“… il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del riposo.”

[12] Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come il Signore, il tuo Dio, ti ha comandato. [13] Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, [14] ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come te. [15] Ricòrdati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò il Signore, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del riposo.”.

Noi, figli della modernità produttiva, abituati al massimo profitto possibile, a non guardare in faccia a niente e nessuno quando vogliamo raggiungere i nostri profitti, magari presi da una irrefrenabile avidità, alla quale non basta mai quello che abbiamo … facciamo un po’ fatica a capire il senso di questo comandamento …

Eppure, nella saggezza di Dio, questa è in pratica l’istituzione del ciclo lavoro / riposo che assicura un adeguato riposo e protegge l’essere umano dall’esaurimento delle forze, ma anche dalla tentazione della stessa avidità che non si sazia mai …

Riflettevo che se la nostra natura non fosse corrotta dal peccato, se non fossimo diventati schiavi della bramosia e dell’avidità, e soprattutto se non ci fosse un vero e proprio abisso fra la saggezza di Dio e i nostri limiti come creature … magari il sommo Creatore avrebbe potuto fare appello al nostro buon senso, incoraggiandoci ad essere equilibrati e non esagerare nel lavoro, prendendoci regolarmente del riposo, per recuperare le energie e poter affrontare al meglio la settimana successiva …

Ma noi non siamo Dio, il nostro presunto buon senso è annullato dalla nostra corruzione nel peccato, da una mentre depravata e schiava della naturale tendenza al peccato …

Perciò, ovviamente, Dio non si confronta col peccatore e con una mente ottenebrata, ma dispone le cose per cercarne il vero bene, quello non rovinato da una mente corrotta che ha perso l’equilibrio creazionale del “molto buono” nel progetto del Signore!

Ecco allora che la Legge data da Dio produce quel bene vero e, allo stesso tempo, ci dimostra la nostra condizione limitata dal peccato, incapaci di osservare perfettamente una Legge, che però resta giusta …

Così il comandamento di prendersi un giorno di riposo, come Dio stesso aveva dimostrato durante il processo della creazione riposandosi nel settimo giorno, era e resta una benigna imposizione di Dio per proteggere il Suo popolo da se stesso e dai suoi squilibri o veri e propri disastri … (12-13)

In questo comandamento, in cui il Signore si preoccupa del bene del popolo, Egli abbina anche il tempo del culto a Dio, quindi un riposo santificato essendo dedicato all’adorazione del Creatore di ogni cosa …

In questa istituita sacralità, legata al culto, il popolo era pienamente coinvolto, in tutti i suoi ambiti:

“… è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come te.”! (14)

La ragione di fondo per questo comandamento Dio la spiega nelle parole finali: “Ricòrdati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò il Signore, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del riposo.”! (15)

Dio, il tuo Dio, Colui che ti sta ordinando di osservare il giorno del riposo e consacrarlo a Lui, è lo stesso che con la Sua onnipotenza ti ha liberato dalla schiavitù in Egitto … è Lui che ti ordina di osservare il giorno del Riposo!

Imparo almeno alcune cose:

– intanto imparo l’autorevolezza di Colui che istituisce il giorno del riposo, vista la Sua credibilità essendo il Liberatore del popolo …;

– la seconda cosa che imparo è che Dio non è un uomo, non è un nostro pari (e meno male!), perciò non deve fare accordi con noi, ma impartirci ordini, anche per proteggerci da noi stessi e dalla nostra follia …;

– inoltre, la precisazione che la famiglia sia coinvolta nel riposo e nel culto, ma anche il servo e lo straniero e perfino gli animali, ci protegge dalla nostra tendenza agli abusi e a doppi pesi e doppie misure, ci protegge dalla nostra tendenza allo sfruttamento e malvagità …;

– Infine, ho pensato che in realtà Dio non ha bisogno del nostro culto per stare bene o stare meglio, eppure motiva il nostro riposo attraverso il tempo da dedicare al culto, dandoci delle ragioni umanamente comprensibili, condivisibili, senza ridurci a meri esecutori dei Suoi ordini …

Nell’istituzione del riposo Dio ha infatti conciliato riposo e culto, perché nella nostra vita frenetica e nella corruzione della nostra mente non trascuriamo il bene del corpo, né quello dell’anima!

Dio ci fornisce un modo per conciliare la vera cura della nostra vita, fisica e spirituale … perciò viviamo con gioia e gratitudine il riposo (anziché come un peso, una limitazione alla nostra avidità) e usiamolo per curarci della nostra anima, perché non può vivere e svilupparsi senza un tempo adeguato dedicato a Dio e ad essa …

Grazie, Signore!

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Chiesa Evangelica Isola

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