“Oh, avessero sempre un simile cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, affinché venga del bene a loro e ai loro figli per sempre!”
“[22] «Queste parole pronunciò il Signore parlando a tutta la vostra assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nuvola, dall’oscurità, con voce forte, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede. [23] Quando udiste la voce che usciva dalle tenebre, mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capi tribù e i vostri anziani si accostarono tutti a me, [24] e diceste: “Ecco, il Signore, il nostro Dio, ci ha fatto vedere la sua gloria e la sua maestà e noi abbiamo udito la sua voce dal fuoco; oggi abbiamo visto che Dio ha parlato con l’uomo e l’uomo è rimasto vivo. [25] Ma ora perché dovremmo morire? Questo gran fuoco ci consumerà; noi moriremo se continuiamo a udire la voce del Signore, il nostro Dio. [26] Poiché qual è il mortale, chiunque egli sia, che abbia udito come noi la voce del Dio vivente parlare dal fuoco e sia rimasto vivo? [27] Avvicìnati tu e ascolta tutto ciò che il Signore, il nostro Dio, dirà; poi ci riferirai tutto ciò che il Signore, il nostro Dio, ti avrà detto, e noi lo ascolteremo e lo faremo”. [28] Il Signore udì le vostre parole, mentre mi parlavate; e il Signore mi disse: “Io ho udito le parole che questo popolo ti ha rivolto; tutto quello che hanno detto sta bene. [29] Oh, avessero sempre un simile cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, affinché venga del bene a loro e ai loro figli per sempre! [30] Va’ e di’ loro: ‘Tornate alle vostre tende’. [31] Tu invece resta qui con me e io ti dirò tutti i comandamenti, tutte le leggi e le prescrizioni che insegnerai loro, perché le mettano in pratica nel paese che io do loro in possesso”. [32] Abbiate dunque cura di fare ciò che il Signore, il vostro Dio, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra; [33] camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese che voi possederete.”.
Questo brano racconta il momento in cui Dio aveva finito di pronunciare le dieci parole, i comandamenti che erano la sintesi della Legge morale di Dio rivolta al popolo …
Mosè fece una ricostruzione precisa, ricordando le sensazioni vissute dal popolo, le loro espressioni, le reazioni mostrate dopo aver sentito – di mezzo al fuoco sulla montagna – la voce del Signore e di come questo li avesse intimoriti, li aveva resi desiderosi di sottomettersi a Dio, perché avevano capito la gravità e l’importanza di aver sentito direttamente la voce di Dio!
Avevano capito come quello fosse verso Dio un loro enorme privilegio, ma avevano anche il grande timore di restarne distrutti, perché capivano nella loro esperienza con Dio, quella raccontata loro dal tempo di Abraamo, da ciò che avevano imparato dai racconti dei loro nonni, dai loro avi, della grandezza e della potenza di Dio, di quanto tremendo si fosse dimostrato nei confronti di loro nemici … e di come la miseria è peccaminosità umana sono incompatibili con la Santità perfetta di Dio!
Perciò il popolo aveva avuto gran timore, chiedendo a Mosè di mediare, sentirono il bisogno della sua mediazione, perché non dovessero più spaventarsi per la grandiosità e la potenza della voce di Dio … Così c’era stata una reazione di sottomissione completa, volontaria verso il Signore … (22-27)
Anche le parole di Dio a Mosè sono molto interessanti, perché ricordava la loro miseria e inaffidabilità … le sfide per la loro fede non erano finite, specie ora che si preparavano ad entrare nella terra promessa … Magari fosse stato vero, magari avessero mantenuto quell’atteggiamento e una tale sottomissione … in altre parole, Dio voleva avvertirli che, purtroppo, non sarebbe stato affatto sempre così! (28-29)
Dio conosceva perfettamente il “collo duro” di quel popolo ostinato e peccatore … e devo ammettere che anche oggi noi dimostriamo sostanzialmente le stesse caratteristiche peccaminose, mostrando gli stessi atteggiamenti e la stessa ottusità nel peccato …
Quando l’Amore e l’opera di Dio ci rendono timorosi, siamo pronti a sottometterci e facciamo grandi promesse, ma la vera fede si dimostra nel tempo, nella fedeltà rinnovata che resiste nelle prove …
Questo brano finisce rimandando alle proprie tende il popolo, ma Mosè restó sul monte alla presenza di Dio, per ricevere la Legge completa, cioè anche il resto dell’intero corpo della Legge da insegnare poi al popolo, perché si adeguasse e vivesse sotto la guida del Signore … (30)
È interessante come Dio sottolinei ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che l’osservazione della Legge comportava il bene del popolo, il vero bene … non erano norme che servivano a soddisfare i capricci di un Dio malvagio che voleva tenere sottomesso il proprio popolo! (32-33)
Dio aveva pensato e dato loro la propria Legge perché godessero le Sue benedizioni, perché il popolo fosse protetto, sia dal punto di vista militare, politico-amministrativo, ma anche nel campo igienico-sanitario … cioè protetto da infezioni e malattie, nelle relazioni sociali … e che fosse protetto soprattutto dal punto di vista spirituale, cioè dalla tentazione di rivolgersi a falsi dèi, rovinando la comunione e la relazione con l’unico vero Dio, con tutte le terribili conseguenze ricordate proprio nella Legge …
“Abbiate dunque cura di fare ciò che il Signore, il vostro Dio, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra; camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese che voi possederete.”! (32-33)



