[07/04, 09:23] Sergio D’Ascenzo: Geremia 36:1-8

“Forse presenteranno le loro suppliche al Signore e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia …”

“[1] L’anno quarto di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda, questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia in questi termini: [2] «Prenditi un rotolo da scrivere e scrivici tutte le parole che ti ho dette contro Israele, contro Giuda e contro tutte le nazioni, dal giorno che cominciai a parlarti, cioè dal tempo di Giosia, fino a oggi. [3] Forse quelli della casa di Giuda, udendo tutto il male che io penso di far loro, si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia, e io perdonerò la loro iniquità e il loro peccato». [4] Allora Geremia chiamò Baruc, figlio di Neria, e Baruc scrisse in un rotolo da scrivere, sotto dettatura di Geremia, tutte le parole che il Signore aveva dette a Geremia. [5] Poi Geremia diede quest’ordine a Baruc: «Io sono impedito e non posso entrare nella casa del Signore; [6] perciò va’ tu e leggi, dal libro che hai scritto sotto mia dettatura, le parole del Signore in presenza del popolo, nella casa del Signore, il giorno del digiuno; leggile anche in presenza di tutti quelli di Giuda che saranno venuti dalle loro città. [7] Forse presenteranno le loro suppliche al Signore e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; perché l’ira e il furore che il Signore ha espresso contro questo popolo sono grandi». [8] Baruc, figlio di Neria, fece tutto quello che gli aveva ordinato il profeta Geremia e lesse dal libro le parole del Signore.

Continua il lavoro di Geremia per presentare fedelmente la parola di Dio … Questa volta il Signore gli chiede di mettere per iscritto tutto quello che gli aveva rivelato, fin dall’inizio del suo ministero come profeta, ai tempi del re Giosia … Erano passati parecchi anni, infatti quando cominciarono a scrivere era il quarto anno del re Ioiachim.
Un grosso lavoro, tenuto conto del tipo di materiale e scrittura del tempo, fatto tutto a mano su rotoli …

A farlo, anche questa volta, Geremia chiamò ed incaricò Baruc, suo collaboratore esterno … visto che il profeta continuava ad essere detenuto nel cortile della prigione a Gerusalemme … Geremia dettava le parole ricevute dal Signore e Baruc le scriveva …

Ma l’impegno e anche i rischi per Baruc non furoni limitati al solo frequentare la prigione e scrivere, ma anche nel dover essere poi lui a portarla e leggere in pubblico …

Capisco che Dio, che non ne aveva certo bisogno, con questo messaggio scritto avrebbe dimostrato l’ostinazione del popolo a Geremia e Baruc, ma anche al popolo stesso, mettendolo davanti alle proprie responsabilità … Infatti Dio ricorda, al v. 3, che se avessero ascoltato il Suo invito al ravvedimento Egli avrebbe rinunciato ad inviare il Suo giudizio!

Così Geremia chiese a Baruc di andare col rotolo nel tempio: “leggi, dal libro che hai scritto sotto mia dettatura, le parole del Signore in presenza del popolo, nella casa del Signore, il giorno del digiuno; leggile anche in presenza di tutti quelli di Giuda che saranno venuti dalle loro città.”! (5-6)

A Baruc è affidato il messaggio, non il risultato …

Come ogni uomo (o donna) di Dio che annuncia, trasmette, presenta la Sua Parola… anche Geremia e Baruc lo fanno sperando che questa produca un effetto salvifico, che il Signore Si riveli attraverso la Sua Parola, ma non sanno quale sarà la risposta, la reazione … ma lo fanno, sperando …

Come insegnerà l’apostolo Paolo, chiamando ogni servo di Dio ad essere fedele (2 Corinzi 2:16): non sappiamo se saremo, per chi ci ascolta, un odore di vita, perché la misericordia di Dio produrrà nuova vita … O se saremo un odore di morte, che ribadisce le giuste ragioni del giudizio di Dio al peccatore ostinato … Comunque trasmetteremo la Sua Parola … a questo siamo chiamati come riscattati e testimoni viventi della misericordia di Dio …

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Chiesa Evangelica Isola

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