“… il cadavere appeso è maledetto da Dio …”

[22] «Quando uno avrà commesso un delitto passibile di morte e viene messo a morte, lo appenderai a un albero. [23] Il suo cadavere non rimarrà tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai senza indugio lo stesso giorno, perché il cadavere appeso è maledetto da Dio e tu non contaminerai la terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità.

Questo brano, che ovviamente è una sintesi su un aspetto, nell’ambito della ripetizione della Legge, non fornisce tutti i dettagli sul caso di condanna a morte con esposizione del cadavere, però sembra voler affermare dei principi importanti.

Intanto si tratta di un colpevole di un reato “passibile di morte” (in Levitico c’è una lunga lista di reati passibili di morte, che vanno dalla bestemmia contro Dio, alla maledizione dei genitori, all’omicidio volontario ecc.).

Ciò che invece questo brano sottolinea è il fatto che la pena di morte rappresentava simbolicamente la maledizione di Dio.

Qualcuno ha detto che appeso all’albero o su un legno significasse sospendere il cadavere fra cielo e terra, quindi separato da ambedue gli ambiti, perciò maledetto sia dal cielo che dalla terra.

Al di là di questa ipotesi, resta il fatto che questa disposizione stabiliva che il cadavere non doveva rimanere oltre l’intera giornata esposto, perciò entro sera andava rimosso perché non restasse tutta la notte in quelle condizioni … il che mi fa pensare, oltre alla dignità del seppellimento che andava assicurata a chiunque, compreso colui che era stato condannato a morte, ribadendo che la dignità dell’essere umano prescinde dalla sua condizione, ma anche l’aspetto igienico sanitario. Penso al fatto che il corpo non dovesse essere soggetto al disprezzo, per esempio lasciandolo soggetto all’attacco di animali predatori o, comunque, lasciando che iniziasse esposto il processo di decomposizione dei tessuti, considerato anche il clima caldo mediorientale.

Un altro aspetto era l’evitare che un’esposizione prolungata diventasse una contaminazione della terra promessa, della terra donata da Dio …

Non a caso vari dettagli su aspetti igienico-sanitari della Legge davano indicazioni precise su come trattare i cadaveri e come il contatto con un cadavere rappresentasse una contaminazione pericolosa, che quindi richiedeva una purificazione, soprattutto un isolamento rispetto al resto del popolo, per evitare qualsiasi forma di contagio. Anche per questo un cadavere esposto a lungo rappresentava una fonte di contagio che andava risolta prima della conclusione del giorno …

Ma, più di tutto, l’immagine del corpo “appeso al legno” rappresentava la preparazione implicita attraverso la Legge per quella che sarebbe stata la circostanza e il significato dell’opera del Messia futuro subendo la maledizione sul legno, dove sarebbe stato appeso perché caricato del peccato del Suo popolo, di tutti quelli che avrebbero esercitato fede nella Sua morte espiatrice, come citato poi da Paolo in Galati 3:13. Anche da Pietro nella sua prima lettera (2:24), oltre la più conosciuta e dolorosa descrizione di Isaia 53, di colui che sarebbe stato caricato delle nostre colpe.

Quindi troviamo tutta una serie di ragioni che davano un significato particolare a questa sintesi ripetuta da Mosè, ma che stava soprattutto preparando un pezzo alla volta l’annuncio, la preparazione della venuta del Messia e del Suo ruolo come Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, nel Suo essere maledetto e appeso al legno in un opera unica di espiazione che mostrava l’Amore di Dio per una creatura altrimenti condannata …

Non so quanti davanti alla croce di Cristo ed al Messia morente, caricato dai peccati del popolo, pensarono quel giorno alle profezie e alla Legge ricordata da Mosè in Deuteronomio 21, ma di certo la realizzazione di questa preparazione annunciata da Dio stava diventando concreta e la Salvezza, pensata e voluta dalla Trinità fin dalle origini, stava diventando un fatto realizzato sotto i loro occhi, perché davvero Gesù, il Figlio speciale di Dio, il Messia, stava dando la vita per il perdono dei peccati di tutti coloro che il Padre Gli avrebbe donato (Giovanni 17)

Grazie, Signore …

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Chiesa Evangelica Isola

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