“Se ubbidirete diligentemente ai miei comandamenti …”
[13] Se ubbidirete diligentemente ai miei comandamenti che oggi vi do, amando il Signore, il vostro Dio, servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, [14] io darò al vostro paese la pioggia nella stagione giusta: la pioggia d’autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; [15] e farò pure crescere l’erba nei tuoi campi per il tuo bestiame, e tu mangerai e sarai saziato. [16] State attenti a non lasciarvi ingannare, a non abbandonare la retta via e a non servire dèi stranieri prostrandovi davanti a loro. [17] Altrimenti si accenderà contro di voi l’ira del Signore ed egli chiuderà i cieli in modo che non vi sarà più pioggia, la terra non darà più i suoi prodotti e voi perirete presto nel buon paese che il Signore vi dà. [18] Vi metterete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e ve le metterete sulla fronte in mezzo agli occhi; [19] le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai in viaggio, quando ti coricherai e quando ti alzerai; [20] le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte delle tue città, [21] affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri siano numerosi come i giorni dei cieli al di sopra della terra. [22] Infatti, se osservate diligentemente tutti questi comandamenti che vi do, e li mettete in pratica, amando il Signore, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui, [23] il Signore scaccerà davanti a voi tutte quelle nazioni e voi vi impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi.
Se dovessi scegliere l’insegnamento centrale, cioè quello che in questo brano emerge sopra tutto il resto, credo sia ciò che il Signore spiega molto bene, attraverso Mosè, cioè che le Sue promesse sono condizionali … Ma non nel senso che saranno stabiliti o affidabili, si realizzeranno o meno se tutto andrà bene, se il tempo sarà favorevole, se riusciremo a vincere i nemici, quindi a seconda delle circostanze …
Invece, sono condizionali nel senso che dipendono dalla adesione, dalla fedeltà e osservanza del patto della controparte!
Per maggiore chiarezza: è vero che tutto il peso della realizzazione delle promesse previste nel patto, l’impegno per l’attuazione dei provvedimenti ricadono su Dio … però la responsabilità perché le promesse, le condizioni, i provvedimenti e le promesse si applichino effettivamente sta nel se e nel come il popolo, quindi la parte umana coinvolta nel patto, rispetta le proprie condizioni, il proprio impegno, il proprio ruolo!
In effetti, la descrizione di Mosè è interessante perché Dio ha effettivamente promesso una terra nella quale “scorre il latte e miele”, un’immagine forte che ne spiega l’abbondanza e la ricchezza … Eppure sarà la loro adesione, la loro sottomissione, la loro osservanza o meno della Legge di Dio, la buona Legge data per il loro bene, che farà sì che Dio sostenga questo patto nel tempo, che faccia la Sua parte, che Si curi come ha promesso di un popolo fedele … Quindi dipende da questo se Dio farà sì che la pioggia venga a suo tempo, che la terra resti fertile, che produca i suoi frutti, che il popolo resti in salute perché sta osservando attentamente le norme – per esempio quelle igienico-sanitarie della Legge – perché prolunghino i loro giorni, perché godano in salute di quella buona terra e della felice relazione con Dio! (13-15)
Come stabilito nel patto con Dio, non poteva esserci alcuno spazio per l’idolatria, nessuno fra gli dèi stranieri poteva coesistere col culto al solo vero Dio o addirittura sostituirsi ad esso, non dovevano lasciarsi ingannare … (16)
Infatti, contravvenendo al patto, si sarebbero attirati le sue condizioni negative, tutte le ripercussioni di giudizio previste nel patto stesso: “Altrimenti si accenderà contro di voi l’ira del Signore ed egli chiuderà i cieli in modo che non vi sarà più pioggia, la terra non darà più i suoi prodotti e voi perirete presto nel buon paese che il Signore vi dà.”! (17)
Quindi, secondo le prescrizioni della Legge che Mosè sta ricordando al popolo prima di entrare nella terra promessa, si trattava di prendere Dio molto sul serio, di sentire tutta la responsabilità dell’essere parte di un patto con Lui, impegnandosi a fare ogni sforzo per tener presente, nel bene e nel male, nelle promesse e nelle minacce, tutto ciò che il patto implicava.
Le parole che Mosè usò furono molto descrittive, per certi versi ‘plastiche’ e simboliche, ma servivano a sottolineare l’importanza di ciò che stava ricordando delle parole di Dio, della Sua Legge, del Suo patto … Esse dovevano essere tenute nel cuore, incise nell’anima, legate ai polsi, come un segno fra gli occhi … per tenerle costantemente presenti!
Purtroppo la storia successiva, fino ai tempi di Gesù, ci insegna che gran parte di queste descrizioni di Mosè, fatte per immagini, quindi simboliche, che rafforzavano le sue affermazioni, che servivano a sottolineare con forza l’importanza della Legge, della volontà di Dio, quella buona, santa e giusta Legge donata per il bene del popolo, verranno poi interpretate dai rabbini in modo letterale, anzi letteraristico … cioè facendo proprie solo le forme, applicando gli aspetti formali, esteriori e simbolici di queste prescrizioni … anziché la sua sostanza! (18)
Per esempio, davvero gli ebrei, in particolare quelli con un atteggiamento religioso più estremista, sarebbero finiti con l’appendersi addosso fisicamente dei piccoli simboli della legge, per esempio ai polsi o alle caviglie, nella cintura … o come un pendaglietto fra gli occhi … Il problema è che si limitavano ai segni esteriori, piuttosto che fare sì che la Legge di Dio diventasse per loro qualcosa di inciso nel cuore e nell’anima, come invece il Signore attraverso Mosè aveva raccomandato!
Niente di nuovo, vero? È così che troppo spesso nel corso della storia la religione è diventato forma e simbolismo, anziché sostanza e un cuore consacrato a Dio!
Vale anche per me, per noi, ricordarci il rischio, sempre presente, che ci soffermiamo sugli aspetti esteriori e simbolici, piuttosto che sul contenuto, sulla sostanza, sul cuore dei comandamenti di Dio per il nostro bene …
Sentendo davvero il peso della loro responsabilità, avrebbero tenuto fede all’impegno di insegnare queste parole, la Legge e i comandamenti di Dio, ai figli, ai nipoti e alla generazione futura … (19)
Essere fedeli a Dio, alla Sua volontà, al patto che aveva generosamente fatto con loro, ubbidendo diligentemente alla Sua volontà, tenendosi stretti al Signore … queste erano le condizioni perché Dio avrebbe fatto la Sua parte, avrebbe dato loro salute e benessere, avrebbe cacciato con potenza davanti a loro popoli e nazioni più potenti di loro…
A queste condizioni il loro futuro e quello dei loro figli, della successiva generazione, sarebbe stato felice e benedetto da Dio! (21-23)
Già, nel patto che Dio ha fatto con noi, senza alcun merito da parte nostra, ogni cosa, ogni impegno, ogni peso, tutto è a carico del Signore … ma a noi è richiesta la fedeltà, il vivere secondo la Sua volontà, rinunciare alla nostra follia, accogliere con gioia la Sua guida e protezione, stare attaccati a Lui … per godere le Sue promesse, la Sua assoluta fedeltà, per sempre!



