“…”

[10] Voi dunque passerete il Giordano e abiterete il paese che il Signore, il vostro Dio, vi dà in eredità; avrete pace da tutti i vostri nemici che vi circondano e vivrete nella sicurezza. [11] Allora porterete al luogo che il Signore, il vostro Dio, avrà scelto per dimora del suo nome, tutto quello che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, e tutte le offerte scelte che avrete consacrato per voto al Signore. [12] Vi rallegrerete davanti al Signore vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che abiterà nelle vostre città; poiché egli non ha né parte né proprietà tra di voi. [13] Allora ti guarderai bene dall’offrire i tuoi olocausti in un luogo qualsiasi; [14] ma offrirai i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà scelto in una delle tue tribù; là farai tutto quello che ti comando. [15] Però potrai a tuo piacimento scannare animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che il Signore ti avrà elargita; tanto colui che sarà impuro come colui che sarà puro ne potranno mangiare, come si fa della carne di gazzella e di cervo, [16] ma non ne mangerete il sangue; lo spargerai per terra come acqua. [17] Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti dei tuoi armenti e delle tue greggi, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte volontarie, né quel che le tue mani avranno prelevato; [18] mangerai queste cose davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva e il Levita che abita nelle tue città; e ti rallegrerai, davanti al Signore Dio tuo, di ogni cosa a cui avrai messo mano. [19] Guàrdati bene, tutto il tempo che vivrai nel tuo paese, dal trascurare il Levita.”.

Ora che state per passare il Giordano e ricevere da Dio la terra che ha promesso ai vostri avi (Abraamo, Isacco e Giacobbe) … vi ricordo cose importanti e soprattutto che, se avrete pace, se neppure dovrete combattere, se nazioni più grandi e più potenti di voi saranno spaventate e poi distrutte, se vi lasceranno la terra che abitano … è perché Dio, il Signore, combatte per voi! Solo questo vi permetterà di vivere in sicurezza … (10)

Quando finalmente vi sarete stabiliti nel territorio assegnatovi dal Signore, porterete come offerta a Dio tutto ciò che Egli ha stabilito nella Sua Legge: olocausti, sacrifici, decime, le offerte consacrate per voto al Signore.”. (11)

Tutto questo non con un cuore pesante, quasi che Dio ti stia derubando, anzi:

“Vi rallegrerete davanti al Signore vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che abiterà nelle vostre città; poiché egli non ha né parte né proprietà tra di voi.”!

Il ridare a Dio ciò che ha prescritto, cioè la prima parte di tutto ciò che hai, secondo il principio della decima, sarà un motivo di gioia perché ti ricorderà che nulla ti appartiene, ma tutto hai ricevuto e continui a ricevere da Dio!

Guardando ‘fra le righe’ delle prescrizioni sulle offerte scopriamo che il culto era parte del sistema con cui Dio si prendeva cura del Suo popolo … intanto, moralmente, perché lo proteggeva dall’avidità, ma poi i sacrifici degli animali e i metodi prescritti servivano a proteggere la loro salute (eliminando il sangue, bruciando il grasso e le interiora), poi incoraggiandoli a prendersi del tempo, andando al luogo di culto, passando il tempo dell’adorazione a Dio insieme, perciò vivere il culto a Dio in modo comunitario, anche nel consumare i pasti, rafforzando i legami e occupandosi delle necessità di coloro che li servivano (i leviti e sacerdoti) … (13-14)

Non significava che si poteva perciò mangiare carne solo nel luogo di culto, ma le regole, il modo di gestire la macellazione e la cottura, gli scarti, l’eliminazione del sangue, tutto doveva corrispondere alle prescrizioni di Dio … Inoltre, tutto doveva essere condiviso, senza lasciare indietro nessuno, senza esclusioni, occupandosi anche di chi era temporaneamente impuro e si teneva da parte nel popolo … (15-17)

Mosè lo ribadisce ancora: lo scopo del culto era in fondo un altro modo col quale Dio proteggeva il Suo popolo: ti prenderai del tempo con la tua famiglia, con i tuoi servi e anche con coloro che si occupano del culto e del servizio a Dio … (18)

“… ti rallegrerai, davanti al Signore Dio tuo, di ogni cosa a cui avrai messo mano.”!

La gioia nel ricevere, imparando la gratitudine, dimostrandola con la gioia nelle offerte, condividendola con gli altri, prendendosi il tempo per il culto, per adorare Dio, imparando a gioire e godere in tutto quello che facevano …

Dio si dimostra davvero grande e amorevole!

L’ultima nota in questo brano serve a Mosè per ribadire il rispetto e la cura per coloro che ci servono (nel loro caso il levita) … anche questo era un modo per dimostrare gratitudine e onorare il sommo Donatore! (19)

Grazie Signore per questi principi e queste lezioni su come amministrare ciò che ci doni … guardaci dall’avidità e dall’egoismo , aiutaci a guardare a Te che ci doni ogni cosa, a cominciare dalla vita!

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Chiesa Evangelica Isola

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