[20/02, 06:27] Sergio D’Ascenzo: Geremia 22:24-30
“nessuno della sua discendenza giungerà a sedersi sul trono di Davide e a regnare ancora su Giuda …”
“[24] Com’è vero che io vivo», dice il Signore, «anche se Conia, figlio di Ioiachim, re di Giuda, fosse un sigillo nella mia destra, io ti strapperei da lì. [25] Io ti darò nelle mani di quelli che cercano la tua vita, nelle mani di quelli dei quali hai paura, nelle mani di Nabucodonosor, re di Babilonia, nelle mani dei Caldei. [26] Caccerò te e tua madre, che ti ha partorito, in un paese straniero dove non siete nati, e là morirete. [27] Ma quanto al paese in cui desiderano tornare, essi non vi torneranno». [28] Questo Conia è dunque un vaso spezzato, infranto? È forse un oggetto che non fa più alcun piacere? Perché sono dunque cacciati, lui e la sua discendenza, gettati in un paese che non conoscono? [29] O paese, o paese, o paese, ascolta la parola del Signore! [30] Così parla il Signore: «Iscrivete quest’uomo come privo di figli, come un uomo che non prospererà durante i suoi giorni; perché nessuno della sua discendenza giungerà a sedersi sul trono di Davide e a regnare ancora su Giuda».
In questo brano Geremia presenta la maledizione di Dio su Conia – o Ieconia – figlio di Ioiachim, che era uno dei figli di Giosia, re di Giuda (24).
Qualunque fosse il momento della sua storia, qualunque opposizione o resistenza avesse tentato, il giudizio alle porte della città non era semplicemente l’aggressione di un popolo straniero, ma la mano di Dio che imponeva il Suo giudizio!
Geremia annuncia che Dio lo avrebbe strappato via dal suo trono, che lo avrebbe messo nelle mani di quel popolo pagano che tanto temeva, “nelle mani di Nabucodonosor, re di Babilonia, nelle mani dei Caldei.”! (25)
Ti caccerò, insieme a tua madre “in un paese straniero dove non siete nati, e là morirete.”!
Per quanto potrete desiderarlo, non tornerete mai più nel vostro paese!
Il destino di Conia è segnato, è come un vaso di coccio, ormai sgretolato, inutile … (28-29)
La sentenza è emessa: “Così parla il Signore: «Iscrivete quest’uomo come privo di figli, come un uomo che non prospererà durante i suoi giorni; perché nessuno della sua discendenza giungerà a sedersi sul trono di Davide e a regnare ancora su Giuda».”!
È stato interessante notare, studiando, che Conia è l’unico nell’Antico Testamento, assieme ad Abramo, definito un “senza figli” … Ma mentre per Abramo significò: nonostante fosse senza figli Dio gli assicurò la Sua promessa … Al contrario Conia, nonostante avesse figli, fu maledetto e non avrebbe avuto discendenza! (30)
In effetti, Conia sarebbe stato il penultimo re della discendenza di Davide. Suo zio, Sedecia, sarà l’ultimo re per soli 11 anni … Infatti avrebbe tentato di ribellarsi ai Caldei e Nabucodonosor sarebbe tornato ad assediare Gerusalemme,. ma questa volta non avrebbe risparmiato il tempio, distruggendo tutto, ponendo fine a Giuda e alla dinastia davidica!
Nella genealogia di Gesù, altro interessante dettaglio, nella discendenza di Davide Luca precisa che il Messia non passa attraverso Conia …
Non era forse proprio ciò che Dio aveva promesso a Davide, a Salomone e ad ognuno di quelli che chiamava al Suo servizio? Le Sue promesse per loro e i loro figli sarebbero state onorate da Dio a condizione della loro fedeltà!
Dio è fedele, mantiene le promesse, ma non diventerà mai ingiusto, né tollererà il nostro peccato!



