“… l’uomo non vive soltanto di pane, ma di tutto quello che procede dalla bocca del Signore.”

[1] «Abbiate cura di mettere in pratica tutti i comandamenti che oggi vi do, affinché viviate, moltiplichiate ed entriate in possesso del paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri. [2] Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant’anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti. [3] Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore. [4] Il tuo vestito non ti si è logorato addosso, e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni. [5] Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge suo figlio, così il Signore, il tuo Dio, corregge te.”.

Un brano stupendo, l’ennesimo discorso di preparazione per il popolo che stava per entrare nella terra promessa da Dio. Parole espresse da Mosè a nome di Dio per ristabilire le fondamenta essenziali nel rapporto fra il popolo e il Signore, Colui che ne era il Re, il Sovrano, il Liberatore e la guida. Erano fondamenta irrinunciabili, perché il patto venisse rinnovato e mantenuto dal Signore nell’affrontare tutte le incertezze e le avventure umanamente impossibili nella conquista del territorio di diversi regni, in quella terra che Dio aveva messo da parte per loro! Infatti era una terra su cui Dio e solo Dio poteva esercitare il diritto di proprietà, decidendo di cacciare le nazioni pagane e fare progressivamente spazio al Suo popolo!

Così Mosè stava preparando il popolo moralmente, spiritualmente e psicologicamente a non ripetere gli stessi errori compiuti dai loro predecessori, dai loro genitori e i loro nonni, il cui comportamento ribelle e ingrato aveva portato all’estinzione di una intera generazione, quella adulta uscita dall’Egitto grazie alla liberazione voluta da Dio e guidata da Mosè!

Era necessario correggere i loro atteggiamenti, il loro modo di pensare, le loro reazioni nelle vicende che li avrebbero trovati impreparati, quando si sarebbero trovati davanti a difficoltà umanamente insormontabili … era perciò fondamentale ristabilire il modo corretto di affrontarle e cioè fidandosi di Dio senza riserve … fidarsi di Colui che aveva fatto le promesse, che le manteneva e che garantiva il risultato!

Non a caso, in questo ennesimo discorso, Mosè ribadisce la necessità dell’osservanza della Legge cioè che il popolo davvero prendesse sul serio la rivelazione di Dio, per ubbidire, per metterla in pratica ricordandosi da Chi veniva e qual era l’obiettivo, quale autorevolezza c’era in essa … (1)

Per l’ennesima volta c’è un richiamo alla memoria: ricordati del cammino che il Signore, che è il tuo Dio, il solo vero Dio, ti ha fatto fare in questi 40 anni nel deserto! È stato un tempo non casuale … Non è stato un incidente di percorso, non è stata una disgrazia, non è stata una sfortuna, non è stato un contrattempo, ma la determinata volontà di Dio che aveva come obiettivo di umiliare il popolo, metterlo alla prova e fargli rendere conto della durezza del proprio cuore … (2)

“… per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti.” … ovviamente non può riferirsi a Dio, che sa già tutto perfettamente e conosce il nostro cuore, non solo il passato e il presente, ma anche il futuro … Dio non ha alcun bisogno di fare verifiche, lo sa già… Siamo noi che ne abbiamo bisogno, noi che ci illudiamo di essere migliori di quanto in realtà siamo, noi che non ci rendiamo conto della gravità della condizione del nostro cuore, noi che abbiamo bisogno di dimostrazioni … e così erano stati quei 40 anni nel deserto, avevano dimostrato abbondantemente la follia del cuore umano, la sua corruzione e depravazione, la propria ribellione al Signore e quindi il loro meritare giustamente l’estinzione di tutta quella generazione sotto il giudizio di Dio … Tutto questo perché la nuova generazione, i loro figli e nipoti, imparassero questa importantissima lezione prima di entrare nella terra promessa …

Essere umiliato, provare la fame, la sofferenza, superare le difficoltà provando la soddisfazione dei propri bisogni, essere sfamato con un cibo speciale mai conosciuto prima e che non eri in grado di procurarti … servivano a: “… insegnarti che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore.”! (3)

Che lezione!!!

Quanto spesso lo dimentichiamo, troppe volte tendiamo a trascurare che ciò che di più prezioso riceviamo sta nelle parole salutari che Dio ci ha rivelato, la buona Parola di Dio, la lampada che illumina i nostri passi e ci consente di proseguire!

Dio è il solo Dio, Colui che aveva reso possibile peregrinare per 40 anni nel deserto senza che i loro vestiti si logorassero, non avevano vestiti di ricambio … 40 anni di marcia nel deserto senza che i loro piedi si gonfiassero tanto da non poter camminare … 40 anni senza guadagnarsi mai il cibo, ma riceverlo miracolosamente ogni giorno dal cielo, addirittura la carne cadeva vicino alle loro tende, senza dover cacciare per procurarsene … (4)

Tutto questo doveva essere ricordato per imparare una lezione che i loro genitori ostinatamente non avevano voluto apprendere: che il Signore è Dio, il solo vero Dio, l’Eterno, il Liberatore, Colui che ci ha dato la vita e ce la rinnova ogni giorno, Colui che mantiene le Sue promesse, che resta fedele sempre … ma è anche Colui che ci chiede conto di come viviamo la Sua Grazia, che pretende giustamente la nostra fedeltà al Suo patto, per il quale ha dato Suo Figlio come prezzo del nostro riscatto!

Quindi, dopo aver riconosciuto nella storia Chi è Dio, il Suo agire, la Sua potenza, la Sua fedeltà, dopo aver imparato dai loro genitori come non comportarsi, impegnandosi ad osservare la Legge del Signore scritta per proteggere le loro vite, per assicurare l’avverarsi delle promesse, ricordando la provvidenza di Dio e ciò che questo significava nell’affrontare un futuro incerto (5) …

Il Popolo era chiamato a riconoscere intimamente, profondamente, nel proprio cuore l’Amore di Dio, Colui che non li aveva distrutti e anche quando aveva punito i loro genitori, lo aveva fatto con l’Amore di un padre che corregge suo figlio, piuttosto che abbandonarlo a se stesso!

Riconoscere l’amore nel padre che corregge rende la correzione edificante, costruttiva, desiderabile, per quanto dolorosa … e ci ricorda che la nostra fiducia, la nostra speranza e le nostre prospettive future non possono fondarsi in noi stessi, ma nel riconoscere i nostri limiti e miseria, il nostro bisogno che Dio cammini davanti a noi e ci corregga come il padre col figlio quando serve …

Resta in contatto con noi !


Chiesa Evangelica Isola

Chiesa Evangelica Isola