“Io sono con voi, dice il Signore … che risvegliò lo spirito di Zorobabele, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo …”

[5] Ora così parla il Signore degli eserciti: «Riflettete bene sulla vostra condotta! [6] Avete seminato molto e avete raccolto poco; voi mangiate, ma senza saziarvi; bevete, ma senza soddisfare la vostra sete; vi vestite, ma non c’è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa bucata». [7] Così parla il Signore degli eserciti: «Riflettete bene sulla vostra condotta! [8] Salite nella regione montuosa, portate del legname e ricostruite la casa; io me ne compiacerò e sarò glorificato», dice il Signore. [9] «Voi vi aspettavate molto, ed ecco c’è poco; ciò che avete portato in casa, io l’ho soffiato via. Perché?», dice il Signore degli eserciti. «A motivo della mia casa che è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura solo per la propria casa. [10] Perciò il cielo sopra di voi è rimasto chiuso; non c’è stata rugiada e la terra ha trattenuto il suo prodotto. [11] Io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull’olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame e su tutto il lavoro delle mani». [12] Allora Zorobabele, figlio di Sealtiel, e Giosuè, figlio di Iosadac, il sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo ascoltarono la voce del Signore, loro Dio, e le parole del profeta Aggeo, che portavano il messaggio che il Signore, loro Dio, gli aveva affidato. Il popolo ebbe timore del Signore. [13] Aggeo, inviato dal Signore, trasmise al popolo questo messaggio del Signore: «Io sono con voi», dice il Signore. [14] Il Signore risvegliò lo spirito di Zorobabele, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo; essi vennero e cominciarono a lavorare nella casa del Signore degli eserciti, loro Dio, [15] il ventiquattresimo giorno del sesto mese, nel secondo anno del re Dario.”

Qual era allora il rimprovero, e anche il giudizio, di Dio su coloro che, nella Sua misericordia, aveva riportato in patria dopo l’esilio?

Com’era possibile che la loro consacrazione fosse durata così poco? Com’era possibile che la gioia del rientro, avvenuto chiaramente per l’intervento e l’influenza del Signore sul re Dario che li aveva lasciati andare e perfino sostenuti nel proposito di ricostruzione fosse finito così in fretta? Infatti, il popolo si era concentrato sulle proprie case, con grande impegno, per renderle belle e confortevoli, ma avevano trascurato completamente fra le loro priorità di occuparsi del tempio, la dimora del Signore!

Così il rimprovero di Colui che vede il nostro cuore, che giudica le nostre motivazioni più intime, fu chiaro: «Riflettete bene sulla vostra condotta! Avete seminato molto e avete raccolto poco; voi mangiate, ma senza saziarvi; bevete, ma senza soddisfare la vostra sete; vi vestite, ma non c’è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa bucata»! (5-6)

Tutto quello che fate non frutta … smettetela con questo atteggiamento egoista perfino nei miei confronti … procuratevi il materiale necessario e dedicatevi alla Mia Casa: “… Io me ne compiacerò e sarò glorificato, dice il Signore”!. (7-8)

Altrimenti, continuate pure nei vostri sforzi, impegnatevi a compiacere voi stessi … ma sappiate che non funzionerà! Avrete grandi aspettative, ma saranno deluse … accumulerete, ma io le soffierò via …

Perché? Tutto questo: «A motivo della mia casa che è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura solo per la propria casa.”! (9)

Ecco perché … “… il cielo sopra di voi è rimasto chiuso, non c’è stata rugiada e la terra ha trattenuto il suo prodotto”!

Io sono il Signore, io decido “… la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull’olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame e su tutto il lavoro delle mani”! (10-11).

Davanti a quel chiaro rimprovero da Dio dichiarato da Aggeo, il governatore, il sommo sacerdote e tutto quello che restava del popolo sembrò svegliarsi dal proprio torpore spirituale, diedero ascolto alla voce del Signore, il loro Dio, pronunciate dal profeta Aggeo … (12) e così, finalmente “Il popolo ebbe timore del Signore”!

E Dio, con pazienza e fedeltà, assicurò che sarebbe stato con loro, li avrebbe sostenuti … «Io sono con voi», dice il Signore!

Ma, se mai ce ne fosse bisogno, Aggeo precisa che neppure quel risveglio fu merito del popolo, della sua saggezza, dei suoi sforzi, della sua lungimiranza, della sua fede in Dio …

Infatti, fu: “Il Signore risvegliò lo spirito di Zorobabele, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo; essi vennero e cominciarono a lavorare nella casa del Signore degli eserciti, loro Dio, il ventiquattresimo giorno del sesto mese, nel secondo anno del re Dario.”!

Se Dio non avesse agito nel loro cuore, se non avesse svegliato dal torpore il loro spirito, mai si sarebbero ravveduti, né avrebbero messo mano alle giuste priorità, cominciando tutti insieme a ricostruire il luogo di culto a Dio, prima di tutto!

Signore, proteggimi dal mio cuore corrotto, prima di qualunque altro pericolo, per temerTi, amarTi e servirTi …

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Chiesa Evangelica Isola

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