“… toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà …”
[18] «Se un uomo ha un figlio caparbio e ribelle, che non ubbidisce alla voce di suo padre né di sua madre e che non dà loro retta neppure dopo che l’hanno castigato, [19] suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della sua città, alla porta della località dove abita, [20] e diranno agli anziani della sua città: “Questo nostro figlio è caparbio e ribelle; non vuole ubbidire alla nostra voce, è senza freno e ubriacone”; [21] allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno a morte. Così toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà.”.
Dio dava nella Sua legge molta importanza all’educazione dei figli, cosa che in quella fase Mosè stava ribadendo, cioè prima che il popolo entrasse nella terra promessa …
I genitori erano chiamati ad investire tempo e impegno per insegnare ai loro figli, fin da piccoli, la Legge e usare la storia, il racconto delle grandi cose compiute dal Signore, per indirizzarli nelle Sue vie, perché imparassero da tenera età a temerLo …
Deuteronomio 6 indicava l’attenzione per l’insegnamento della Legge ai figli: “6 Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; 7 li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.”.
Mentre Esodo 10 spiegava la responsabilità che Dio diede a Mosè di creare per le famiglie ebree questo passaggio di valori, storia concreta, eventi, esperienze da raccontare: “2 e perché tu possa raccontare ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli quello che ho operato in Egitto e i segni che ho fatti in mezzo a loro. Così saprete che io sono il SIGNORE.”
Se i genitori osservavano attentamente il loro compito, restava poi il caso particolare del figlio ribelle e ostinato … ma Dio stabilì che in famiglia non ci fossero abusi di potere, che la responsabilità della disciplina estrema sul figlio ribelle non ricadesse sul genitore!
Dobbiamo ricordarci che stiamo meditando un libro il cui contesto è quello del governo diretto di Dio … era il Signore Colui al quale, attraverso la tribù consacrata di sacerdoti e leviti, venivano sottoposti i casi troppo difficili …
Così non c’era possibilità di errore, perché Dio è perfettamente Giusto, proprio perché vede il cuore …
Questo brano apparentemente strano ed ‘esagerato’, in effetti applica dei principi molto importanti: non era concessa un’autorità genitoriale fino alla morte (come capitava negli altri popoli), perciò il genitore nella famiglia patriarcale non aveva diritto di vita e di morte sui figli … Quindi la legge proteggeva i figli da possibili abusi dei genitori …
Inoltre, i casi davvero estremi erano in sostanza equiparati alla giustizia ordinaria: infatti, il figlio ribelle e malvagio, ubriacone, dissoluto, senza freni, incorreggibile e quindi irrecuperabile … andava sottoposto a giudizio davanti al Signore, attraverso le autorità costituite (“anziani alla porta della città”, che era il luogo di incontro e amministrazione, come l’odierno tribunale), sulle quali c’era il diretto controllo di Dio …
Se la loro valutazione confermava la condizione estrema del caso, l’assemblea degli uomini della città (e non i genitori) applicavano la legge e la condanna sul giovane!
Immaginate un popolo, una società in cui Dio stesso interviene e fa sì che ogni delinquente incallito venga eliminato! Immagina che questo avvenga puntualmente e senza alcun errore o abuso personale …
Woow … incredibile!
Eppure, mi viene in mente che Israele arriverà in seguito a dimostrare la propria follia, chiedendo a Dio di avere un re umano come tutti i popoli …
Signore, la Tua giustizia è perfetta, mentre la nostra depravazione è sempre pronta ad agire e prendere il sopravvento …
Aiutaci ad essere genitori attenti e responsabili e poi a lasciare a Te la sorte dei nostri figli … nel bene e nel male … perché Tu vedi il cuore e sei perfetto nella Tua giustizia, a differenza nostra …



