“… non potrà fare primogenito il figlio dell’amata, preferendolo al figlio dell’odiata, che è il primogenito …”
[15] Se un uomo ha due mogli, l’una amata e l’altra odiata, e tanto l’amata quanto l’odiata gli danno dei figli, se il primogenito è figlio dell’odiata, [16] quando egli dividerà tra i suoi figli i beni che possiede, non potrà fare primogenito il figlio dell’amata, preferendolo al figlio dell’odiata, che è il primogenito; [17] ma riconoscerà come primogenito il figlio dell’odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede; poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il diritto di primogenitura.
Questo breve brano ha una particolarità, cioè sembra presentare un approfondimento delle disposizioni di una Legge, ma in realtà non è come tutto il resto, cioè una ripetizione, in quanto non trovo traccia della questione citata in questo brano nel Levitico, né poi nell’Esodo, in tutta la parte dell’esposizione della Legge data da Dio a Mosè a suo tempo.
Mosè stava presentando questi ordini riguardo al matrimonio poligamo, ma sembra uno sviluppo nella Legge, una precisazione non ancora citata … Il caso era quello in cui un uomo aveva più mogli, quantomeno due, ma non lo fa dichiarando l’approvazione di Dio sul matrimonio poligamo, piuttosto parla della tolleranza di Dio in questo aspetto e quindi il Signore interviene per regolare il come il Suo popolo doveva gestirlo.
Va precisato che nella consuetudine applicata col principio della primogenitura, nessun uomo doveva togliere il diritto di primogenitura al primo figlio della moglie che non amava più o non come l’altra preferita … Non doveva fare un abuso di autorità, cioè non poteva attribuire il diritto di primogenitura (con tutto ciò che implicava riguardo alla proprietà, alla conservazione della terra e del territorio) al figlio della moglie amata, alterando così diritto legittimo e il principio consolidato.
Ricordo che il criterio della primogenitura, come diritto di prelazione e eredità su tutta la proprietà che i genitori lasciavano, è antica quanto il mondo, cioè era un diritto creazionale stabilito da Dio e viene perciò molto prima della costituzione dell’antico popolo d’Israele e tutto ciò che ne seguì.
Inoltre ciò che l’Antico Testamento descrive, riguardo alla primogenitura, dimostra che si trattava di un criterio legato in particolare alla conservazione della proprietà e dell’eredità che veniva attribuita al primo figlio, fra quelli generati, ma solo Dio poteva modificare questo ordine, come effettivamente farà in alcuni casi, in particolare nella storia di Israele, infatti il Suo diritto di modifica di quel criterio toccava aspetti che l’essere umano non era in grado di gestire, come il cuore e la fede. Quindi quando Dio ha talvolta modificato questo ordine, come esempio invertendo tra Giacobbe e Esaú, come farà fra i figli di Giuseppe mettendo Efraim prima di Manasse e in alcune altre situazioni … si trattava sempre di un intervento diretto di Dio e non di scelta arbitraria dell’essere umano, visto che non poteva e non può vedere il cuore …
Anche in questo caso, mi rendo conto che la nostra lettura da occidentali deve rispettare la visione mediorientale ed un criterio di attribuzione di eredità come quello della primogenitura assodato ed accettato da tutti a quel tempo e in quell’area del mondo, in quella cultura che altrimenti facciamo fatica a capire …
Capisco infatti che per la nostra cultura sembrerebbe che Dio avesse stabilito un criterio di eredità ingiusto, col quale si toglieva agli altri figli lo stesso diritto, com’è ‘logico’ nel nostro ordinamento.
In realtà una logica c’era, perché era in sostanza l’unico modo per mantenere unite e stabili le proprietà, i territori assegnati da Dio, e come in particolare evidenzierà la storia del popolo d’Israele … non c’era altro modo per mantenere e conservare i territori, quindi le proprietà assegnate, se non attraverso il sistema ereditario della primogenitura.
È evidente che nessuno sceglieva di nascere primo, né si sceglieva di nascere secondo … era quindi un criterio stabilito a prescindere dalle persone e consentiva che il territorio e le eredità non venissero frazionati e quindi dispersi fra i figli e se more più nel corso delle generazioni …
Riporto alcuni testi che mostrano questi principi e l’ansia importanza:
Giacobbe, quando diede la sua benedizione, mise Efraim – secondo genito di suo figlio Giuseppe – prima di Manasse, che era primogenito (Genesi 48).
Mosè doveva andare dal Faraone e Dio gli diede queste parole di minaccia (Esodo 4): “22 Tu dirai al faraone: “Così dice il SIGNORE: ‘Israele è mio figlio, il mio primogenito, 23 e io ti dico: Lascia andare mio figlio, perché mi serva; se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io ucciderò tuo figlio, il tuo primogenito’”.
Esodo 34:19 “Ogni primogenito è mio; mio è ogni primo parto maschio di tutto il tuo bestiame: del bestiame grosso e minuto.”
Numeri 3:12 “Ecco, tra i figli d’Israele io ho preso i Leviti al posto di ogni primogenito che nasce da donna israelita; i Leviti saranno miei …”.
La primogenitura era perciò un criterio creazionale, precedente alla costituzione del popolo di Israele iniziato con i discendenti di Isacco e poi Giacobbe (che era secondogenito di Isacco).
I sentimenti instabili dell’essere umano, che ora amava una moglie, ora l’altra … non dovevano produrre abusi con ripercussioni sui diritti dei primogeniti …
Dio avrebbe tollerato la bigamia, ma non che i pretesi abusi di potere alterassero la terra promessa che Egli dava stabilmente al Suo popolo …
La mia lezione? Dio ha sempre ragione, vede lontano ed ha progetti che non immaginiamo, non ha la vista corta come noi … quando non capiamo, aspettiamo la, non giudichiamo Dio, verrà il tempo in cui magari capiremo …
Quando Dio modifica una regola, le ragioni sono profonde, perché Dio non è soggetto a corpo, parti o passioni umane …
Grazie, Signore … accresci la mia fede in Te …



