“Celebrerai la festa per sette giorni in onore del Signore tuo Dio […] che ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera delle tue mani e ti darai interamente alla gioia …”

[9] «Conterai sette settimane; da quando si metterà la falce nella messe comincerai a contare sette settimane; [10] poi celebrerai la festa delle Settimane in onore del Signore tuo Dio, mediante offerte volontarie che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dal Signore tuo Dio. [11] Ti rallegrerai in presenza del Signore tuo Dio, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita che sarà nelle vostre città, lo straniero, l’orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome. [12] Ti ricorderai che fosti schiavo in Egitto, e osserverai queste leggi e le metterai in pratica. [13] «Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del tuo torchio; [14] ti rallegrerai in questa tua festa, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita, lo straniero, l’orfano e la vedova che abitano nelle tue città. [15] Celebrerai la festa per sette giorni in onore del Signore tuo Dio, nel luogo che il Signore avrà scelto; poiché il Signore, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera delle tue mani e ti darai interamente alla gioia.”.

Un’altra ricorrenza comandata dal Signore era la celebrazione della festa delle settimane … (9)

Sette settimane dall’inizio della mietitura, per poi celebrare quella festa “… in onore del Signore tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dal Signore tuo Dio.”! (10)

La celebrazione consisteva nel presentare al Signore, quindi al sacerdote, delle offerte volontarie … Non era una tassa, una percentuale, ma un offrire a Dio ciò che in sostanza era comunque Suo, ma a dimostrazione che si aveva questa coscienza del fatto che fossero doni di Dio e che tornavano a Dio! Infatti il popolo era incoraggiato a farlo secondo le proprie possibilità quindi, e giustamente, non uguale per tutti … ma “nella misura delle benedizioni ricevute …”!

Mi ricorda quel fratello che, negli anni ’70, da uomo d’affari decise di ri-dare al Signore, quindi per la Sua opera, il 90% delle sue entrate e non più il 10% … il risultato, inimmaginabile prima, fu che i suoi affari si incrementarono in modo incredibile …

L’obiettivo della celebrazione era rallegrarsi, gioire, essere grato: “… in presenza del Signore tuo Dio …”! (11) Ma erano chiamati a farlo proprio tutti, tutta la famiglia, i servi, i leviti, le vedove, gli stranieri fra voi … tutti!

Per trovare le giuste motivazioni nel celebrare e per accogliere con gioia l’osservanza di queste leggi, bastava ricordare da quale terribile condizione Dio li aveva liberati! (12)

Lo stesso valeva per la festa delle capanne, fondata sullo stesso ricordo … Sette giorni di celebrazione costruendo una capanna per ricordare il tempo della precarietà nei 40 anni nel deserto e si celebrava una volta che avevano finito il raccolto dei frutti della terra … Serviva anche per ricordare che la benedizione dell’opera delle nostre mani viene da Dio, non dalla nostra bravura e dal nostro impegno!

“Celebrerai la festa per sette giorni in onore del Signore tuo Dio, nel luogo che il Signore avrà scelto; poiché il Signore, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera delle tue mani, e ti darai interamente alla gioia.”!

Nonostante la resistenza del nostro cuore avido e orgoglioso, resta il fatto che la Fonte della vita, ma anche della sopravvivenza e dell’abbondanza, è in Dio … il solo vero Dio … perciò che Egli ci protegga dall’essere avidi, avari e invece ri-darGli ciò che è già Suo, anzi che possiamo riconoscere anche nel poter dare per la Sua opera un privilegio in cui ci coinvolge e che ripaga con le Sue abbondanti benedizioni!

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Chiesa Evangelica Isola

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