“… il Signore è la sua eredità, come gli ha detto il Signore, il tuo Dio.”
[1] «In quel tempo il Signore mi disse: “Taglia due tavole di pietra come le prime e sali da me sul monte; fatti anche un’arca di legno. [2] Io scriverò su quelle tavole le parole che erano sulle prime che hai spezzate, e tu le metterai nell’arca”. [3] Io feci allora un’arca di legno d’acacia, e tagliai due tavole di pietra come le prime; poi salii sul monte, tenendo le due tavole in mano. [4] Il Signore scrisse su quelle due tavole ciò che era stato scritto la prima volta, cioè i dieci comandamenti che il Signore aveva pronunciato per voi sul monte, parlando dal fuoco, il giorno dell’assemblea. E il Signore me le diede. [5] Allora mi voltai e scesi dal monte; misi le tavole nell’arca che avevo fatta, e sono lì, come il Signore mi aveva ordinato. [6] I figli d’Israele partirono da Beerot-Benè-Iaacan per Mosera. Là Aaronne morì e fu sepolto; ed Eleazar, suo figlio, divenne sacerdote al suo posto. [7] Di là partirono per Gudgoda, e da Gudgoda per Iotbata, paese di corsi d’acqua. [8] In quel tempo il Signore separò la tribù di Levi per portare l’arca del patto del Signore, per stare davanti al Signore, per servirlo e per dare la benedizione nel nome di lui, come ha fatto fino a questo giorno. [9] Perciò Levi non ha parte né eredità con i suoi fratelli; il Signore è la sua eredità, come gli ha detto il Signore, il tuo Dio.”.
Continuano i ricordi raccontati da Mosè alla nuova generazione d’Israele, quella che stava preparando per entrare nella terra promessa …
Aveva ricordato la distruzione delle prime tavole di pietra e della frantumazione del vitello d’oro, risultato dell’idolatria a cui si erano abbandonati durante la permanenza di Mosè sul monte …
Da quell’episodio era passato del tempo, non sappiamo quanto, quando Dio – che aveva ascoltato la preghiera di Mosè che Lo supplicò di non distruggere il popolo, come avrebbe meritato – chiamò il Suo servo a preparare due nuove tavole di pietra e costruire un’arca di legno e quindi tornare sul monte … (1)
Dio era pronto a ri-scrivere daccapo le parole della Sua Legge per il popolo … (2)
Mosè ubbidì e fece “… un’arca di legno d’acacia e tagliai due tavole di pietra come le prime”!
Tornato sul monte, il Signore ripeté sulle sue tavole i Suoi “dieci comandamenti”, quelli pronunciati di mezzo al fuoco durante la prima assemblea … (3-4) e dopo averle scritte le diede a Mosè …
Mosè tornò dal popolo, collocò le tavole nell’arca e lì rimasero, secondo gli ordini del Signore … (5)
Raggiunta la località di Misera, Aaronne morì e fu sepolto. Suo figlio Eleazar divenne sacerdote al suo posto. (6)
In realtà, si tratta di una sintesi di Mosè sulla morte di Aaronne riportata in Esodo 33:37, dove è precisato che avvenne all’età di 123 anni sul monte Or.
Proseguirono a tappe fino a Iotbata “paese di corsi d’acqua” (7) … Così davanti ai loro occhi cominciarono ad avversarsi le promesse di Dio sulla terra rigogliosa che avrebbero ricevuto … Quelle parole, dette a gente sopravvissuta a 40 anni nel deserto, doveva avere un ‘sapore’ speciale …
Dopo la consegna delle tavole della Legge, Mosè ricordò che quello era stato anche il tempo in cui Dio aveva consacrato al sacerdozio la tribù di Levi, uno dei figli di Giacobbe, la tribù di Aaronne. Consacrata quindi al servizio sacro davanti al Signore (la gestione del culto a Dio) e al trasporto dell’Arca della Legge, continuando il viaggio di conquista della terra promessa … (![]()
Così Mosè ricordò e spiegò a quella nuova generazione il perché, man mano che sarebbero state consegnate porzioni di territorio alle varie tribù, come promesso dal Signore, non sarebbe però successo per la tribù di Levi, l’unica consacrata al sacerdozio e al servizio sacro … “Perciò Levi non ha parte né eredità con i suoi fratelli; il Signore è la sua eredità, come gli ha detto il Signore, il tuo Dio.”! (9)
Il popolo imparava così a farsi carico, a rispettare ed a sostenere quella tribù, perché fosse assicurato in Israele il servizio del culto, senza preoccupazione, da parte di coloro che vi erano addetti, ad avere e gestire una proprietà, terra e beni da curare … perché Dio Si sarebbe curato di loro attraverso il popolo …
Mi ha fatto riflettere su quanto ci rendiamo conto, quanto ci facciamo carico di tutto ciò che riguarda il culto a Dio, il servizio che c’è dietro e che viene svolto, i costi in termini di impegno e di risorse per il culto (predicazione, canto, musica, pulizie, letteratura, cura dei locali, tutto) … in modo che non lo diamo per scontato, anzi perché diventi ragione di gratitudine al Signore e verso chi si impegna in tutto ciò!
Grazie, Signore, per i cuori che tocchi e consacri al Tuo servizio, perché possiamo adorarti e renderti un culto sincero e che ti onori …



