“… cosa chiede da te il Signore, il tuo Dio, se non che tu tema il Signore, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu lo ami e serva il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua?”

“[10] Io rimasi sul monte, come la prima volta, quaranta giorni e quaranta notti; e il Signore mi esaudì anche questa volta: il Signore non volle distruggerti. [11] Il Signore mi disse: “Àlzati, mettiti in cammino alla testa del popolo, perché entrino nel paese che giurai ai loro padri di dare loro e ne prendano possesso”. [12] «E ora, Israele, che cosa chiede da te il Signore, il tuo Dio, se non che tu tema il Signore, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu lo ami e serva il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua, [13] che tu osservi per il tuo bene i comandamenti del Signore e le sue leggi che oggi ti do? [14] Ecco, al Signore tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto ciò che essa contiene; [15] ma soltanto ai tuoi padri il Signore si affezionò e li amò; poi, dopo di loro, fra tutti i popoli scelse la loro discendenza, cioè voi, come oggi si vede. [16] Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurite più il vostro collo; [17] poiché il Signore, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, [18] che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito. [19] Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. [20] Temi il Signore, il tuo Dio, servilo, tieniti stretto a lui e giura nel suo nome. [21] Egli è l’oggetto delle tue lodi, è il tuo Dio, che ha fatto per te queste cose grandi e tremende che gli occhi tuoi hanno viste. [22] I tuoi padri scesero in Egitto; erano settanta persone e ora il Signore, il tuo Dio, ha fatto di te una moltitudine simile alle stelle del cielo.”.

Tornando al ricordo di 40 anni prima, Mosè ribadisce che dopo tutto quello che era successo Dio aveva avuto il proposito di distruggere il popolo e di trarre dal solo Mosè, rimasto fedele, una nuova nazione … ma quest’uomo di Dio, che amava il Signore con tutto il cuore con tutto se stesso, con tutte le sue forze, amava anche il popolo a capo del quale il Dio sovrano, il Re dei re, il Creatore lo aveva messo per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto… Mosè, davanti alla giusta ira del Signore si era prostrato, non con arroganza o pretese, ma con supplica e disperazione … aveva digiunato per 40 giorni e 40 notti, pregando Dio di usare misericordia al popolo, non perché ci fosse qualcosa di buono in loro, ma per amore di Dio stesso, per amore del Suo patto, per fedeltà alle promesse fatte ai patriarchi, perché la testimonianza del Suo popolo non fosse svergognata davanti alle nazioni pagane, perché l’onore di Dio fosse tutelato prima e più di qualunque altra cosa!

Dopo questa preghiera e digiuno, questa prostrazione di Mosè, Dio decise di esaudirlo e di risparmiare il popolo, ascoltando la giusta preghiera di un uomo che Lo temeva davvero …

Perciò Mosè ricordò al popolo che più che mai stava godendo della Misericordia di Dio … (10)

Così, rivolgendosi ora alla nuova generazione, spiegò che nella volontà di Dio era giunto il momento di mettersi in marcia ed entrare nella Terra promessa, per prendere possesso di quel territorio donato loro da Dio, cambiando radicalmente atteggiamento in confronto a quello dei loro padri periti nel deserto … (11)

Cosa chiedeva Dio in cambio al popolo, cosa mai potevano donare per ricambiare il favore e la Misericordia di Dio? Proprio nulla!

Così Mosè presentò al popolo l’unica condizione, la stessa che accompagnava fin dall’inizio le promesse, cioè il loro impegno a temere Dio e a vivere fedelmente il patto che Egli concedeva loro, un patto nel quale avevano solo da guadagnare! (12)

Temi il Signore, il tuo Dio … cammina in tutte le Sue vie … Ama e servi il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua … Osserva per il tuo bene i comandamenti del Signore e le Sue leggi che oggi ti do … (13)

Chi è Dio, Colui che ti incoraggio a riconoscere, amare e servire?

“… al Signore tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto ciò che essa contiene …” (14)

Ma perché Dio lo fa? Perché ama un popolo così immeritevole? Perché anziché distruggere quella gente ribelle li ha amato così tanto?

L’amore non si spiega …

“ … soltanto ai tuoi padri il Signore si affezionò e li amò; poi, dopo di loro, fra tutti i popoli scelse la loro discendenza, cioè voi, come oggi si vede.”! (15)

In che modo Mosè esortò a reagire a un tale Amore concreto ed inspiegabile di Dio?

Quello che segue è una sorta di meraviglioso manifesto, una sintesi delle ragioni con le quali Mosè esortò la nuova generazione davanti alla ‘porta’ della terra promessa:

“Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurite più il vostro collo; poiché il Signore, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. Temi il Signore, il tuo Dio, servilo, tieniti stretto a lui e giura [solo] nel suo nome. Egli è l’oggetto delle tue lodi, è il tuo Dio, che ha fatto per te queste cose grandi e tremende che gli occhi tuoi hanno viste.”! (16-21)

Circoncidete il vostro cuore, consacratelo a Dio!

Fatelo ricordandovi costantemente Chi è il Signore nel quale vi esorto a riporre la vostra fede …

Il Dio al di sopra di tutti gli dèi che la fantasia umana abbia pensato …

Il Signore di tutti i signori, i potenti, i nobili, al di sopra di tutti i più grandi uomini che mai possiate immaginare …

Il solo vero Dio, il cui agire è coerente e perfetto: Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito.

Anche voi, perciò: Amate lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto!

Può esserci spazio nel cuore di chi teme di una qualunque traccia di superiorità di sentirsi migliori o addirittura di lasciarsi andare a qualche forma di discriminazione e razzismo? Assolutamente no, è radicalmente incompatibile con la fede in Dio!

Ricordati: “Temi il Signore, il tuo Dio, servilo, tieniti stretto a lui e giura [solo] nel suo nome. Egli è l’oggetto delle tue lodi, è il tuo Dio, che ha fatto per te queste cose grandi e tremende che gli occhi tuoi hanno viste …”!

Questa esortazione Mosè la concluse con un flash, un richiamo alla memoria per mostrare loro il progresso che c’era stato nel popolo, anche numericamente … Tutto perché Dio aveva usato loro misericordia, anziché distruggerli come avrebbero meritato!

Scesero in Egitto i tuoi padri che erano in 70, ma erano ora il popolo che Mosè accompagnò nel deserto, dopo aver attraversato il Mar Rosso sull’asciutto, circa settecentomila! Non sta forse mantenendo il Signore la promessa fatta ad Abraamo, rendendoti una “moltitudine simile alle stelle del cielo”?

Ricordiamoci sempre chi è Dio davvero, cos’ha fatto e cosa ci chiede!

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Chiesa Evangelica Isola

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