A Dio dobbiamo ubbidire, ma non solo quando capiamo e condividiamo le Sue ragioni, perché Egli promuove il nostro vero bene …

[1] La parte toccata in sorte ai figli di Giuseppe si estendeva dal Giordano presso Gerico, verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che sale da Gerico a Betel per la regione montuosa. [2] Il confine continuava poi da Betel a Luz e passava per la frontiera degli Architi ad Atarot, [3] scendeva a occidente verso il confine dei Giafletei sino al confine di Bet-Oron inferiore e fino a Ghezer e terminava al mare. [4] I figli di Giuseppe, Manasse ed Efraim, ebbero ciascuno la loro eredità. [5] Questi furono i confini dei figli di Efraim, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità era, a oriente, Aterot-Addar, fino a Bet-Oron superiore; [6] continuava, dal lato di occidente, verso Micmetat al nord, girava a oriente verso Taanat-Silo e le passava davanti, a oriente di Ianoà. [7] Poi da Ianoà scendeva ad Aterot e a Naara, toccava Gerico, e terminava al Giordano. [8] Da Tappuà il confine andava verso occidente, fino al torrente di Cana, e terminava al mare. Tale fu l’eredità della tribù dei figli di Efraim, secondo le loro famiglie. [9] In più, c’erano le città, tutte città con i loro villaggi, messe da parte per i figli di Efraim in mezzo all’eredità dei figli di Manasse. [10] Essi non scacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; e i Cananei hanno abitato in mezzo a Efraim fino a oggi, ma sono stati soggetti a servitù.”.

Siamo davanti all’ennesimo “certificato catastale” che sanciva e registrava i confini della terra assegnata da Dio alle varie tribù, famiglia per famiglia …

In questo caso si tratta della parte dei territorio assegnata ai discendenti di Giuseppe e, mentre inizialmente c’è una generica descrizione del territorio destinata a questa tribù, in realtà subito dopo Giosuè entra nello specifico.

Infatti, non è Giuseppe che ebbe in sorte un territorio ma i suoi due figli Efraim e Manasse, perciò viene fatta la descrizione dei singoli territori di queste due tribù discendenti dai figli di Giuseppe, che ebbe quindi una doppia porzione fra i 12 figli di Giacobbe …

Il versetto 9 resta un mistero in questo brano, perché anche confrontandomi con tentativi di spiegazione di alcuni studiosi … nessuna risulta davvero convincente e soddisfacente come possibile spiegazione …

Quindi, per qualche ragione che era evidentemente chiarissima a quel tempo, ma non per noi, Giosuè precisa che alcune “… città … con i loro villaggi, furono messe da parte per i figli di Efraim in mezzo all’eredità dei figli di Manasse.” [9]

Semmai ce ne fosse bisogno, è l’ennesima dimostrazione che non sempre la distanza storica fra noi e il tempo in cui questo libro fu scritto si può compensare, cioè non sempre studiando si può riuscire a capire abbastanza chiaramente alcune espressioni, oltre a subire il problema di eventuali errori di traduzione …

Tornando al brano, il particolare che ha attirato la mia attenzione, e che mi sembra rappresenti il cuore del testo, è l’ultimo verso …

In quel verso si precisa che Efraim e Manasse non cacciarono del tutto i cananei di Ghezer … e, come nei casi simili precedenti, ad esempio i gabaoniti, pur restando fra loro assoggettati, come servi, quegli stranieri restarono definitivamente a vivere fra loro …

Eppure non era quello che Dio aveva precisamente ordinato attraverso Mosè, cioè che i popoli sui quali era caduto il Suo giudizio, a causa della loro idolatria e malvagità, visto che erano arrivati perfino a sacrificare i propri figli per tentare di ingraziarsi il favore dei loro falsi dèi … dovevano essere sterminati senza pietà, subendo così il giusto giudizio di Dio … prendendone quindi il posto nel territorio, man mano che progredivamo nella conquista …

Trascurare di applicare in modo rigoroso questo ordine del Signore sembra un dettaglio, che potremmo perfino considerare come atti di misericordia, cioè l’aver scelto di risparmiare la vita ad alcuni pagani ed averli accolti a vivere fra di loro … se però non si fosse trattato di una trasgressione grave e drammatica di un preciso ordine di Dio … potremmo addirittura immaginare che in fondo non stessero facendo altro che applicare ciò che la Legge insegnava e cioè di accogliere lo straniero, quando viveva in mezzo al popolo osservando la legge di Dio, rispettandoli e tutelandoli …

Invece Dio aveva emanato il Suo giusto giudizio, lo aveva sentenziato ed imposto al Suo popolo volendo porre fine alla malvagità e all’idolatria malvagia di quei popoli …

Perciò queste debolezze e superficialità dimostrate da Israele, nei vari casi ricordati in questo libro, fino a questo dei cananei di Ghezer – che anziché essere sterminati poterono restare a vivere in mezzo al popolo – in realtà si stavano creando le condizioni per la futura deriva idolatrica di Israele …

Gli effetti verranno riportati nelle tristi descrizioni della condizione del popolo nel libro dei Giudici, proprio per quella superficialità ed essendosi lasciati influenzare dai costumi e dalle abitudini religiose idolatriche dei pagani con i quali avevano scelto di convivere, anziché ubbidire a Dio!

Imparo che ubbidire a Dio non è qualcosa che va fatto quando riesco a capire fino in fondo le Sue ragioni o gli obiettivi finali che Egli si propone … ma sempre, che io capisca o no, perché le buone ragioni di Dio si dimostreranno nel tempo, a volte purtroppo per me troppo tardi, se non osservo la sua volontà per me, i Suoi comandamenti …

L’antico Israele pagò drammaticamente nella sua storia le conseguenze di queste scelte scellerate e superficiali di non applicare in maniera rigorosa la volontà del Signore!

Io credo che dobbiamo guardarci da questa superficialità, che si traduce in follia ed autolesionismo spirituale, quando le conseguenze si manifesteranno nella nostra vita

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Chiesa Evangelica Isola

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