“Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare …”
[1] «Quando il Signore, il tuo Dio, ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso, e avrai scacciato molti popoli: gli Ittiti, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, sette popoli più grandi e più potenti di te; [2] quando il Signore, il tuo Dio, li avrà dati in tuo potere e tu li avrai sconfitti, tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia. [3] Non t’imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, [4] perché distoglierebbero da me i tuoi figli che servirebbero dèi stranieri e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi. Egli ben presto vi distruggerebbe. [5] Invece farete loro così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro statue, abbatterete i loro idoli di Astarte e darete alle fiamme le loro immagini scolpite. [6] Infatti tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. [7] Il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, [8] ma perché il Signore vi ama: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha liberati dalla casa di schiavitù, dalla mano del faraone, re d’Egitto, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri.”.
Leggendo questo brano, mi rendo conto che esso apre davanti a noi una questione davvero fondamentale nella lettura e studio della Bibbia, in questo caso riguardo all’agire di Dio descritto nell’Antico Testamento …
Mosè solleva un vespaio (o forse no), se leggiamo con occhio critico la questione dello sterminio dei popoli pagani in Canaan per far posto a Israele …
La questione nasce dalla nostra considerazione di Dio e tutta la lettura biblica e storica ne è profondamente influenzata …
Dio fa un patto con Abramo, Isacco e Giacobbe … Dio decide di costituire un popolo … Dio decide di farlo dandogli origine da un pagano qualsiasi … Dio decide i tempi e i modi … Dio Si rivela attraverso la Sua parola data a degli uomini e lo fa senza nascondere i fallimenti umani nelle storie raccontate, quindi non presentando persone perfette … Anzi, è evidente che dalla caduta del peccato in poi è stato tutto un disastro …
Dio dimostra che, ciò nonostante, avendo lasciato il libero arbitrio ad Adamo ed Eva che portò al disastro dell’umanità, aveva un piano di redenzione … Esso si svolge sulla base della fede già dal dai tempi di Abramo, non sulla base del merito o della bravura di alcuno, non essendoci persone umane all’altezza di meritare l’attenzione e il favore di Dio …
Dio decide che il Suo popolo costituito a suo tempo, essendo ancora a livello di clan familiare con i 12 figli di Giacobbe, tra l’altro scelto sovranamente e inspiegabilmente al posto di Esaú, primogenito di Isacco, doveva sopravvivere alla carestia e per salvarli prepara la strada attraverso il ‘presuntuoso’ Giuseppe, con le sue ingiustizie subite nella vita, dimostrando la Sua sovranità attraverso le riuscite di quest’uomo quando si è dimostrato fedele, fino a diventare viceré d’Egitto …
Così Dio ha realizzato la tutela e la sopravvivenza dei Suoi e la moltiplicazione del popolo con un metodo singolare, cioè attraverso la schiavitù, perché così li ha protetti in una nazione ormai diventata avversa, ma nella quale Dio li tutelava …
Dio decide il tempo della liberazione … Dio chiama un discendente del popolo, cresciuto alla corte di faraone come il liberatore, come guida, un balbuziente … Dio realizza miracolosamente la loro liberazione, perfino facendo in modo che ricevano le ricchezze dagli egiziani, felici nella disperazione della loro uscita dalla nazione …
Dio punisce la loro incredulità dopo averli miracolosamente affrancati dalla schiavitù … un’intera generazione deve subire l’estinzione in quarant’anni nel deserto, eppure è sempre Dio che provvede alla loro sussistenza altrimenti impossibile nel deserto, perfino con cibo miracoloso che cade dal cielo regolarmente …
Ed è ancora Dio che li sta preparando ad entrare nella terra promessa.
A questo punto, nel nostro testo, è ancora Dio che decide lo sterminio delle nazioni, in quel territorio che aveva deciso di dare al suo popolo … ma Dio precisa in questo brano che questo dono che ricevevano della terra non aveva nulla a che fare con loro qualità o meriti, con le loro capacità o caratteristiche, nulla di tutto ciò … si trattava esclusivamente di un atto sovrano della volontà incomprensibile di Dio.
Allora la questione resta: qual è la mia visione di Dio? Forse insisto nel voler spiegare e capire, nel voler descrivere Dio con caratteristiche umane, con categorie tipiche della creatura pur essendo il Creatore? Posso mescolare le mie considerazioni umane con le caratteristiche divine incomprensibili senza finire nella confusione?
Come posso pensare di ragionare su Dio come se fosse un uomo e capire il senso del Suo diritto divino di sterminio nei confronti di nazioni pagane che vivevano la loro ribellione, il loro peccato, la loro malvagità, i sacrifici dei loro figli ai loro dèi, la loro violenza, il sopruso, la legge del più forte … come posso capire e accettare che Dio, proprio in quanto Dio, possa decidere il loro sterminio e allo stesso tempo dare ad una nazione immeritevole il loro territorio?
Credo sia proprio riconoscendo a Dio la Sua posizione divina, ammettendo la Sua assoluta sovranità, ragionando pur con i miei limiti sulla Sua deità e sul Suo diritto sovrano assoluto di fare ciò che vuole, che devo stare attento a non ‘sporcare’ la visione che ho di Lui tentando di umanizzarLo, abbassandoLo al ruolo di creatura, tentando così di categorizzarLo come se fosse un miserabile e limitato essere umano.
È evidente che nessun uomo può fare quello che Dio ha fatto … Dio può decidere di togliere una nazione, un popolo e metterne un altro al suo posto … ma questo è un diritto divino, non dei potenti della terra!
Non si tratta di prepotenza o della legge del più forte, ma è la Legge di Colui che è al di sopra, è tutt’altro e le cui vie Paolo in Romani 11:33 descrive come impossibili da capire per noi! Sì, troppo meravigliose perché io possa conoscerle!
Si tratta del solo vero Dio che non fa le cose per capriccio o per favoritismo, ma che realizza la Sua gloria, il Suo piano e la Sua volontà in maniera perfettamente giusta, ben oltre la mia capacità di immaginazione …
Ecco, questo Israele doveva capirlo bene andando a prendere possesso di quella terra, che riceveva in regalo, ed era la ragione per la quale nessuna mescolanza di popoli, nessun sincretismo poteva essere accettato da Dio nei confronti di quelle nazioni … Perciò come popolo di Dio dovevano mantenersi sottomessi alla Legge di Dio, puri dalla loro idolatria, per sopravvivere … altrimenti avrebbero fatto la stessa fine!
Ecco, questo è ciò che credo solleciti questo brano e ne deriva la mia convinzione e il mio proposito di sottomettermi ancora e di più alla Parola di Dio, per riconoscere a Lui e a nessuno altro il diritto sovrano su ogni creatura, restando perfettamente Giusto, esercitando il diritto esclusivo come Creatore di essere adorato dalle Sue creature e anche di esercitare il Suo giusto giudizio su tutti coloro che si ostinano a rifiutare la Sua divinità, pretendendo di essere dèi di loro stessi e di autodeterminarsi, pur essendo semplicemente delle creature del solo vero Dio che ci ha creati per la Sua sola gloria …



