserveranno il sabato astenendosi dal profanarlo e si atterranno al mio patto, 7 io li condurrò sul mio monte santo e li rallegrerò nella mia casa di preghiera; i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa di preghiera per tutti i popoli».”.
Infatti, non a caso la nonna del re Davide sarebbe stata una moabita che però aveva accolto come il suo il Dio d’Israele, che sua suocera adorava e temeva!
Una considerazione diversa nella Legge di Dio riguardava gli idumei e gli egiziani …
Gli idumei, discendenti di Esaú … da considerare famiglia … e l’egiziano , curiosamente, per averli ospitati …
Per quanto strano possa apparire, in realtà non dobbiamo dimenticare che in tutta la fase precedente ai quattro secoli di schiavitù in Egitto, quindi la fase di inizio del popolo d’Israele (Giacobbe con i suoi figli e nipoti), a seguire della preparazione sovrana di Dio attraverso l’arrivo di Giuseppe in Egitto, fino a diventare viceré, il faraone li aveva accolti, donando loro tutta la valle di Goshen, dove gli israeliti avevano potuto moltiplicare e allevare in pace e prosperità il loro bestiame.
Poi, con la successione del nuovo faraone, questa situazione era cambiata … eppure Dio stava gestendo ogni cosa, con la nascita e la protezione della vita di Mosè, pur essendo iniziata la persecuzione verso gli israeliti …
Ma non dobbiamo dimenticare che l’Egitto era comunque stato l’ambiente scelto da Dio per proteggere il Suo popolo perché potesse moltiplicare al sicuro col favore di Dio, a differenza degli egiziani, diventando un popolo potente di quasi un milione di persone … quel numeroso popolo che poi – sempre per volontà di Dio – aveva lasciato la nazione, finalmente liberi e con tutte le ricchezze date loro ‘obtorto collo’ dagli egiziani.
Ecco perché gli egiziani andavano rispettati e chi fra loro che avessero temuto il Signore e desiderato essere parte dell’assemblea di Israele, dopo la terza generazione ne avevano facoltà …
Dio non dimentica il male, ma neppure il bene ricevuto dal Suo popolo! Così come giudica il male, benedice e ricompensa generosamente il bene …



