“… il Signore, il vostro Dio, è colui che marcia con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi …”
[1] «Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli, carri e gente più numerosa di te, non li temere, perché il Signore, il tuo Dio, che ti fece salire dal paese d’Egitto, è con te. [2] Quando sarete sul punto di dar battaglia, il sacerdote si farà avanti, parlerà al popolo [3] e gli dirà: “Ascolta, Israele! Voi state oggi per impegnare battaglia contro i vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate davanti a loro, [4] perché il Signore, il vostro Dio, è colui che marcia con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi”. [5] Poi i responsabili parleranno al popolo e diranno: “C’è qualcuno che ha costruito una casa nuova e non l’ha ancora inaugurata? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e sia un altro a inaugurare la casa. [6] C’è qualcuno che ha piantato una vigna e non ne ha ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e sia un altro a godere il frutto della vigna. [7] C’è qualcuno che si è fidanzato con una donna e non l’ha ancora presa? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e un altro se la prenda”. [8] I responsabili parleranno ancora al popolo e diranno: “C’è qualcuno che ha paura e sente venir meno il cuore? Vada, torni a casa sua, affinché i suoi fratelli non si scoraggino come lui”. [9] Quando i responsabili avranno finito di parlare al popolo, si nomineranno degli ufficiali alla testa del popolo.”.
È interessante che tutta la parte iniziale del brano, riferita al modo in cui Israele nella Terra promessa doveva intraprendere le battaglie, le varie guerre che lo aspettavano, sembrano dare spazio ad una parte importante, bellicosa della loro vita … quindi un popolo che diventava guerriero per conquistare la terra che Dio donava loro …
Leggiamo di inviti al coraggio, alla fiducia in Dio, alla tenacia in battaglia … Così sembra, almeno nella prima parte …
“… vedrai cavalli, carri e gente più numerosa di te, non li temere, perché il Signore, il tuo Dio, che ti fece salire dal paese d’Egitto, è con te.” [1]
Inoltre, cosa era chiamato a dire e ricordare il sacerdote prima della battaglia?
“… state oggi per impegnare battaglia contro i vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate davanti a loro, perché il Signore, il vostro Dio, è colui che marcia con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi”. [4]
L’esito della battaglia era nelle mani di Dio, ma loro erano chiamati ad essere valorosi …
Ma la cosa interessante, andando avanti, è che ci rendiamo conto che la guerra, la battaglia, il combattere, il conquistare … tutte cose che non potevano e non dovevano avere maggiore importanza della vita ordinaria e dignitosa che il Signore concedeva loro! Strano …
Nessuna battaglia, nessuna attività militare, nessun impegno nella conquista doveva quindi venire prima, per importanza, per priorità, della propria famiglia, di una sposa, di doni ricevuti dal Signore in proprietà …
È interessante questo aspetto, cioè il collocare il di più, la battaglia, la conquista … solo dopo quello che Dio ci dà ordinariamente … mi fa riflettere …
“… qualcuno ha costruito una casa nuova e non l’ha ancora inaugurata? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e sia un altro a inaugurare la casa.” [5]
“… qualcuno ha piantato una vigna e non ne ha ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e sia un altro a godere il frutto della vigna.” [6]
“… qualcuno si è fidanzato con una donna e non l’ha ancora presa? Vada, torni a casa sua, perché non muoia in battaglia e un altro se la prenda”. [7]
Perfino chi aveva paura era meglio che restasse a casa … perché non influenzassero gli altri … [8]
Solo dopo tutta questa scrematura fra i potenziali combattenti, si passava a nominare i capi militari, ai vari livelli … [9]
Non è che Dio fosse un inetto, un incapace nelle strategie militari o non capisse che i numeri contano eccome, specialmente a quel tempo, nel quale non c’erano tecnologie e armi di distruzione di massa …
La verità è che un principio costantemente presente nella Rivelazione di Dio al Suo popolo è sempre stato quello che afferma la certezza che nel popolo di Dio l’esito della battaglia non dipendeva e non sarebbe mai dipeso dalla forza umana, dal numero dei soldati, dei cavalli o dei carri!
Invece, dipendeva dalla forza irresistibile di Dio che combatteva per loro!
Perciò la questione era chiedersi quale fosse la relazione con Dio, quale fosse la condizione del popolo, quanto fossero allineati al progetto di Dio, alla Sua volontà … piuttosto che voler fare di testa propria, dovevamo chiedersi quanto fossero consacrati al Signore, piuttosto che vivere nell’idolatria e nella disubbidienza.
Ecco quando le cose seguivano il giusto corso, quando il popolo era nella giusta relazione con Dio, l’esito della battaglia dipendeva da Colui che camminava davanti a loro, che combatteva per loro, che incuteva timore negli altri popoli nonostante Israele fosse, dal punto di vista militare, un popolo debole, insignificante, piccolo …
Il loro coraggio non derivava dai loro numeri, ma dalla fiducia nel Dio onnipotente che li aveva chiamati, preservati, moltiplicati, protetti e che stava ora dando loro la terra che aveva promesso ai loro padri.
Perciò, in queste condizioni, in questo contesto, la vita ordinaria, quella che derivava da una buona relazione con Dio, veniva necessariamente prima dell’impegno militare …
La casa, la famiglia, il matrimonio, i figli, le proprietà … ogni cosa che Dio donava loro doveva essere più importante, perché per la battaglia era Dio che ci pensava, era Lui che faceva la differenza, era Lui che conseguiva la vittoria …
Non a caso Dio aveva ripetuto più volte attraverso Mosè che, nonostante Israele fosse un popolo piccolo, misero, senza particolari risorse e capacità, era però stato scelto sovranamente da Dio …
Non a caso a Gedeone, prima di una importante battaglia che avrebbe deciso le sorti del popolo, Dio fece ‘scremare, ridurre sempre di più le sue truppe e da migliaia diventarono solo trecento!
Era così che Dio spingeva il popolo a credere fermamente che la battaglia dipendeva da Lui e non dai loro numeri … insegnava loro a fidarsi, a credere ed a camminare seguendo il Dio che camminava alla loro testa!
Perciò se la mia vita e la nostra esistenza sono davvero fondate sugli stessi principi, se capiamo che le nostre battaglie è Dio a vincerle per noi … allora i nostri impegni o le nostre risorse, il nostro tempo migliore, devono essere investiti nel curare la nostra relazione con Dio e nel fare la Sua volontà, anziché cercare di cavarcela da soli ed essere abbastanza forti, pensando follemente di riuscire a diventare abbastanza resistenti, abbastanza numerosi, abbastanza capaci, con strategie furbe e intelligenti … anziché investire tutte le nostre risorse, energie, tempo … per curare la nostra relazione con il Signore che è Colui che cammina davanti a noi e vince per noi le nostre battaglie …



