“Ognuno darà quel che potrà, secondo le benedizioni che il Signore, il tuo Dio, ti avrà elargite …”
[16] Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che questi avrà scelto: nella festa dei Pani azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne; e nessuno si presenterà davanti al Signore a mani vuote. [17] Ognuno darà quel che potrà, secondo le benedizioni che il Signore, il tuo Dio, ti avrà elargite.
Questo brano, apparentemente insignificante, senza particolare importanza o almeno non percepibile ad una lettura superficiale … in realtà innesca in me tutta una serie di pensieri …
Il primo riguarda il ruolo dei maschi, cioè ho riflettuto sulle conseguenze della maledizione dell’Eden sull’uomo di casa, sul maschio che era condannato ad assumersi la responsabilità del sostentamento e della guida della famiglia …
Dico condannato perché in generale come maschi non amiamo questa, responsabilità che Dio ha messo sulle nostre spalle … si tende a non essere adeguati ad un tale impegno o a delegarlo alla moglie o ad altri … comunque rendiamo a sfuggire alle nostre responsabilità …
Nelle nostre riflessioni sulla maledizione dell’Eden magari più spesso ci soffermiamo a ragionare sulla sentenza che cadde sulla donna, quindi la sua sottomissione, la sua dipendenza dal marito come capofamiglia … e sottolineiamo questi aspetti questa difficoltà …
Anche la donna non ama essere sottomessa, non è nella sua indole … ma trascuriamo e forse dimentichiamo che neppure la maledizione dell’uomo fu una cosa bella e positiva, perché era proprio in contrato con la tendenza naturale del maschio, della sua indole a non assumersi responsabilità …
Dio con la Sua Legge raddrizza, aggiusta, riabilita i ruoli, li ridefinisce alla luce della Sua misericordia, perché il suo popolo fosse speciale, diverso da tutti gli altri popoli grazie proprio alla Sua Legge, alla Sua cura, al Suo dominio, al Suo regnare direttamente su di essi attraverso la Sua Legge …
La seconda è che dovevano farlo tre volte l’anno, quindi con cadenze regolari e, con tutte le implicazioni che vengono precisate nei brani precedenti, significava ricordarsi regolarmente dell’opera di Dio, ricordarsi delle Sue azioni compiute, dei Suoi comandamenti, della Sua fedeltà … tutto per incoraggiare la fede propria e altrui …
Un altro aspetto che rilevo è quello che dovevano fare uno sforzo, muoversi, viaggiare per andare al tabernacolo a comunque al luogo scelto da Dio per Sua dimora in quel periodo e dovevano farlo portando qualcosa … ho pensato che significava assumersi in modo evidente e visibile la responsabilità del sostentamento dell’opera del Signore!
I quel caso significava per esempio provvedere per i bisogni dei leviti e dei sacerdoti …
Ovviamente, non era uguale per tutti l’offerta, ma l’equità vissuta nel popolo di Dio significava donare e fare secondo le proprie possibilità, quindi in modo consono, misurato alla propria effettiva condizione …
Questo dimostrava un collegamento diretto fra la benedizione di Dio e la capacità di donare, ma anche un rispetto per le differenti capacità e possibilità … quindi non si scadeva mai nella pretesa di offerte tutte uguali per chiunque, ma fatte su base volontaria e misurate con cuore onesto, cioè scegliendo quanto donare in base a quello che uno era in grado di fare e di dare…
L’ultimo aspetto che mi colpisce è il fatto che Dio non tollerava minimamente che qualcuno nel popolo potesse avere una posizione passiva, di apatia, di irresponsabilità, di astensione, di non partecipazione, un tenersi da parte, di non voler essere parte integrante nel sistema sociale, economico e spirituale del popolo, quindi nell’impegno, nel lavoro, nel provvedere tutti insieme al bene della comunità …
Perciò nella comunità / popolo ognuno era chiamato a partecipare, a cominciare proprio dai maschi …
Bella e importante lezione per noi e per me …



