“Signore, perdona il tuo popolo Israele, che tu hai riscattato, e non rendere responsabile il tuo popolo, Israele, dello spargimento del sangue innocente …”

[1] «Quando nella terra di cui il Signore, il tuo Dio, ti dà il possesso, si troverà un uomo ucciso, disteso in un campo, senza che si sappia chi lo abbia ucciso, [2] i tuoi anziani e i tuoi giudici usciranno e misureranno la distanza fra l’ucciso e le città dei dintorni. [3] Poi gli anziani della città più vicina all’ucciso prenderanno una giovenca, che non abbia ancora lavorato, né portato il giogo; [4] e gli anziani di quella città faranno scendere la giovenca presso un corso d’acqua perenne, in un luogo dove non si lavora, non si semina, e là, nel corso d’acqua, troncheranno il collo alla giovenca. [5] I sacerdoti, figli di Levi, si avvicineranno poiché il Signore, il tuo Dio, li ha scelti per servirlo, per dare la benedizione nel nome del Signore, e la loro parola deve decidere ogni controversia e ogni caso di lesione. [6] Allora tutti gli anziani di quella città che sono i più vicini all’ucciso si laveranno le mani sulla giovenca a cui sarà stato troncato il collo nel corso d’acqua [7] e, prendendo la parola, diranno: “Le nostre mani non hanno sparso questo sangue e i nostri occhi non lo hanno visto spargere. [8] Signore, perdona il tuo popolo Israele, che tu hai riscattato, e non rendere responsabile il tuo popolo, Israele, dello spargimento del sangue innocente”. Così quel sangue sparso sarà loro perdonato. [9] In questo modo toglierai via di mezzo a te la colpa del sangue innocente, perché avrai fatto ciò che è giusto agli occhi del Signore.”.

Davvero interessante questa parte della Legge che Mosè ribadì al popolo prima che entrasse nella terra promessa … Dovevano mettere in conto anche la possibilità che ci sarebbero stati degli omicidi senza flagranza di reato, senza che se ne conoscesse i colpevoli …

È interessante che ciò che Dio stabiliva in questo aspetto della Legge, che aveva previsto per questo tipo di situazioni, affermava alcuni principi …

Il primo era che nel popolo di Dio non esisteva e non doveva esistere l’atteggiamento di irresponsabilità, l’indifferenza, il far finta di niente, il girarsi dall’altra parte per non vedere …

Il secondo principio era quello della logica del ‘calcolo della probabilità’, cioè il provvedimento – in risposta ad una situazione di morte per causa sconosciuta, o di probabile omicidio – andava attribuito alla città più vicina … In pratica, si procedeva al calcolo della distanza fra la vittima e la città più vicina e proprio in quest’ultima andava presa l’iniziativa di compiere un sacrificio di una giovenca, giovane, innocente …

Ancora una volta il sacrificio animale rappresentava, attraverso il sangue innocente, rappresentava la purificazione che rimandava all’opera perfetta e definitiva che il Messia di Dio un giorno avrebbe compiuto con la Sua espiazione del peccato.

Perciò, in Israele non si faceva finta di niente, come troppo spesso avviene nella nostra società … Anzi, si ammetteva il caso, pur senza sapere chi fosse il colpevole, ipotizzando che riguardasse chi appariva il più probabile e richiedendo quindi una dichiarazione solenne di non colpevolezza. Di certo, non si poteva far finta di niente …

Inoltre, Mosè sottolinea in modo molto concreto e preciso, in questo brano sintetico, il ruolo che Dio attribuiva alla tribù di Levi e cioè che coloro che non avevano parte nelle proprietà in Israele, che non avevano un territorio e proprietà, né interessi materiali, erano perciò chiamati ad amministrare la giustizia e a dirimere le cause all’interno del popolo … Quindi sacerdoti e leviti erano incaricati di questo ruolo speciale e sotto il diretto controllo di Dio …

Erano perciò una tribù da rispettare e da sostenere, provvedendo alle loro necessità attraverso le offerte e le decime, per esercitare il loro servizio nel popolo …

Quello che nel testo non è esplicito, eppure appare implicitamente chiaro il contenuto, è il fatto che Dio restava l’ultimo Giudice, il solo che poteva dirimere, chiarire la situazione che nessun umano poteva risolvere …

In altre parole, è vero che gli anziani di quella città erano chiamati a dichiarare di non essere colpevoli di quell’omicidio e di non aver neppure visto che l’avesse fatto … ma è anche vero che questa dichiarazione andava fatta davanti a Dio e quindi capiamo che si incoraggiava al timore di Dio e anche alla presa di coscienza del fatto che al Signore nulla poteva sfuggire! Dio stesso sarebbe intervenuto direttamente per punire, sia la dichiarazione mendace che la colpa dell’omicidio. Pensiamo al peccato nascosto di Acan, ma smascherato dal Signore …

Ecco, questo senso del timore di Dio, del temere il Suo giudizio, di avere un profondo rispetto per il fatto che Egli vede e sente tutto, voglio ricoprirlo e tenerlo ben presente in ogni momento!

Pensare di farla franca, ignorando Dio, la Sua presenza, il Suo giudizio … è tanto sciocco, quanto folle …

Posso riuscire a eludere la giustizia umana, prendere in giro i miei simili, ma non Dio …

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Chiesa Evangelica Isola

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