“Io sono il Signore, il tuo Dio …”
[1] Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le prescrizioni che oggi io proclamo davanti a voi; imparatele e mettetele diligentemente in pratica. [2] Il Signore, il nostro Dio, stabilì con noi un patto in Oreb. [3] Il Signore non stabilì questo patto con i nostri padri, ma con noi, che siamo qui oggi tutti quanti in vita. [4] Il Signore vi parlò faccia a faccia sul monte, dal fuoco. [5] Io stavo allora fra il Signore e voi per riferirvi la parola del Signore, perché voi avevate paura di quel fuoco e non siete saliti sul monte. Egli disse: [6] “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. [7] Non avere altri dèi oltre a me.”.
Essendo il libro del Deuteronomio quello della seconda Legge o della sua ripetizione alla seconda generazione del popolo, cioè quella successiva agli adulti (da 20 anni in su) uscita grazie alla prodigiosa, incredibile liberazione voluta dal Signore e guidata da Mosè … entriamo ora nella ripetizione della sintesi della Legge …
Lì, prima del Giordano e prima di lasciare tutto nelle mani di Giosuè (suo collaboratore e uno dei due – l’altro era Caleb – fra i 12 esploratori che avevano perlustrato la terra promessa e i popoli che Dio aveva deciso di rimuovere per fare posto a loro), Mosè ripeté la Legge …
La Legge non era e non doveva restare un documento giuridico ad uso dei giudici o da consultare in caso di necessità, anzi, tali prescrizioni: “… imparatele e mettetele diligentemente in pratica.”! (1)
La questione era seria e Mosè lo ribadisce … la responsabilità del popolo stava proprio nel prendere sul serio la Legge del Signore, riconoscendone il valore, perché riconoscevano nel Signore il solo vero Dio e il loro Liberatore!
Questo è e resta un elemento fondante della fede: riconoscere Dio, il Creatore di ogni cosa, il Re dei re, il Signore … come il solo vero Dio e anche il nostro Dio, quindi non uno fra altri … perché gli altri non erano e sono che dèi muti, ciechi, sordi, senza vita e quindi impotenti …
Questo Dio, il nostro Dio, ricorda Mosè, è Colui che prese l’iniziativa di chiamare il patriarca Abraamo e da lui suscitare un popolo, con tante azioni prodigiose, come la nascita di Isacco dalla vecchiaia non più fertile di sua madre, la scelta di Giacobbe anziché Esaú, i 12 figli che moltiplicarono la discendenza, la persecuzione di Giuseppe dai suoi fratelli attraverso la quale Dio preparò la sua ascesa nel regno d’Egitto e che servì a salvarli dalla carestia … i 4 secoli di schiavitù nei quali Dio non li abbandonò, ma li moltiplicò enormemente … e quindi la prodigiosa liberazione dalla schiavitù attraverso Mosè!
Ad Oreb, ribadisce Mosè, Dio ‘personalizzó’ il patto che aveva stabilito con Abraamo, Isacco e Giacobbe … infatti: “Il Signore non stabilì questo patto con i nostri padri, ma con noi, che siamo qui oggi tutti quanti in vita.’! (2-3)
Il patto Dio lo stabiliva ora con loro, con la generazione sopravvissuta al deserto, quella dopo tutti coloro che avevano dovuto morire per la loro ribellione perché i loro figli entrassero nella terra promessa …
Dio parlò in Oreb dal monte, attraverso Mosè (ricordando il suo ruolo di mediazione, perché per loro il monte infuocato dal cui Dio parlava era troppo spaventoso – 4-5)
Così Mosè arrivò alla ripetizione della Legge, indirizzata a quelli che dopo l’attraversamento miracoloso del Mar Rosso erano bambini, perciò era in effetti la prima volta da adulti che ascoltavano la Legge …
La prima delle 10 parole fu: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.”! (6-7)
Io sono il Signore, tu sei il beneficiario della mia misericordia … Io ho deciso, dopo averti formato come popolo, di liberarti dalla schiavitù … non te lo dovevo, ma ho voluto …
Perciò non avere altri dèi fuori di me, nessun altro Dio, nessun altro da adorare, nessuno che sia prima di me nel tuo cuore, nessuno che possa essere più importante di Me … perché non c’è nessun altro … e non ci dev’essere in te spazio per nessun altro nella posizione di Dio!
Semplice, chiaro … eppure troppe volte abbiamo altro prima o al posto di Dio nella nostra vita!
Altro o altri che pesano più di Dio, che ascoltiamo più di Dio, che ci influenzano più di Dio, che ci assorbono e ci guidano più di Dio, che ci ispirano più di Dio …



