“… abbi cura di metterli in pratica, affinché venga a te del bene …”
[1] «Questi sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il Signore, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale vi preparate a entrare per prenderne possesso, [2] così che tu tema il tuo Dio, il Signore, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, affinché i tuoi giorni siano prolungati. [3] Ascoltali dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché venga a te del bene e vi moltiplichiate grandemente nel paese dove scorrono il latte e il miele, come il Signore, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Dopo aver ripetuto i dieci comandamenti, l’essenza della Legge morale di Dio, Mosè in questo brano sottolinea la ragione fondamentale per la quale Dio ha dato – anzi è più corretto dire: “donato” – la Sua Legge al popolo …
Può capitare che davanti ad un dono che riceviamo non riusciamo a capire bene le ragioni del donatore, oppure capita spesso che i doni sono in base ai gusti o al piacere di chi regala (un po’ come quando scegliamo un regalo per i nostri figli, ma lo facciamo secondo il nostro gusto, ciò che piace a noi) …
Invece Mosè insegna quanto diverso è il Signore, il solo vero Dio che aveva sovranamente deciso di formare dal nulla quel popolo e renderlo speciale, nonostante non meritasse quella scelta e nulla di tutto ciò che riceveva …
“… i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il Signore, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi …” erano dati loro dal Signore “… perché li mettiate in pratica nel paese nel quale vi preparate a entrare per prenderne possesso …” (1)
Quella Legge serviva ad insegnare al popolo, ad accompagnarlo nel timore (rispetto, sottomissione , ubbidienza, riconoscimento e riconoscenza) di Dio, il Signore, il sommo Dio , il Creatore, il Padrone dell’universo …
Il motivo NON era di dare loro un’opera letteraria esemplare, un segno di grande civiltà, un esempio di giurisprudenza mondiale (di gran lunga migliore del Codice di Ammurabi o del Diritto Romano) … un’opera che diventasse simbolo di quel popolo che, inspiegabilmente, Dio aveva scelto …
Perché la Legge donata da Dio attraverso Mosè era molto di più di questo …
Infatti: “… osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, affinché i tuoi giorni siano prolungati.”! (2)
Se avessero dato ascolto alla Legge di Dio, se l’avessero fatto con cura … ne sarebbe venuto del bene a loro come popolo … Come promesso da Dio, sarebbero moltiplicati grandemente in quel paese, che avrebbe prodotto per loro gli elementi – simboli essenziali del benessere: latte e miele! (3)
Tutto questo esattamente come Dio promise ai tuoi padri, quando stipulò un Patto di fedeltà con loro …
Per la prima volta – e anche l’unica nella storia dell’umanità – la legge di un regnante non era fatta, quindi pensata e scritta, a vantaggio di chi era al potere, ma per il popolo, per coloro che erano chiamati ad osservarla!
Se l’avessero capito, se ne fossero stati davvero coscienti, si sarebbero volontariamente ‘tuffati’, immersi in quella Legge con grande desiderio di osservarla, tutti, piccoli e grandi, generazione dopo generazione …
Già, se capissimo davvero che la Parola di Dio, per riportare quel principio a noi, ci è donata per il nostro bene, per la nostra prosperità, per la salute della nostra anima destinata per Grazia all’eternità … allora investiremmo il nostro tempo migliore, le nostre energie a studiare e osservare, a dare ascolto a tutto ciò che la Parola di Dio ci insegna, perché è per il nostro vero bene, qui ed ora ed in vista dell’eternità beata che Dio ha promesso ai Suoi, grazie a Cristo!



