“Il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi e di temere il Signore, il nostro Dio, affinché venisse a noi del bene sempre …”
[20] Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: “Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che il Signore, il nostro Dio, vi ha date?”, [21] tu risponderai a tuo figlio: “Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. [22] Il Signore operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi contro l’Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa, [23] e ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. [24] Il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi e di temere il Signore, il nostro Dio, affinché venisse a noi del bene sempre ed egli ci conservasse in vita, come ha fatto finora. [25] Questa sarà la nostra giustizia: l’aver cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti davanti al Signore nostro Dio, come egli ci ha ordinato”.
Questo brano credo sia uno dei testi chiave, nel senso che spiega le ragioni della Legge da al popolo da Dio, ma lo fa in un modo molto particolare, cioè dando indicazioni su come trasmettere la propria testimonianza – su Dio e sulla Sua opera – in ambito familiare, cioè indica come spiegare ai propri figli e nipoti la grandezza e l’agire dell’unico vero Dio, osservata dai testimoni oculari, quindi da coloro di cui dovremmo fidarci di più in assoluto e cioè i nostri genitori, zii, nonni!
È un testo particolare, anche perché rappresenta una sintesi molto bella e chiara di come poter riassumere l’insegnamento e trasmetterlo in modo efficace … Quindi credo ci siano importanti lezioni per me e, se vuoi, per te … (20)
Quando un giorno tuo figlio ti chiederà come mai facciamo tutte queste cose, perché svolgiamo questi rituali, perché preghiamo, perché cantiamo, perché ci prendiamo un giorno libero ogni settimana, perché non reagiamo e ci vendichiamo verso gli altri come fanno i pagani, perché non abbiamo idoli nelle nostre case, perché i maschi vengono circoncisi l’ottavo giorno dalla nascita, perché ogni sera ci riuniamo come famiglia per riflettere sulle grandi cose che Dio ha fatto per noi, come mai quando ci sono dei problemi e dei disaccordi e non riusciamo a trovare una soluzione andiamo a parlarne con il sacerdote, come mai quando veniamo colpiti dalla malattia facciamo determinati rituali e chiediamo al sacerdote di definire la nostra guarigione o quali sacrifici fare, come mai chiamiamo in causa Dio per ogni cosa troppo complicata per noi, come mai ringraziamo per quello che riceviamo, perché non vogliamo legarci in matrimonio con persone che non credono come noi nel solo vero Dio e non vivono una vita guidata da Lui …
Ebbene, quando tuo figlio o tuo nipote ti chiederà perché … prenditi il tempo necessario per rispondere e fallo con chiarezza!
L’argomentazione della testimonianza da rendere alla nuova generazione partiva dalla liberazione dalla schiavitù in Egitto, che non era certo da attribuire a un uomo, pur trattandosi si Mosè , ma all’opera diretta di Dio … (21-22)
I prodigi, i miracoli, le grandi cose viste accadere a Faraone e all’Egitto erano compiute da Dio, per mantenere le promesse di Dio fatte ai padri … (23)
Inoltre, la ragione per la quale Dio aveva dato la sua Legge andava spiegata in maniera molto chiara, precisando che non si trattava dell’esecuzione di ordini di un Dio capriccioso, ma del desiderio e la scelta di temere il Signore, di mettere in pratica la Sua Legge … e questo serviva a produrre il bene del popolo, oltre che a conservarli in vita, come Dio aveva fatto fino a quel momento!
Perciò davanti a tutti i popoli, ma anche davanti alla nuova generazione, il loro racconto il resoconto che facevano era una dichiarazione di fede, perché riconoscevano chi era l’Autore di ogni cosa e quindi a chi andava indirizzata la propria gratitudine e la propria fede, di quale giustizia si stava parlando, cioè quella di Dio, quella che andava messa in atto con cura osservando i Suoi comandamenti, sottomettendosi alle Sue regole … Tutto questo avendo memoria chiara di quali effetti benefici producevano nelle loro vite l’osservazione della Sua Legge e l’adorazione del solo vero Dio!
Mosè quindi stava spiegando che si trattava del lavoro più importante in assoluto nella vita del popolo, cioè quello della formazione delle nuove generazioni, indirizzandole alla fede nel solo vero Dio sulla base di fatti storici, dei quali i genitori, gli zii, i nonni e gli avi erano testimoni diretti! Essi avendo visto e ammirato la sua grandezza, la fedeltà delle Sue promesse! (24-25)
Ecco allora che emerge la grande importanza che abbiamo verso le nuove generazioni, non per cercare di creare la fede, ma per incoraggiare e indirizzare il loro sguardo verso il Signore, per incoraggiare a riconoscere Dio come il nostro Dio, il solo vero Signore, Colui che mantiene le promesse – nel bene e nel male – cioè quando hanno prospettive meravigliose preparate per coloro che Lo temono, ma anche quando sono minacce di un giusto giudizio che arriva su coloro che lo ignorano e lo disprezzano!
La grande responsabilità della formazione delle nuove generazioni si fonda su Dio, sulla Sua opera, sulla Sua Parola, sulla Sua legge …
Non per sentirci migliori o superiori, anzi, ma godendo il Suo inspiegabile favore, il Suo Amore per i Suoi …
“Questa sarà la nostra giustizia: l’aver cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti davanti al Signore nostro Dio, come egli ci ha ordinato”. (25)



