La sfida della fede, contro la razionalità umana …

“[6] Allora Giosuè, figlio di Nun, chiamò i sacerdoti e disse loro: «Prendete l’arca del patto, e sette sacerdoti portino sette trombe squillanti davanti all’arca del Signore». [7] Poi disse al popolo: «Andate, girate intorno alla città, e l’avanguardia preceda l’arca del Signore». [8] Quando Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti che portavano le sette trombe squillanti davanti al Signore si misero in marcia suonando le trombe; e l’arca del patto del Signore li seguiva. [9] L’avanguardia marciava davanti ai sacerdoti che suonavano le trombe e la retroguardia seguiva l’arca; durante la marcia, i sacerdoti suonavano le trombe. [10] Giosuè aveva dato al popolo quest’ordine: «Non gridate, fate che non si oda neppure la vostra voce e non vi esca parola di bocca, fino al giorno che io vi dirò: “Gridate!” Allora griderete». [11] Così fece fare all’arca del Signore il giro della città una volta; poi rientrarono nell’accampamento e vi passarono la notte. [12] Giosuè si alzò la mattina presto e i sacerdoti presero l’arca del Signore. [13] I sette sacerdoti che portavano le sette trombe squillanti davanti all’arca del Signore avanzavano, suonando le trombe durante la marcia. L’avanguardia li precedeva; la retroguardia seguiva l’arca del Signore e, durante la marcia, i sacerdoti suonavano le trombe. [14] Il secondo giorno girarono intorno alla città una volta, e poi tornarono all’accampamento. Così fecero per sei giorni.”.

La fede per Giosuè, e di conseguenza del popolo, era stata sfidata dagli ordini venuti dal Signore riguardo a Gerico …

Finalmente si passava dalla teoria ai fatti, così Giosuè – la nuova guida del popolo – chiamò i sacerdoti e trasmise quelli che in giurisprudenza si chiamerebbero i “criteri o norme applicative”, cioè come mettere in pratica gli ordini del Signore …

Bisognava prendere l’arca del patto, 7 sacerdoti dovevano prendere le loro trombe squillanti e mettersi in fila davanti all’arca …

Bisognava poi fare il giro della città di Gerico e il corteo dei sacerdoti che portavano l’arca e i 7 che portavano le trombe, dovevano essere preceduti dall’avanguardia, cioè da un gruppo di uomini soldato, come se fosse l’avanguardia dell’esercito … che però era composto da 7 sacerdoti e da quelli che portavano a spalla l’arca del Signore …

Si misero in marcia: l’avaguardia degli uomini, probabilmente armati, apriva il corteo, i 7 sacerdoti li seguivano suonando le trombe e l’arca veniva portata a spalla dietro di loro, seguito dal resto del popolo attorno alla città …

Altro particolare: Giosuè aveva ordinato che ci fosse assoluto silenzio, nessuno doveva parlare nel popolo mentre si procedeva in questa marcia al seguito dell’avanguardia, dei sacerdoti con le trombe e dell’arca del patto … Silenzio assoluto, nessuno doveva proferire parola fino a quando Giosuè non avesse ordinato di gridare tutti insieme …

Dal racconto sembra proprio che il popolo diede ascolto meticolosamente gli ordini di Giosuè e silenziosamente marciarono attorno alla città di Gerico in quel corteo sacro …

Finito il giro, tornarono nell’accampamento e vi passarono la notte …

Giosuè si alzò presto e di nuovo i sacerdoti presero l’arca del Signore, di nuovo i 7 sacerdoti che portavano le trombe si misero davanti all’arca del Signore e avanzavano suonando dietro l’avanguardia e seguiti da tutto il popolo …

La retroguardia seguiva l’arca del Signore E chiudeva il corteo … i sacerdoti suonavano le trombe e il popolo taceva …

Di nuovo, la sera finito il giro tornarono l’accampamento e vi passarono la notte … di nuovo la mattina di buon’ora si prepararono e nello stesso ordine: avanguardia, sacerdoti, Arca, popolo e retroguardia, fecero di nuovo il giro della città di Gerico …

La scena andò avanti in modo identico e ripetitivo per sei giorni.

Non oso immaginare lo stupore e la perplessità della popolazione di Gerico nell’osservare questo corteo e, se non avessi presente il contesto e il brano che precede che ci ricorda che la città era praticamente completamente chiusa in se stessa, presa dalla paura di quel popolo di cui avevano sentito dire che il loro Dio aveva fatto in modo che potessero passare tutti il fiume Giordano sull’asciutto, penserei che sulle mura la popolazione ridesse così tanto da sbellicarsi per quell’assurdo e ripetitivo modo di fare, di quella sceneggiata, di quel corteo silenzioso preceduto dalle trombe squillanti attorno alla loro città … tenuto conto che le loro mura erano insormontabili e considerate invincibili …

Però mi sono anche chiesto, usando la fantasia e pensando all’intero popolo d’Israele, a quasi un milione di persone, a quanti pensieri diversi ci fossero fra di loro, magari qualcuno preso dallo zelo del Signore era convinto nel proprio cuore che Dio avrebbe fatto ancora cose grandi … qualcun altro, con atteggiamento incredulo e che eseguiva gli ordini pur non essendone affatto convinto, anzi magari gli sembrava una follia quella che stavano facendo …

Sta di fatto che, ancora una volta, il popolo insieme a Giosuè viene sfidato nella propria fede in Dio a eseguire degli ordini, fidandosi della potenza, della sovranità e della grandezza di Dio, incoraggiato a pensare alle grandi cose che aveva fatto per loro nel passato anche recente e non a ciò che umanamente appariva folle …

Non è una sfida anche per noi, quando della nostra vita siamo chiamati dalle raccomandazioni della Parola di Dio a prendersi il tempo ogni giorno per stare alla presenza del Signore, per nutrirci della Sua parola, per dialogare con il Padre celeste nella preghiera, anche se non siamo in una situazione di particolare bisogno, anche se non abbiamo una malattia grave, anche se non siamo indebitati fino al collo, anche se non abbiamo perso il lavoro, anche se non c’è una minaccia di guerra o non ci stanno perseguitando … eppure Dio ci sfida a eseguire la Sua volontà, nutrendo la convinzione che Egli continuerà fedelmente a fare grandi cose per noi …

Non è forse questa la nostra sfida? Una sfida contro la nostra incredulità, la nostra superficialità, la nostra testardaggine, la nostra ostinazione nel peccato, la nostra tendenza naturale, con la nostra mente corrotta, a voler mettere altri ed altro prima di Dio?

Si tratta di resistere a noi stessi e alle tentazioni, ma di fidarci di Dio ogni giorno di nuovo, aspettando le grandi cose che Egli ha preparato per noi, fino al ritorno del Messia, il nostro glorioso Signore!

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Chiesa Evangelica Isola

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