“… farete a lui quello che egli aveva intenzione di fare al suo prossimo …”
[14] «Non sposterai le pietre di confine del tuo prossimo, poste dai tuoi antenati, nell’eredità che avrai nel paese di cui il Signore, il tuo Dio, ti dà il possesso. [15] Un solo testimone non sarà sufficiente per condannare un uomo, qualunque sia il delitto o il peccato che questi ha commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o tre testimoni. [16] Quando un falso testimone si alzerà contro qualcuno per accusarlo di un delitto, [17] i due uomini tra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti al Signore, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in quei giorni. [18] I giudici faranno una diligente inchiesta; se quel testimone risulta un testimone bugiardo, che ha deposto il falso contro il suo prossimo, [19] farete a lui quello che egli aveva intenzione di fare al suo prossimo. Così toglierai via il male di mezzo a te. [20] Gli altri lo udranno, temeranno e non si commetterà più in mezzo a te una simile malvagità. [21] Il tuo occhio non avrà pietà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede.”.
Se si volesse dare un piccolo titolo a questo brano, forse si potrebbe pensare a: “Disposizioni varie …”. Ma credo sia più corretto definirla con: La buona Legge di Dio ribadita in vati ambiti della vita del Suo popolo …
Ecco alcuni principi che ho tratto da questi aspetti della Legge ricordati da Mosè:
I confini sono sacri, vanno rispettati, ancora di più perché si trattava di una terra ricevuta in regalo, senza alcun merito, ma per decisione sovrana di Dio, il solo vero Dio, che li aveva incredibilmente e misteriosamente eletti, moltiplicati, liberati, preservati e introdotti senza diritti in una nuova terra, eppure donandola loro …
Il confine è un limite indiscutibile da rispettare, perché Dio ne è testimone … non qualcosa su cui cercare di dimostrarsi furbi, da forzare, per cercare di espandere i propri averi …
Israele doveva capire, e credo anche noi, che tutto ciò che abbiamo ci è donato e Dio è testimone del nostro agire!
Per la stessa ragione la nostra testimonianza è una cosa seria, perciò la Legge insegnava che non basta una parola, non poteva bastare un singolo per sostenere un’accusa …
Ecco perché l’eventuale falsa testimonianza andava accertata e pesantemente punita … Era ed è inaccettabile che qualcuno possa mentire, dire bugie, quindi dare una falsa testimonianza, senza preoccuparsi che questa danneggi qualcuno … ma soprattutto è assurdo ignorare che Dio è testimone delle nostre parole!
Chi mentirebbe se ‘vedesse’ chiaramente, con gli occhi del proprio cuore, la presenza di Dio che ascolta le nostre parole e, ancora prima, è testimone dei nostri pensieri?! Quanto sarebbe diversa la nostra vita, quanto sarebbe più cristiana, impregnata della presenza di Cristo …
Pensando all’esortazione di Mosè al popolo di coinvolgere i loro riferimenti, le loro autorità costituite … ho dovuto riflettere sul fatto che nel Suo governo, nel modo che ha scelto per costituire, curare e perfezionare il Suo popolo, la Sua chiesa, Dio non sbaglia … Siamo noi che spesso sbagliamo, che siamo mossi da motivazioni sbagliate, che scegliamo anche persone che non onorano Dio, non Lo servono … perciò Mosè richiama ognuno ad assumersi le proprie responsabilità e quindi al rispetto per le autorità costituite …
Quando poi una persona ipocrita veniva smascherata, quando la menzogna veniva alla luce, Dio aveva stabilito una punizione, una pena equa …
Cioè, se una falsa testimonianza – quindi una falsa accusa – produceva dei danni, questi andavano ovviamente ripagati in modo adeguato all’effetto che aveva prodotto …
L’equità nella pena, quindi, non poteva essere una presa in giro …
Perciò ne deduco che la cosiddetta “legge del taglione” non esprime la volontà di un Dio malvagio, o quantomeno crudele … anzi, Si dimostrava l’unico vero Dio, davvero giusto anche nella Sua equità!
Questa equità serviva certamente a proteggere il popolo dalla superficialità nel peccato, proprio perché mostrava concretamente gli effetti nefasti del proprio peccare e dell’essere superficiali, dimostrato dal nostro cerchare attenuanti e tolleranza verso il nostro peccato!
Non poteva esserci deterrente migliore del fare, a chi aveva fatto del male, in lui, nella sua vita, gli stessi effetti, le stesse conseguenze che aveva causato al suo prossimo!
Se la giustizia umana fosse altrettanto giusta, vivremmo in una società ben diversa …
Signore, perdona la mia cecità, la mia superficialità, il mio egoismo … aiutami a guardare con attenzione agli effetti del mio peccato, a prendermi le mie responsabilità …



