“Mettetevi al lavoro! Perché io sono con voi, dice il Signore degli eserciti …”!
[1] Il ventunesimo giorno del settimo mese, la parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: [2] «Parla ora a Zorobabele, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e al resto del popolo, e di’ loro: [3] “Chi c’è ancora tra di voi che abbia visto questa casa nel suo primo splendore? E come la vedete adesso? Così com’è non è forse come un nulla ai vostri occhi? [4] Ma ora, sii forte, Zorobabele!”, dice il Signore, “sii forte, Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, sii forte, popolo tutto del paese!”, dice il Signore. “Mettetevi al lavoro! Perché io sono con voi”, dice il Signore degli eserciti, [5] “secondo il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio Spirito è in mezzo a voi, non temete!” [6] Così infatti parla il Signore degli eserciti: “Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto; [7] farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa”, dice il Signore degli eserciti. [8] “Mio è l’argento e mio è l’oro”, dice il Signore degli eserciti. [9] “La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente”, dice il Signore degli eserciti. “In questo luogo io darò la pace”, dice il Signore degli eserciti».
Nella fedeltà di Dio, quell” “Io sono con voi” … del verso 13 del primo capitolo, ha ovviamente avuto un seguito …
In effetti, Dio li aveva rimproverati attraverso Aggeo, dichiarando che le cose stavano andando male a causa del loro atteggiamento sbagliato, delle loro priorità capovolte, del loro preoccuparsi ed essere presi fortemente dallo zelo, dal desiderio di ricostruzione delle loro case, di abbellirle e fare ogni sforzo possibile per riuscirci … ma stavano trascurando del tutto la dimora del Signore!
Sì, ciò che restava del tempio di Gerusalemme lasciato in rovina sembrava non interessare nessuno, come se il tornare a rendere il loro culto a Dio fosse l’ultima delle loro preoccupazioni, essendo così presi dai lavori per le loro case …
Così, quando Dio intervenne attraverso Aggeo e li rimproverò, spiegando che lo stesso Dio che aveva toccato il cuore di re Dario perché fossero liberati e addirittura autorizzati a tornare in patria, era Lo stesso Dio che stava esprimendo il Suo giudizio e che rendeva infruttuoso il loro lavoro, inefficaci le loro attività, arida la terra … perché tutte le loro opere erano fatte esclusivamente per compiacere loro stessi!
Perciò Dio aveva deciso di intervenire, non limitandosi a punirli, come un genitore che vuole solo sfogarsi, ma sensibilizzò il cuore di Zorobabele, il governatore di Giuda, e il sommo sacerdote Giosuè, toccando con essi anche il cuore di tutto il popolo residuo, quello tornato dalla cattività, dal tempo dell’esilio! (1-2)
Ci fu quindi questo scossone che rimise in discussione il loro atteggiamento, portandoli a guardare finalmente alle giusta priorità, cioè ad occuparsi della ricostruzione del tempio, di tornare a rendere il loro culto a Dio, il Signore, il loro Liberatore …
È interessante il modo in cui Dio esortò, stimolò il loro cuore ad avere un giusto atteggiamento … lo fece sfidando la loro memoria: Chi si ricorda questo tempio quando era nel suo antico splendore? C’è ancora qualcuno che se lo ricorda?
Ovviamente ora è ridotto completamente in rovina (3)
Ma siate forti, a cominciare dalle vostre guide e tutto il popolo, siate forti tutti! “Mettetevi al lavoro! Perché io sono con voi”, dice il Signore degli eserciti (4)
Sono con voi perché non ho dimenticato: “… il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio Spirito è in mezzo a voi, non temete!” (5)
Seguono delle parole meravigliose che esprimevano l’impegno di Dio in loro favore …
“Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto; farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa”! (6-7)
Evidentemente, avevate dimenticato che tutto appartiene a Me, qui ed ovunque nel creato, in tutte le nazioni e farò sì che, loro malgrado, anche esse daranno il loro contributo per questo tempio … (8)
Poi segue una promessa che, per chi ricordava l’antico fasto del tempio di Salomone, risultò sconvolgente: “La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente”, dice il Signore degli eserciti!
Dopo il tempo del giudizio, della distruzione, della decimazione e dell’esilio … la misericordia di Dio, la Sua infinita pazienza, avevano riportato il residuo del popolo in patria, ma non per vivere piangendosi addosso, anzi avrebbero di nuovo visto la gloria di Dio e lo splendore del Suo tempio, ancora di più che ai famosi e fastosi tempi di re Salomone!
Incredibile, meraviglioso, non oso immaginare la gioia del popolo nel sentire Aggeo pronunciare queste parole, queste promesse!
Dio, il Signore, il solo vero Dio, il Liberatore … stava loro promettendo ciò che il mondo intero vorrebbe ancora oggi: “In questo luogo io darò la pace”, dice il Signore degli eserciti!
Signore, nulla è troppo grande che Tu non possa superarlo … per quanto la nostra fantasia possa essere florida riguardo alla Tua grandezza, Tu sei molto di più e, soprattutto, non ti fermi a causa della nostra miseria … Tu ci doni, più di tutto e nonostante tutto, la Tua pace …



