Il Creatore insegnava già a quel tempo il criterio della lungimiranza e principi come sicurezza e prevenzione!

[6] Se per caso un nido di uccelli ti capita davanti, per la strada, sopra un albero o sul terreno, con degli uccellini o delle uova e la madre accovacciata sopra gli uccellini o le uova, non prenderai la madre con i piccoli; [7] farai volare via la madre e prenderai i piccoli; e questo affinché tu sia felice e prolunghi i tuoi giorni. [8] Quando costruirai una casa nuova, vi farai un parapetto intorno alla terrazza. Così, se qualcuno cade di lassù, la tua casa non sarà responsabile del suo sangue.”.

Questo brano nelle sue parti e sfaccettature, affronta anche argomenti apparentemente piccoli e banali, eppure credo – come in generale abbiamo osservato finora – che si tratti di sottolineature che servivano a mettere in evidenza dei principi, che diventano molto importanti, se pensiamo al fatto che possono riguardarci più di quanto avremmo immaginato …

Infatti, nonostante si tratti di situazioni e dettagli molto antichi, a causa della distanza storica tra loro e noi, diventa evidente che ci raggiungono ed hanno da insegnarci molto …

In effetti, pur resistendo alla tentazione di fare come alcuni fratelli del passato, e non solo, adottando una forte spiritualizzazione dei dettagli dell’Antico Testamento … in particolare penso ai loro grandi sermoni usando certe immagini dell’Antico Testamento e della Legge di Mosè, usandoli come elemento di supporto per predicare su temi e argomenti più moderni che stavano loro a cuore …

Pensando a questo possibile atteggiamento, cerco sempre di ricordarmi che, in generale, per quanto si possano fare applicazioni ottime a partire da immagini antiche, bisogna stare sempre attenti a tener conto degli scopi che più probabilmente Mosè si proponeva nel ribadire la Legge, prima dell’ingresso nella terra promessa, tenendo ben presente che oggi un brano non può significare più di quello che significava allora …

Credo quindi che affrontare il divieto di distruggere un nido e appropriarsi di tutto ciò che esso conteneva, credo siamo davanti ad un insegnamento di chiaro contrasto all’avidità, cioè la necessità di porre un limite a quell’atteggiamento umano per il quale si cerca di prendersi tutto quello che si può, senza misura, senza pensare e senza proporzionarli alla realtà e ai propri bisogni.

Questo mi ricorda anche le disposizioni nel deserto date da Mosè, insegnando al popolo che nel raccogliere la manna dal cielo, che riceveva regolarmente, doveva imparare a prenderne nella misura del proprio effettivo bisogno, cioè quelli del giorno, mentre il venerdì il doppio, così da averne anche per il giorno dopo, il sabato, giorno del riposo … Quindi non dovevano accumularlo, prendendone più possibile, fidandosi di Dio che avrebbe provveduto, non dando perciò spazio alla loro naturale avidità.

Così, tornando all’esempio del trovarsi davanti a un nido, anche se l’israelita era affamato doveva darsi una regolata, quindi rispettare l’uccello adulto, la madre, che rappresentava anche il futuro della riproduzione, ‘accontentandosi’ degli uccellini o delle uova per nutrirsi … [6]

È evidente che continuava ad essere valido il diritto creazionale che Dio ha dato all’essere umano, cioè di godere di ciò che la natura offre per i suoi bisogni, senza scadere però nell’avidità irragionevole!

Questo avrebbe assicurato la benedizione di Dio, ma era anche una scelta di buon senso perché si pensava anche al domani, alla futura riproduzione di quella mamma uccello … [7]

La Successiva circostanza, nella Legge ribadita da Mosè, riguardava l’obbligo – nel realizzare la propria nuova casa – di costruire un parapetto intorno al tetto (ricordo che all’epoca nel caldo Medio Oriente le case avevano un po’ tutte coperture terrazzate).

Lo scopo era di doversi preoccupare della sacralità della vita umana e quindi fare ciò che era in proprio potere per prevenire l’eventualità che qualcuno cadesse, in assenza di protezione. Se ci penso, mi rendo conto che era un antica anticipazione delle moderne norme antinfortunistiche …

Considerando la propria nuova casa una benedizione, come una possibilità da parte del Signore, osservando questa regola significava assicurarsi il mantenimento della benedizione divina, ma anche usare lungimiranza, prudenza, realizzando qualcosa per prevenire che qualcuno si facesse male … [8]

In qualche modo anche in questo caso si trattava di adottare un atteggiamento simile a quello da adottare davanti al contenuto di un nido, rinunciando alla madre, lasciando che vivesse e assicurasse la futura riproduzione, cioè continuando a fornire anche successivamente cibo per l’israelita …

Lo stesso principio era da adottare nella prudenza e senso di responsabilità che si proponeva di impedire che delle persone si facessero male cadendo dal tetto …

Significava usare lungimiranza, non solo nel rispetto della vita umana, ma anche per quelli che sono in sostanza i costi sociali di una morte, con una famiglia in difficoltà, i costi sociali di una lunga malattia e tutte le conseguenze. Anche in questo caso vediamo un’antica anticipazione della prevenzione e della cura della sicurezza, non solo come un atto di civiltà, ma come un’interessante forma di economia, evitando la disabilità, le lunghe malattie o le morti evitabili …

C’è veramente tanto da imparare, adottando un atteggiamento di fiducia nel Dio che hai inventato queste regole, aspettando di capire la loro portata nel corso del tempo, perché il Suo non è mai un atteggiamento capriccioso, come quello degli dèi umani, finalizzati al proprio compiacimento o alla soddisfazione della propria crudeltà.

Dio agiva, pensava, progettava e ordinava … tenendo sempre presente l’Amore e la tutela per le Sue creature e in particolare del Suo popolo …

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Chiesa Evangelica Isola

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