Il matrimonio, un patto di cui Dio è testimone, custode e giudice …
[13] “Quando un uomo sposa una donna, entra da lei, e poi la prende in odio, [14] le attribuisce azioni cattive e disonora il suo nome dicendo: “Ho preso questa donna e, quando mi sono accostato a lei, non l’ho trovata vergine”, [15] allora il padre e la madre della giovane prenderanno le prove della verginità della giovane e le presenteranno davanti agli anziani della città, alla porta. [16] Il padre della giovane dirà agli anziani: “Io ho dato mia figlia in moglie a quest’uomo; egli l’ha presa in odio, [17] ed ecco che le attribuisce azioni cattive, dicendo: ‘Non ho trovato vergine tua figlia’. Ora ecco le prove della verginità di mia figlia” e mostreranno il lenzuolo davanti agli anziani della città. [18] Allora gli anziani di quella città prenderanno il marito e lo castigheranno; [19] e, per aver diffamato una vergine d’Israele, lo condanneranno a un’ammenda di cento sicli d’argento, che daranno al padre della giovane. Lei rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. [20] Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata vergine, [21] allora si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre e la gente della sua città la lapiderà a morte, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così toglierai via il male di mezzo a te.”.
La questione trattata in questo testo della Legge che Mosè stava ribadendo, affrontava la serietà morale nel matrimonio.
Devo subito ricordare a me stesso che nel contesto mediorientale dell’epoca questa rappresentava una importante novità, perché in una società maschilista la donna non aveva sostanzialmente alcun valore … una moglie poteva essere presa e lasciata a piacere del marito …
Perciò quella che Dio aveva stabilita per Israele era una radicale novità a tutela della donna, pur restando una nazione nel contesto mediorientale …
Quando un uomo sposava una donna (a questo riguardo, ricordiamoci che in genere i matrimoni erano combinati fra famiglie, e non perché i due si fossero incontrati al parco o al centro commerciale e poi si si fossero innamorati … Inoltre, c’erano doti da dare da parte della famiglia, ma anche garanzie da parte dello sposo. Quindi il matrimonio era piuttosto un accordo, affari per migliorare le condizioni delle famiglie ed assicurare un futuro alla figlia) poteva capitare, dopo aver ‘consumato’, che il marito si stancasse della moglie e che trattasse perciò l’impegno matrimoniale in modo superficiale, irresponsabile … tanto che poteva pensare di sfuggire alle proprie responsabilità accusando la ragazza di non averla trovata vergine (valore che attestava la serietà e la purezza della donna) … Quindi si trattava di un iniquo tentativo di scorciatoia del marito – tipico delle nazioni pagane – per sfuggire alle proprie responsabilità …
Questo sarebbe stato perciò lecito e plausibile nelle nazioni pagane … ma non in Israele, non sotto la Legge di Dio, non dove era Dio a regnare!
Rifletto intanto sul fatto che Dio teneva conto della cultura mediorientale, non fece una improvvisa rivoluzione dei costumi, ma nonostante fossero così radicalmente patriarcali, Dio interveniva con la Sua Legge morale nella quale le relazioni e gli impegni andavano onorati, così come la morale personale …
Perciò davanti a quelle accuse gravi i genitori della ragazza avevano il diritto di intervenire e tutelare la figlia … Quindi potevano presentare la causa agli anziani della città, adducendo la prova della verginità della figlia (è facile dedurre ed immaginare che, dopo la prima notte di nozze, la figlia desse il lenzuolo ‘prova’ in custodia ai genitori).
Perciò in una situazione del genere, dimostrata la falsità dell’accusa, era il marito accusatore ad essere sanzionato pesantemente.
Ho cercato di calcolare il valore a quel tempo di 100 sicli d’argento … pensando al valore d’acquisto e che con una tale somma si potevano comprare proprietà e sistemarsi … credo sia equo pensare a 2-300 mila euro del il nostro tempo, o anche più …
Inoltre, si rifiutava il tentato annullamento del matrimonio e il marito era ‘condannato’ a continuare ad onorare la moglie restando sposati …
In caso contrario, in un’epoca nella quale il valore morale della ragazza si poteva dimostrare innanzitutto con la verginità con la quale affrontava il matrimonio, se si dimostrava che il marito aveva ragione, che la verginità in effetti non c’era … allora la ragazza veniva giudicata e sottoposta a lapidazione (la condanna a morte del tempo), perché il popolo imparasse a prendere Dio sul serio e onorarLo con la propria moralità, rispettando i criteri di santità che egli insegnava al Suo popolo …
Essendo una meditazione, non entro nel merito dei vari dettagli o diventerei troppo lungo … ma imparo lezioni importanti sui principi che trapelano anche da questo testo della Legge di Dio…
Pur nel contesto patriarcale del medioriente del tempo, Dio afferma la serietà del matrimonio …
Il tentativo di liberarsi con l’inganno della moglie, andava pesantemente sanzionato e la moglie tutelata …
Con una riflessione ‘occidentale’ si potrebbe pensare che costringere il marito condannato a tenere la moglie, poteva essere per lei una condanna peggiore del ripudio …
Ma pensandoci, tenendo conto di quella società, in realtà l’uomo condannato era ormai sotto il controllo degli anziani a tutela della moglie …
Inoltre, se la moglie fosse tornata a casa dei genitori, non essendo più vergine sarebbe rimasta per sempre senza futuro, senza figli, senza prospettive …
Perciò la tutela maggiore era evidentemente nella famiglia da costruire, e il Signore lo sapeva bene …
Il matrimonio davanti a Dio è una cosa seria, rappresenta un patto di cui il Signore è testimone, perciò a prescindere dalle buone o cattive intenzioni di un coniuge, Dio resta testimone e giudice di quella relazione!
La moralità è la sincerità sono evidentemente per Dio valori fondanti della relazione con Lui, oltre che della famiglia …
L’inganno, il peccato, la falsità, fuggire le proprie responsabilità, il compromesso … di ogni cosa renderemo conto al Signore, prima o poi …



