“… tu non farai finta di non averli visti, ma dovrai aiutare il tuo prossimo a rialzarlo …”
[1] “Se vedi smarrirsi il bue o la pecora del tuo prossimo, tu non farai finta di non averli visti, ma avrai cura di ricondurli al tuo prossimo. [2] Se il tuo prossimo non abita vicino a te e non lo conosci, raccoglierai l’animale in casa tua e rimarrà da te finché il tuo prossimo non ne faccia ricerca; allora glielo renderai. [3] Lo stesso farai del suo asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di qualunque altro oggetto che il tuo prossimo ha perduto e che tu trovi; tu non farai finta di non averli visti. [4] Se vedi l’asino di un tuo fratello o il suo bue caduto sulla strada, tu non farai finta di non averli visti, ma dovrai aiutare il tuo prossimo a rialzarlo.”.
Questa parte della legge che Mosè ribadisce al popolo d’Israele, prima che entrassero nella terra promessa attraversando Giordano, un principio importante, cioè il senso di responsabilità e del sentirsi parte del popolo, nel senso di solidarietà, di partecipazione, elementi estremamente importanti e che sono in qualche modo la colonna vertebrale di una comunità …
Si tratta di quel senso di appartenenza che ci porta a considerare, non una forma di socialismo reale in cui tutto è di tutti, ma nella quale ogni cosa è un dono ricevuto e lo amministriamo, lo facciamo per il Signore …
In altre parole, ogni cosa del nostro fratello è qualcosa da onorare come un dono del Signore a nostro fratello e quindi da difendere come un bene “comune”, in quanto arriva dallo stesso nostro donatore, dallo Padre …
Questo principio è estremamente importante, in quanto si trattava di non assumere un atteggiamento, non accettare mai dal proprio cuore un atteggiamento di egoismo o addirittura di furberia, o di avidità, cercando di sottrarre, di fare proprio ciò che si trovava per strada, un animale smarrito, un vestito o una qualunque proprietà …
Oggi potremmo dire che magari trovi una macchina, un motorino, una bicicletta, un portafoglio o una qualunque cosa che non ci appartiene e che troviamo fortuitamente, casualmente sulla nostra strada … ecco, il senso di appartenenza alla comunità, il senso di rispetto per il Donatore, deve comportare in noi un atteggiamento responsabile e rispettoso col quale onoriamo quel possedimento, quella proprietà, quella benedizione, quel dono di Dio, rispettandolo, curandocene e riportandolo poi al legittimo proprietario …
È interessante che Mosè inviti addirittura, quando non si sapeva di chi fosse un animale, trovato per strada (ovviamente un animale domestico), che lo si prendesse in carico, lo si mantenesse nella propria proprietà, prendendosene curato, nutrendolo, in attesa che il legittimo proprietario venisse fuori …
Quindi mi sembra evidente questa grande lezione comunitaria che Mosè sottolinea della Legge di Dio … di tratta del grande rispetto per la proprietà, riconoscendo in Dio il Donatore e in ognuno di noi gli amministratori di ciò che riceviamo … perciò esercitando tutti un grande rispetto di ogni cosa, tutelando la proprietà …
Significa creare un ambito comunitario, una piccola società nella quale godiamo gli uni degli altri, della cura reciproca, del sostegno reciproco, della protezione reciproca, del rispetto … rifiutando chi invece devia, si allontana da questi principi da questo comportamento …
È una bella lezione di vita, che sarebbe da riscoprire nella nostra chiesa, nelle nostre chiese, nelle nostre realtà comunitarie, per godere davvero come una anticipazione, come un modo di vivere ciò che Dio ci ha insegnato, sottomettendo il nostro cuore, le nostre tendenze sbagliate, la nostra carnalità … a quella santità a cui Egli ci chiama e per la quale Gesù ha dato la vita …
Nel popolo di Dio non può esistere l’indifferenza, il far finta di niente, il girarsi dall’altra parte … non a caso Dio chiamava chiaramente nella Sua legge a onorare proprio gli ultimi, i piccoli, quelli che erano i più deboli nella società: la vedova, l’orfano, lo straniero … e, con lo stesso principio di fondo, invitava in questo brano a non pensare minimamente di fare l’indifferente davanti a un’esigenza, a un bisogno, davanti a qualcosa di smarrito del nostro prossimo, ma a farsene carico e tutelarlo, per restituirlo poi come una benedizione rinnovata, come un incoraggiamento che deriva proprio dal sentirsi circondato da fratelli e sorelle che amano lo stesso Signore, sottomessi alle stesse leggi e che vivono secondo gli stessi principi del Regno di Dio …
È una realtà stupenda che, se la adottassimo, se la vivessimo appieno e per davvero, significherebbe assaggiare qui ed ora quello che sarà il benessere e la gioia, il piacere, l’amore reciproco che vivremo in qualche modo nel cielo …



