“… uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.”

[8] Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. [9] Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, [10] e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.”.

Dopo aver ricordato la prima Parola, delle 10 che costituiscono la ‘carta’ di riferimento della Legge di Dio, sottolineando chi è Dio, il loro Liberatore e quindi l’esclusività e priorità assoluta che Gli vanno riconosciute, Mosè passa al secondo comandamento:

“Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.” (8)

I costumi pagani (non solo nel senso di popoli pagani, ma anche di atteggiamenti pagani, cioè opposti a Dio, che ignorano Dio) non erano un’esclusiva dei popoli non ancora raggiunti dal Vangelo, ma si dimostrano anche negli atteggiamenti che, nella sostanza, negano la signoria di Dio, il Suo essere il primo e il solo … anche nella vita di coloro che si dichiarano credenti, timorati di Dio o Suoi figli, o anche cristiani …

[Pagano – due ipotesi etimologiche: 1. Pagano è l’abitante del pagus, del villaggio, quindi delle zone rurali più difficili da raggiungere, perciò più resistenti alla penetrazione del Vangelo. 2. Pagano è colui che è “civile”, non militare, quindi indifferente o contrario, in opposizione ai “soldati di Cristo”, come si definivano i cristiani delle origini.]

Su questo comandamento e contro l’ipocrisia religiosa, contro l’idolatria nascosta nel cuore, contro ogni falsa apparenza della propria presunta fede … Mosè si sofferma per sottolineare, per precisare, amplificare …

Non avere altri dii fuori di Me … si concretizza e si dimostra, appunto, con: “Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.”! (9-10)

Quindi Mosè, oltre a rendere più concreta la raccomandazione che Dio aveva inciso nel secondo comandamento, ricorda la responsabilità personale di chi è chiamato a sottomettersi alla Legge di Dio …

Dio, evidentemente, non stava negando il futuro dell’arte, della capacità umana di rappresentare figure, del talento artistico … quanto piuttosto il loro uso! Cioè la questione non è se hai delle belle immagini belle sculture di cui sempre Dio ti ha reso capace, ma dell’uso che ne fai!

Infatti precisa ed insiste:

“Non ti prostrare davanti a loro e non li servire …”

Perché? Perché da tanto fastidio a Dio?

Mosè ribadisce che il Signore, il nostro Dio, manifesta una santa gelosia, cioè non è disposto a condividerci come fedeli con altri culti, non lascia che ci inganniamo con altri dèi, non tollera che altri siano elevati al Suo livello … ma non perché ami la vanagloria, ma perché di Dio c’è n’é uno solo!

Ignorare questo significa tradire Dio, significa ripetere l’errore dell’Eden, quando i nostri progenitori pensarono e desiderarono di essere come Dio! Inaccettabile!

La conseguenza è mettersi contro Dio e subire il Suo giudizio: “… punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano …”. Una punizione pesante, eppure non per sempre …

Infatti, nello stesso approfondimento del comandamento, Mosè ricorda che Dio resta un Dio profondamente buono, perché Egli riversa questa Sua bontà immeritabile verso i Suoi: “… fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.”!

Meraviglioso!

Signore, aiutami nella mia miseria ad esserti fedele ed escludere dalla mia vita ogni forma di tradimento e idolatria, aiutami a non farmi attirare da qualcosa o qualcuno più e prima di Te! Che nulla nella mia vita sia in competizione con Te che resti mio Padre in modo esclusivo, Colui che si riconosce perché resta fedele nella Sua bontà infinita!

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Chiesa Evangelica Isola

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