Inutili e misteriose regolette del tempo, o immagini chiare e principi importanti da ribadire?
[9] Non seminerai nella tua vigna due specie diverse di semi, altrimenti sia il prodotto della semenza che avrai seminato, sia il frutto della vigna, sarà consacrato. [10] Non lavorerai con un bue e un asino aggiogati insieme. [11] Non porterai vestito di tessuto misto, fatto di lana e di lino. [12] Metterai delle frange ai quattro angoli del mantello con cui ti copri.”.
Anche se possiamo avere la tentazione di considerare brani di questo genere come inutili e comunque criptici, misteriosi … resta la fiducia nel Signore che se ha scelto che fossero scritti nella Sua Legge e, ancora di più, che giungessero fino a noi, aveva sicuramente le Sue ottime ragioni … Perciò raccolgo ogni volta la sfida di cercare di capire, ma allo stesso tempo di non andare oltre quello che poteva significare allora …
Nelle coltivazioni, Dio comandava di distinguere i semi, di non mescolarli … il motivo era evidentemente il rispetto per le distinzioni che Dio stesso ha fatto in natura, ma anche in senso spirituale, perché rappresentavano simbolicamente quel distinguo, quel resistere alla mescolanza, anche riguardo alla nostra relazione con Dio e alla condizione del proprio cuore …
Ogni coltivazione ha tempi ed esigenze diverse, la pretesa di mescolarle implica un compromesso che non solo non rispetta il genere differente, ma crea compromessi a scapito della qualità del frutto … In effetti, è un principio molto importante anche in campo spirituale …
Quindi, si tratta certamente di indicazioni pratiche, ma con forte valore simbolico che ci aiutano a riflettere sulle ragioni di Dio, le quali non sono mai banali o inutili …
Non far lavorare insieme due animali diversi, come il bue e l’asino, al di là degli aspetti rituali (animali considerati impuri e altri no), sottolinea un principio importante: ognuno va rispettato per le sue capacità e possibilità e le ‘esigenze produttive’ non possono calpestare la natura del singolo e le sue caratteristiche!
Se è ovvio che il bue e l’asino hanno forza, caratteristiche fisiche, capacità e limiti diversi … questo vale anche per noi …
Vale quindi sia come richiamo al rispetto delle differenze (ognuno ha un carattere, cultura, formazione, capacità diverse) … ma è vero anche spiritualmente, perché chi appartiene al Signore, chi pensa e ragiona con criteri spirituali, nel desiderio di onorare Dio prima di tutto, non può lavorare, condividere e scambiarsi di ruolo con chi non conosce Dio e non è affatto interessato a onorarLo …
Lo stesso principio si applica nel campo dei tessuti, un valore simbolico che ci ricorda resistenze, qualità, consistenza e usi diversi … Ancora per ricordare che Dio ha fatto le differenze considerandole ricchezze, non per cercare di annullarle o contrastarle … ma anche che ciò che è diverso, resta diverso …
Mi ricorda il principio insegnato da Gesù con un’immagine simile, quando affermò che non ha senso riparare un vestito usando una pezza di consistenza diversa, perché si finisce per fare danni peggiori … (Matteo 9:16).
Anche le frange da aggiungere agli angoli del mantello avevano il loro, perché evidentemente servivano come promemoria visivo. Pensando a Numeri 15:37-41, servivano a ricordare agli Israeliti di obbedire a tutti i comandamenti del Signore e a non seguire le inclinazioni del proprio cuore o dei propri occhi, che porterebbero all’infedeltà. È quindi un richiamo alla fedeltà e all’identità di popolo di Dio, all’impegnarsi per ricordare costantemente la Parola, proprio in quanto popolo riscattato che voleva piacere al Signore …
Perciò tali dettagli apparentemente insignificanti sul comportamento da adottare in vari campi, in realtà hanno lo scopo nella Legge che Mosè ribadì al popolo, di ricordare principi essenziali:
– Ricordarmi che il mio cuore è corrotto dal peccato e perciò, anche se amo il Signore e vorrei vivere secondo la Sua volontà, resta il fatto che le mie tendenze naturali vanno in senso opposto, perciò devo vegliare …
– Dio ha creato le differenze come motivo di ricchezza, come valori da rispettare, non da considerare ostacoli da superare o appiattire, per omologare tutti … Però ci sono differenze incompatibili che non si possono e non si devono ignorare o tentare di annullare: amare Dio significa odiare il mondo, pensare e vivere in modo diverso da chi non conosce e ama il Signore!
– Come le frange al mantello, dobbiamo trovare modi per ricordare a noi stessi ciò che tendiamo a dimenticare, cioè che la Parola di Dio va tenuta sempre presente, meditata, ascoltata … perché illumini la nostra strada e ci protegga dalla nostra naturale follia …



