“Non tenterete il Signore, il vostro Dio …”
[16] Non tenterete il Signore, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa. [17] Osserverete diligentemente i comandamenti del Signore, il vostro Dio, le sue istruzioni e le sue leggi che vi ha date. [18] Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del Signore, affinché venga a te del bene ed entri in possesso del buon paese che il Signore giurò ai tuoi padri di darti, [19] dopo che egli avrà scacciato tutti i tuoi nemici davanti a te, come il Signore ha promesso.
Non dobbiamo mai dimenticare la ragione principale della ripetizione della Legge da parte di Mosè, prima di entrare nella terra promessa … al di qua del Giordano avevano già visto il modo potente e incredibile con cui Dio aveva dato in mano loro i due re amorei, conquistando facilmente (per l’opera di Dio) un territorio subito assegnato alle tribù di Ruben, Gad e alla mezza tribù di Manasse …
Ora bisognava preparare il popolo ad avere chiaro in mente quanto fondamentale fosse il loro rapporto con Dio e l’osservanza della Sua Legge!
Così Mosè la ripassò, la ripeté, la insegnò alla generazione diventata adulta nei 40 anni del deserto, per prepararla adeguatamente a prendere possesso della terra preparata per loro da Dio!
Gli episodi che Mosè cita man mano nella sua esposizione, ovviamente erano chiarissimi per il popolo, lo sono molto meno per noi …
Cosa significava: Non dovete fare come a Massa, tentando ancora il Signore!
Nella storia conosciuta del popolo ci sono due episodi in cui Mosè percosse la roccia e ne scaturì acqua …
Il primo lo fece in ubbidienza al Signore e nel secondo si fece invece prendere la mano e peccò di orgoglio, pagandone le conseguenze!
In Esodo 17, a Cades, la roccia fu percossa da Mosè su ordine di Dio e ne scaturì l’acqua per dissetare il popolo …
In Numeri 20, a Massa e Meriba (nominate così proprio perché significano: “prova” e “lite”), la roccia fu percossa da Mosè, ma avrebbe dovuto solo parlarle! Così si attirò con Aaaronne la punizione di Dio e con la quale il Signore non permise loro di entrare poi nella terra promessa … (16)
Se la lezione di Massa era restata chiara nella loro memoria, con le dure conseguenze perfino per Mosè, allora diventava più chiara la raccomandazione dello stesso Mosè in nome di Dio per la quale la Sua Legge andava presa molto sul serio: “Osserverete diligentemente i comandamenti del Signore, il vostro Dio, le sue istruzioni e le sue leggi che vi ha date.”! (17)
Lo ribadisce ancora, ma ricordando che non si trattava di dare semplicemente soddisfazione a Dio, quanto piuttosto di averne del bene e vedere realizzate le buone promesse di Dio che comunque non meritavano!
“Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del Signore, affinché venga a te del bene ed entri in possesso del buon paese che il Signore giurò ai tuoi padri di darti …” (18)
Neppure la conquista di quel paese (che in effetti 10 dei 12 esploratori avevano giudicata impossibile da conquistare), sarebbe dipesa dalle loro capacità, perché Dio stesso avrebbe cacciato davanti a loro quelle nazioni!
“… dopo che egli avrà scacciato tutti i tuoi nemici davanti a te, come il Signore ha promesso.”! (19)
Il merito e la gloria restavano e restano solo di Dio, ma i benefici sarebbero stati del popolo, se avessero osservato seriamente la Sua buona Legge!
Perciò, la cosa più stupida che mai il popolo avrebbe potuto fare era tentare Dio … cosa significa? Dall’episodio di Massa, capisco che si trattava in sostanza del peccato dell’incredulità … sia da parte del popolo (non fidandosi ostinatamente di Dio, nonostante il Signore stesse fedelmente provvedendo alle loro necessità da tempo), che di Mosè (non credendo che ubbidire a Dio in modo attento fosse necessario, anzi si fece prendere la mano, si lasciò andare alla rabbia e a voler forse dare una mano a Dio … forse volle rendere più clamorosa la sua azione? Forse gli piacque fare un po’ il protagonista? Dio non lo tollerò, vedeva il suo cuore … e Mosè pagò caro, emotivamente molto caro, quell’atteggiamento …
Signore, guardami dal peccato dell’incredulità e dall’orgoglio, Ti prego!



