[19/02, 07:49] Sergio D’Ascenzo: Geremia 22:18-23
“tu non hai mai dato ascolto alla mia voce …”
“[18] Perciò così parla il Signore riguardo a Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda: «Non lo si compiangerà, dicendo: “Ahimè, fratello mio, ahimè, sorella!” Non se ne farà cordoglio, dicendo: “Ahimè, signore, ahimè, maestà!” [19] Sarà sepolto come si seppellisce un asino, trascinato e gettato fuori dalle porte di Gerusalemme». [20] «Sali sul Libano e grida, alza la voce in Basan, grida dall’Abarim, perché tutti i tuoi amanti sono distrutti. [21] Io ti ho parlato al tempo della tua prosperità, ma tu dicevi: “Io non ascolterò”. Questo è stato il tuo modo di fare sin dalla tua adolescenza; tu non hai mai dato ascolto alla mia voce. [22] Tutti i tuoi pastori saranno pastura del vento e i tuoi amanti saranno deportati; allora sarai svergognata, confusa, per tutta la tua malvagità. [23] Tu che abiti nel Libano, che ti annidi fra i cedri, come farai pietà quando ti coglieranno i dolori, le doglie come quelle di una donna che partorisce!
Continua la profezia di Geremia contro il re Ioiachim, principale responsabile della deriva del popolo di Giuda, essendone il re, in quanto figlio di Giosia, discendente di Davide.
Le parole del Signore contro di lui sono forti e dimostrano la gravità della condotta del re, oltre che del popolo … (18)
Quando morirà il re, non si piangerà per lui, nessun cordoglio … La situazione sarà così drammatica che lo si butterà fuori dalle mura della città, come si farebbe con un asino dopo averne trascinato la carcassa (19).
Poi il Signore esprime a Geremia una sorta di ironia … Vai in montagna, più in alto che puoi, sulle cime del Libano, ovunque … e grida il dolore del popolo giudicato, gridalo a tutti quelli che sono stati oggetto del tradimento del mio popolo (20)
Ieoiachin, sei testardo, sei sempre stato ostinato … Anche quando le cose andavano bene, fin da adolescente non mi hai ascoltato (21). La tua ostinazione nel peccato, venendo meno alla tua chiamata, come re, di amministrare la giustizia e fare il bene del popolo, secondo la mia Legge, ti attiri addosso il mio giudizio, il tempo della mia pazienza è finito …
Coloro che dovevano essere pastori del mio gregge non si sono dimostrati all’altezza, hanno lasciato il gregge allo sbando e così finiranno anche loro, deportati assieme a tutti gli idoli e ai pagani con i quali ti sei prostituito … Verrà infatti il tempo nel quale come nazione sarai svergognata e confusa a causa della tua malvagità! (22). Non ci saranno rifugi possibili per te quando ti coglieranno dolori acuti come quelli di una donna che partorisce …



