“La gestione delle prigioniere di bell’aspetto …” una rivoluzione nella cultura mediorientale del tempo …

[10] «Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e il Signore, il tuo Dio, li avrà messi nelle tue mani e tu avrai fatto dei prigionieri, [11] se vedrai tra i prigionieri una donna bella d’aspetto, se ne sarai attratto e vorrai prendertela per moglie, la condurrai in casa tua; [12] lei si raderà il capo, si taglierà le unghie, [13] si toglierà il vestito che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; poi entrerai da lei e tu sarai suo marito e lei tua moglie. [14] Se poi non ti piace più, la lascerai andare dove vorrà, ma non la potrai in alcun modo vendere per denaro né trattare da schiava, perché l’hai umiliata.

Nel capitolo 20 Mosè aveva affrontato, nella replicazione della Legge, tutta la questione inerente all’impegno militare, a chi arruolare, sottolineando sempre che gli esiti della guerra dipendevano dal Signore e non dal numero dei soldati …

Poi precisó il tipo di conquiste da adottare in tutte le nazioni lontane dalla terra promessa, cioè dovevano offrire prima la pace e solo davanti alla resistenza sarebbero ricorsi all’assedio, alla conquista e all’uccisione dei maschi, salvando donne e bambini, come si usava fare nelle guerre a quel tempo …

Invece, riguardo alle nazioni su cui si riversava il giudizio di Dio per la loro malvagità, per il loro vergognoso comportamento perfino con i loro figli (sacrificati agli idoli), Dio aveva decretato lo sterminio, liberando così il loro territorio che diventava la terra promessa per il Suo popolo.

A questo punto, è interessante studiare questa parentesi riferita alla gestione delle donne di bell’aspetto, prigioniere di guerra … Erano il bottino, insieme ai bambini, al bestiame e ai beni che trovavano nelle città conquistate, quelle che avevano fatto resistenza e che perciò avrebbero assoggettato con azioni di guerra.

La particolarità sta nel fatto che Dio esprime dei principi, incredibili per quel tempo, perché pur mantenendo le abitudini di guerra per la conquista dei territori, il popolo di Dio non doveva comportarsi in modo selvaggio, incontrollato … Intanto doveva offrire prima la pace e conquistare solo le città che non avessero accettato di sottomettersi e diventare tributarie di Israele.

Inoltre, è interessante notare che la dignità della donna restava un valore intoccabile e ineccepibile nella Legge di Dio.

In questo brano Mosè precisa, infatti, che quando capitava che fra le donne che erano bottino di guerra, che in generale andavano rispettate e non certo soggette a quella malvagia follia che di solito finiva negli stupri di massa nello sfogo animale di guerrieri spietati (non doveva essere così in Israele), Mosè comanda che l’eventuale interesse per una donna di bell’aspetto di cui un uomo israelita si fosse invaghito, che desiderasse, non doveva e non poteva comportarsi come un selvaggio e abusarne …

Se c’era un sincero desiderio, doveva sposarla, ma farlo richiedeva un preciso impegno e un trattamento che dimostrasse il completo cambiamento nella vita di quella donna.

Mosè non spiega quanto quella donna fosse libera di scegliere, ma pensando alla sua condizione di prigioniera di guerra probabilmente in quella cultura non era un fatto rilevante … Però resta la dignità della donna da tutelare.

Poteva sposarla, ma doveva esserci quindi un segno netto di cambiamento rispetto al passato, un cambiamento di condizione che andava dimostrato sia nel modo di vestire, che a tutto ciò che ricordava il passato, perfino la capigliatura, rasandosi …

Ho immaginato, tenendo conto delle tante espressioni di raccomandazioni di Dio al Dio popolo riguardo alle donne straniere, che si tratti di un riferimento alla loro religiosità e quindi alla loro provenienza pagana.

Dopo che c’era stato questo passaggio chiaro e netto di chiusura col passato, dopo un mese nel quale la donna aveva il diritto di piangere i suoi genitori ed elaborare il lutto per la loro perdita, poteva sposare l’israelita ed essere trattata a tutti gli effetti come moglie, con le tutele e i diritti di una moglie israelita.

Ma siccome Mosè era un uomo pratico, e soprattutto il Signore che parlava a Mosè conosceva l’animo umano e la corruzione del cuore, stabilì che qualora fosse successo che quella relazione fosse finita, questo non doveva significare che la donna, essendo stata prigioniera di guerra, tornasse alla condizione di prigioniera e che magari il marito la potesse addirittura vendere come schiava o abusarne in qualunque modo …

Invece, doveva liberarla, lasciarle il diritto di libertà senza nessun vincolo, cioè doveva avere la possibilità di andare dove voleva.

È interessante, sembra una forma di divorzio applicata alle prigioniere di guerra, altrimenti trattate all’epoca da schiave “usa e getta” …

Questo sottolinea come Dio insegnasse al Suo popolo il rispetto per la dignità della donna, senza alcuna eccezione.

Se studiamo in lungo e in largo la Legge, le norme, le indicazioni sui comportamenti da avere anche nella guerra nell’antico Israele … non troverete mai alcun riferimento alla violenza incontrollata e gratuita, il disprezzo dello straniero o l’abuso sui prigionieri, mai e senza eccezione.

Diventa più chiaro il perché il popolo di Dio, rispetto alle altre nazioni, era davvero un popolo speciale, non per bravura e superiorità, ma perché era il “popolo della Legge”!

Nessun altro popolo aveva questo rispetto per la dignità umana e per la donna, esisteva a quel tempo solo l’abuso, il diritto alla violenza, il sopruso, la “legge del più forte”, senza alcun limite e controllo.

Imparo ancora una volta, pur non avendo tutte le risposte che vorrei dal punto di vista giuridico in questa sintesi di Mosè, la grandezza della Sua Legge e quanto era e resta stupendo il rispetto di Dio per la dignità umana, anche quando si tratta di prigionieri di guerra e di stranieri!

Dio non consente di perdere il senso della dignità e dell’onore, della pretesa superiorità di razza … mai consente di scadere dall’onore che dobbiamo alla dignità dell’altro …

Voglio tenerlo presente in ogni mio atteggiamento, in ogni tentazione nel cuore, nella quale potrebbe sorgere l’idea folle di superiorità rispetto agli altri!

Il Creatore attribuisce la dignità umana a tutti coloro che ha creato, indipendentemente dalla loro condizione, e noi siamo chiamati a rispettare e onorare questo sacrosanto principio …

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Chiesa Evangelica Isola

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